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mercoledì 9 agosto 2017

UN SEGRETO PER FLAVIA DE LUCE di Alan Bradley

Trama 5/5: Flavia de Luce, l’audace undicenne con un talento sherlockiano per la chimica e per il delitto, si trova presa in un groviglio che questa volta la tocca negli affetti più cari. Alla stazione dismessa di Bishop’s Lacey è attesa Lady Harriet, la madre dispersa dieci anni prima tra le nevi dell’Himalaya. Sono lì ad aspettarla non solo l’impetuosa ragazzina, lo svagato padre colonnello e le due temibili sorelle, Daffy e Feely, con il maggiordomo: c’è tutta la comunità del vecchio villaggio. Perché il ritorno della dama della magione di Buckshaw è un evento, da celebrare in pompa magna. Ma ciò che scende dal treno è solo la bara di Harriet con la spoglia mortale preservata dai ghiacci, onorata da altissime personalità statali. Tra cui perfino l’ex premier della guerra da poco vinta, il vecchio Churchill. Ed è da lui che viene la prima puntura alla curiosità di Flavia. «Adesso le piacciono anche i sandwich di fagiano, signorina?» le sussurra Sir Winston nel salutarla. E prima che il mesto corteo si muova, uno scuro signore le mormora all’orecchio, incomprensibile: «Riferisca a suo padre che il Guardacaccia è a repentaglio». Cosa succede? Sembra che qualcosa di indecifrabile si stia componendo attorno al ritrovamento della madre. Così, quando l’uomo che ha parlato del guardacaccia finisce sotto lo stesso treno, verosimilmente spinto, Flavia prova quell’inquietudine che preannuncia l’incombere di un’avventura. E sarà l’indagine sulla vita e sulla morte della madre, dentro i segreti della sua antica famiglia. La guideranno, in questo cammino sconosciuto, remoti reperti, filmini di casa mai visti con dentro strani figuri, visite inattese, mezze frasi di vecchi domestici, implorazioni carpite di papà al cadavere della moglie, orridi esperimenti di risuscitamento cadaverico, intrighi di intelligence.Oltre il divertimento che viene da un umorismo allo stato infantile, Flavia de Luce avvince il lettore mettendolo davanti al mistero puro, al suo perturbare non inquinato né dal sangue (anche se i morti ci sono) né da stratagemmi narrativi e altri manierismi. Puro come è il brivido sulla pelle di una bambina intelligente, vigile e temeraria.
[6° Volume - Flavia De Luce] 

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Siamo abituati alla Flavia saccente che scopre i colpevoli curiosando tra indizi e intuizioni.
Qui invece, rimasti in sospeso dal precedente libro, ci troviamo a fare i conti con il ritrovamento del corpo della mamma, dispersa da 10 anni, e soprattutto con la scoperta che non tutto quello che abbiamo letto e dato per scontato nei libri precedenti era dettato dal caso. E anche le persone che oramai credevamo di conoscere nascondevano dei segreti e dei progetti molto più grandi.
Insomma Flavia è stata addestrata, la zia Felicity non è così antipatica e svampita come si credeva, e anche il papà così taciturno e distaccato ha in serbo grandi sorprese alla fine del libro.
E ora io attendo con ansia gli sviluppi perché credo che dal prossimo libro tutta la storia e l'atmosfera cambieranno parecchio :)
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PAG.61
Sono le cose di questo genere quelle che mi sconvolgono sul serio: l'intravvedere all'improvviso il mondo degli adulti, in merito al quale a volte non sono tanto sicura di voler essere informata.
Dunque restammo lì, come pezzi degli scacchi fatti di petra: il babbo era il re che ha subito lo scacco matto, sempre con una sua eleganza, ma ferito a morte; la zia Felicity era una vetusta regina, col cappello nero di sghimbescio, intenta a canticchiare qualcosa a mezza bocca; Feely e Daffy erano le torru, agli angoli opposti del nostro castello.
E poi c'ero io: Flavia De Luce.
Un semplice pedone.

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