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mercoledì 9 agosto 2017

L'ISOLA LONTANA di Annika Thor

Trama 5/5: Estate del 1939. Due sorelline ebree austriache sono inviate dai genitori in Svezia, dove abiteranno presso due famiglie diverse su un'isola al largo di Göteborg. Steffi e Nelli pensano di rimanere lontane dai genitori per pochi mesi, ma poi scoppia la guerra, e quasi senza che se ne rendano conto passano gli anni. Alla fine del conflitto Steffi avrà ormai diciotto anni e avrà compiuto tutte le tappe della crescita, la scoperta dell'amore, del tradimento, della rabbia e del dolore dell'adolescenza, fino a diventare donna. Un romanzo ispirato alla storia vera di un folto gruppo di bambini ebrei sfuggiti alle persecuzioni naziste e ospitati in Svezia per un lungo periodo. Le difficoltà del loro inserimento, il rapporto con le nuove famiglie, la relazione con i compagni e la nostalgia per i genitori sono i temi portanti di questo romanzo. La narrazione dal punto di vista delle protagoniste, che vivono le avventure della crescita in una terra lontana, ci mostra da vicino la bontà e la cattiveria di un'umanità varia e straordinariamente vera. Età di lettura: da 10 anni.

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I libri che parlano della guerra e degli ebrei hanno un problema, o sono troppo crudi o sono troppo noiosi, non perché non sia un argomento interessante ma alcuni dei libri (soprattutto per ragazzi) che affrontano questo momento storico, io li ho trovati molto poco consistenti. Per carità mi sono piaciuti nulla da dire però alla fine del libro ti sembrava di aver letto una storia molto fantasiosa che lanciava un messaggio poco consistente sull'argomento. Infatti mi sono domandata spesso cosa potesse arrivare ai giovani lettori con storie del genere.
Particolarmente sorpresa invece da questa lettura, partita molti mesi fa e intervallata con altre letture fintanto che c'è stato il giro di boa e sono riuscita a decollare e arrivare spedita alla fine. Il problema è mio che (anche con le saghe) non riesco a leggere 4 libri dello stesso autore di fila. Ad ogni modo questo libro è IL LIBRO che farei leggere a tutti i ragazzi sull'argomento. Perché non parla dei campi di concentramento, ma parla di come una coppia manda le figlie in Svezia per salvarle dalla deportazione, e queste ragazzi diventano adulte lontano dai genitori e in una nuova nazione, si fanno nuovi amici imparano una lingua e per circa 6 anni vivono in un mondo parallelo al mondo di prima, lontane dalla guerra amate da altre famiglie e gettano nuove basi per la loro vita adulta.
Non che questo sia un argomento fuori contesto, ma le atrocità dei campi di concentramento le abbiamo abbastanza chiare oramai, mentre capire come delle bambine possano affrontare tutto questo, tenendo conto che sono comunque ragazzine che crescono e come tutti avranno alternanza di comportamento e atteggiamento, beh forse è più interessante. C'è il racconto della loro vita che evolve di pari passo con l'evolversi della guerra e degli eventi che ne seguiranno, perché anche i figli allontanati per essere salvati dalle atrocità hanno sofferto non meno dei genitori che si sono sacrificati per loro.
La storia di Steffi e Nelli vi accompagnerà e vi faranno compagnia per sei anni, poi chiuso il libro ve le porterete nel cuore per altri, e poi ancora ci penserete, sperando che stiano bene là dove sono ora, e speri che di storie come la loro ce ne siano state moltissime...

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