Trama 4/5: Tutto comincia una sera, quando un regista turco che vive a Roma decide di prendere un aereo per Istanbul, dov'è nato e cresciuto. L'improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; della nonna, raffinata "principessa ottomana" delle "zie", amiche della madre, assetate di vita e di passioni; della fedele domestica diamante. Del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo di tigli e delle estati languide, che non finiscono mai, sul mar di marmara. e, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma Istanbul sa cogliere ancora una volta il protagonista di sorpresa e lo trattiene, anche se lui vorrebbe ripartire. Perché se il passato, talvolta, ritorna, il presente ha spesso il dono di afferrarci: basta un incontro, una telefonata, un graffito su un muro. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Lei è in viaggio di lavoro e di piacere, in compagnia del marito e di una coppia di giovani colleghi. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Tra caffè e hamam, amori irrisolti e tradimenti svelati, nostalgia e voluttà, i destini del regista e della donna inesorabilmente si sfiorano e, alla fine, convergono. questo libro è una dichiarazione d'amore a una città, Istanbul.
***
Non ho visto molti film di Ozpetec ma ne ho visti quel tanto che basta a capire che c'è molta delicatezza e al tempo spesso drammaticità, e sono in giusti equilibrio e mi sono piaciuti molto.
Non mi aspettavo che questo libro fosse un capolavoro, ma anche qui come nei suoi film c'è il giusto equilibro, i drammi del suo passato e del suo presente, e una delicatezza nel spiegare l'amore che si potrebbe quasi utilizzarlo per insegnarlo ad un bambino. Un candore leggero come la neve.
E poi certi concetti e certe frasi scritte nero su bianco ti fanno pensare all'amore come a un sentimento più semplice di quanto non si creda, siamo noi che lo riempiamo purtroppo di difficoltà e di cose che non esistono per complicarlo.
E la magica Istanbul, che anche quest'anno era nei miei progetti visitare ma sconsigliato ahimè... e allora continuiamo a sognare di visitarlo nei prossimi anni.
Non mi aspettavo che questo libro fosse un capolavoro, ma anche qui come nei suoi film c'è il giusto equilibro, i drammi del suo passato e del suo presente, e una delicatezza nel spiegare l'amore che si potrebbe quasi utilizzarlo per insegnarlo ad un bambino. Un candore leggero come la neve.
E poi certi concetti e certe frasi scritte nero su bianco ti fanno pensare all'amore come a un sentimento più semplice di quanto non si creda, siamo noi che lo riempiamo purtroppo di difficoltà e di cose che non esistono per complicarlo.
E la magica Istanbul, che anche quest'anno era nei miei progetti visitare ma sconsigliato ahimè... e allora continuiamo a sognare di visitarlo nei prossimi anni.
Nessun commento:
Posta un commento