Trama 4/5: Sopravvissuti alla carneficina della grande guerra, nel 1918 Albert e Edouard si ritrovano emarginati dalla società. Albert, un umile e insicuro impiegato che ha perso tutto, proprio alla fine del conflitto viene salvato sul campo di battaglia da Edouard, un ragazzo ricco, sfacciato ed eccentrico, dalle notevoli doti artistiche. Dopo il congedo, condannati a una vita grama da esclusi, decidono di prendersi la loro rivincita inventandosi una colossale truffa ai danni del loro paese ed ergendo il sacrilegio allo status di opera d'arte. "Ci rivediamo lassù" è il romanzo appassionante e rocambolesco che racconta gli affanni del primo dopoguerra, le illusioni dell'armistizio, l'ipocrisia dello stato che glorifica i suoi morti ma si dimentica dei vivi, l'abominio innalzato a virtù. In un'atmosfera crepuscolare e visionaria, pierre lemaitre orchestra la grande tragedia di una generazione perduta.
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Mio papà era un grandissimo appassionato della Prima Guerra Mondiale, e abitando tutto sommato abbastanza vicini a luoghi in cui si è combattuto e che ora sono stati trasformati in musei, un po' mi sono appassionata anch'io. Solo che al di là delle vicissitudini e dello svolgimento, io adoravo andare sulle Dolomiti in questi musei all'aperto e entravo in tutti i buchi che la montagna permetteva ancora di visitare, oppure lungo le trincee, e cercavo guardando anche vecchie immagini sui libri o film, di capire come questi poveretti avevano passato gli anni della guerra. Perché noi si parla, ma l'inverno in montagna è freddissimo e non erano di certo attrezzati come lo siamo noi adesso, e gli scarponi avevano la suola in cartone mica in Vibram. E i giubbotti erano di lana mica in Goretex antiaria....
E gli ospedali da campo e le tecniche di soccorso? Meglio non pensarci, sono stati degli eroi, tutti, perché chi combatte sono i poveretti, gli altri stanno al caldo lontani dal pericolo... va beh...
Comunque io non avevo mai letto nulla di questo autore, e mi sono avvicinata a questa storia con l'intento di capirne meglio gli aspetti (anche se romanzato) della vita dei sopravvissuti.
La storia è più o meno verosimile, sono due compagni che si aiutano a vicenda dopo gli incidenti e le ferite di guerra e progettano una truffa sulle lapidi di guerra a commemorazione dei caduti.
E' stato bello conoscere da vicino i due protagonisti con i loro drammi famigliari, con le loro stravaganze, con le loro paure, e con le ferite di guerra nell'animo come nel corpo.
E la cosa in assoluto che mi ha fatto sorridere e anche rammaricare, è che da ogni tragedia, proprio come avvoltoi su un cadavere, arriva gente senza cuore che tenta di fregare il prossimo e di arricchirsi sulla sventura altrui.
Oramai ci ho rinunciato a capire questo meccanismo, bisogna avere la cattiveria nei geni per architettare queste cose, io non ci arrivi proprio.
E' una prerogativa solo dell'essere umano, gli animali si regolano sull'istinto di sopravvivenza, l'uomo sul fregare il prossimo. Menti elette come le nostre avrebbero dovuto svilupparsi in modo diverso, invece ci stiamo rovinando sempre di più e nemmeno per il bene supremo ma per la ricchezza di pochi.
Questo libro fa riflettere sotto molti punti di vista e la lettura è molto scorrevole.
Non direi propriamente una lettura da spiaggia (anche se io l'ho resa tale) ma mi ha fatto bene leggerlo al caldo perché l'argomento a me ha fatto molto rabbrividire.
E gli ospedali da campo e le tecniche di soccorso? Meglio non pensarci, sono stati degli eroi, tutti, perché chi combatte sono i poveretti, gli altri stanno al caldo lontani dal pericolo... va beh...
Comunque io non avevo mai letto nulla di questo autore, e mi sono avvicinata a questa storia con l'intento di capirne meglio gli aspetti (anche se romanzato) della vita dei sopravvissuti.
La storia è più o meno verosimile, sono due compagni che si aiutano a vicenda dopo gli incidenti e le ferite di guerra e progettano una truffa sulle lapidi di guerra a commemorazione dei caduti.
E' stato bello conoscere da vicino i due protagonisti con i loro drammi famigliari, con le loro stravaganze, con le loro paure, e con le ferite di guerra nell'animo come nel corpo.
E la cosa in assoluto che mi ha fatto sorridere e anche rammaricare, è che da ogni tragedia, proprio come avvoltoi su un cadavere, arriva gente senza cuore che tenta di fregare il prossimo e di arricchirsi sulla sventura altrui.
Oramai ci ho rinunciato a capire questo meccanismo, bisogna avere la cattiveria nei geni per architettare queste cose, io non ci arrivi proprio.
E' una prerogativa solo dell'essere umano, gli animali si regolano sull'istinto di sopravvivenza, l'uomo sul fregare il prossimo. Menti elette come le nostre avrebbero dovuto svilupparsi in modo diverso, invece ci stiamo rovinando sempre di più e nemmeno per il bene supremo ma per la ricchezza di pochi.
Questo libro fa riflettere sotto molti punti di vista e la lettura è molto scorrevole.
Non direi propriamente una lettura da spiaggia (anche se io l'ho resa tale) ma mi ha fatto bene leggerlo al caldo perché l'argomento a me ha fatto molto rabbrividire.
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