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mercoledì 9 agosto 2017

IL VELO DIPINTO di W. Somerset Maugham

Trama 4/5: «È una situazione fra le più classiche. Lei decide di tradire il marito con un uomo che giudica affascinante. La tresca funziona fino al giorno in cui i due clandestini hanno la sensazione che il marito tradito abbia scoperto tutto. È un guaio. Anche perché, messa alle strette, l'adultera confessa. Che fare? Si dovrà procedere alla separazione e al divorzio. Sconvolta e piangente lei si reca dall'amante. Gli dice d'aver confessato: vuole separarsi e andare a vivere con lui. Grande è la sorpresa, a quel punto. Infatti, l'amante non ha intenzione di lasciare la moglie e mettersi con lei. Pensiamo tutto questo ambientato nella colonia inglese di Hong Kong alla metà degli anni Venti e affidato alla penna superprofessionale di W. Somerset Maugham. Sarebbe uno dei suoi romanzi caustici, mondani, un po' cattivi. Ma Maugham, influenzato dalla lettura dell'episodio dantesco di Pia de' Tolomei, pensa di aggiungervi qualcosa in più». (Giorgio Montefoschi)

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Primo libro che leggo di questo autore, e devo dire che non mi ha deluso per niente!
Un ritmo molto incalzante, rimani attaccato alle pagine e alla storia praticamente in apnea e si legge con una velocità pazzesca, cosa stupefacente perché invece mi aspettavo una scrittura più ricercata e difficile.
La storia, beh, sempre attuale e abbastanza inflazionata, ma si gioca con emozioni forti e non mancano i batticuori e la paura per le rivelazioni.
Una pecca a mio avviso: non ho percepito minimamente l'ambientazione, visto che si trattava di Hong Kong credevo di annusare il tipico oriente, il profumo delle spezie, invece a parte qualche piccolo riferimento, se mi avessero detto che era ambientato in Inghilterra non avrebbe fatto differenza, il che è un peccato perché le atmosfere orientali lasciano sempre una traccia...
Due parole invece sulla storia? Il tradimento penso che sia un classico di tutti i tempi e luoghi, quindi non c'è nulla da spiegare, piuttosto la caratterizzazione dei personaggi:
- Il marito che sembra un po' timido e citrullo che invece l'ha vista più lunga del previsto e in questa storia secondo me è quello che ne esce con più stima da parte mia.
- La moglie è una povera scema che pensava di essere la più bella e desiderabile e se la tira talmente tanto che alla fine fa il giro di boa, non è più quasi in età da marito e le tocca accontentarsi...
- L'amante altro povero pirla che crede di poterle far innamorare tutte e di usarle comodamente senza però lasciare la zona di conforto che gli procura la moglie.
Quindi la morale: il povero cornuto è l'unico personaggio degno di nota e ammirazione!

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PAG.145
Tutto passava, e quale traccia restava del passaggio? Sembrava a Kitty che tutti loro, il genere umano, fossero come le gocce d'acqua di quel fiume e corressero, flusso anonimo, al mare, ognuno così vicino all'altro e tuttavia così separato. Poiché le cose duravano un tempo così breve e niente contava granché, era triste che gli uomini, annettendo un'importanza assurda a cose insignificanti, rendessero sé stessi e gli altri tanto infelici.

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