Trama 5/5: Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l'odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l'autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l'orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l'austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.
***
Non sono mai stata attratta dai libri di sport, visto che non sono una sportiva, ma il mio ragazzo ha insistito perché leggessi Open, perché diceva non è un libro sul tennis ma su una persona, una grande persona.
Alla fine mi sono lasciata convincere, scettica perché sapevo di non conoscere le regole del tennis e la terminologia tecnica, ma curiosa di capire meglio quest'uomo che comunque conosco pur non seguendo il tennis (certi nomi insomma sono famosi, in qualunque sport anche se non li segui).
E devo dire che ho trovato una grande persona in queste pagine.
Anzi mi sento di rispondere a chi a commento di questo libro ha detto che Agassi era un bambinetto viziato e con i soldi.
Agassi non è nato in una famiglia ricca, e il padre ha voluto a tutti i costi che giocasse a tennis, come aveva tentato di fare con gli altri due figli ma senza successo.
Agassi è cresciuto con molte difficoltà e drammi interiori, certo ha vinto molti soldi nella sua vita, ma ha saputo essere sempre presente per i suoi amici e per la sua famiglia, e con il tempo, ha saputo destinare i suoi soldi a fin di bene.
Questo non è un bambinetto viziato, se lo fosse stato, lo avrebbero trovato morto in un fosso molto tempo fa per droga sesso e rock 'n roll....
Il tennis può non piacere, lui può non stare simpatico, ma è senza dubbio un gran tennista ma prima di tutto un grande uomo con le sue debolezze, i suoi problemi, le sue idiosincrasie, i suoi sentimenti, la sua lealtà e la sua squadra.
Chiuso il libro, giuro, mi manca Andre... mi mancano Gil e Brad e Steffi e tutti loro...
Grazie grande uomo!
Alla fine mi sono lasciata convincere, scettica perché sapevo di non conoscere le regole del tennis e la terminologia tecnica, ma curiosa di capire meglio quest'uomo che comunque conosco pur non seguendo il tennis (certi nomi insomma sono famosi, in qualunque sport anche se non li segui).
E devo dire che ho trovato una grande persona in queste pagine.
Anzi mi sento di rispondere a chi a commento di questo libro ha detto che Agassi era un bambinetto viziato e con i soldi.
Agassi non è nato in una famiglia ricca, e il padre ha voluto a tutti i costi che giocasse a tennis, come aveva tentato di fare con gli altri due figli ma senza successo.
Agassi è cresciuto con molte difficoltà e drammi interiori, certo ha vinto molti soldi nella sua vita, ma ha saputo essere sempre presente per i suoi amici e per la sua famiglia, e con il tempo, ha saputo destinare i suoi soldi a fin di bene.
Questo non è un bambinetto viziato, se lo fosse stato, lo avrebbero trovato morto in un fosso molto tempo fa per droga sesso e rock 'n roll....
Il tennis può non piacere, lui può non stare simpatico, ma è senza dubbio un gran tennista ma prima di tutto un grande uomo con le sue debolezze, i suoi problemi, le sue idiosincrasie, i suoi sentimenti, la sua lealtà e la sua squadra.
Chiuso il libro, giuro, mi manca Andre... mi mancano Gil e Brad e Steffi e tutti loro...
Grazie grande uomo!
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