mercoledì 9 agosto 2017

MANUALE DI UN MONACO BUDDHISTA PER LIBERARSI DAL RUMORE DEL MONDO. 37 ESERCIZI PER OTTERE LA TRANQUILLITA' DELL'ANIMA di Keisuke Matsumoto

Trama 4/5: "Apriamo gli occhi al suono della sveglia, ascoltiamo musica in macchina o sui mezzi pubblici, mentre dal taschino o dalla borsa esce spesso il suono del cellulare. In città risuonano i clacson delle automobili, le sirene della polizia, in casa lo stereo e il televisore. Siamo circondati da un turbinio di rumori. Ma non esistono solo quelli esterni: ci sono rumori che emergono dal nostro mondo interiore, come la gelosia o l'attaccamento ai beni materiali, che mettono a repentaglio la tranquillità dell'anima." In questo libro il monaco buddhista Keisuke Matsumoto con parole precise e lievi ci spiega il percorso per disintossicarci dal rumore e scoprire la serenità.

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Ammetto di aver apprezzato di più "Felici senza ferrari", o forse avendo già sviscerato e riflettuto su quel libro, questo mi è sembrato una ripetizione anche un po' confusa.
Qui si parla di "rumore del mondo" a partire dal concetto già noto del desiderio, quindi rumore inteso come pubblicità martellanti, la continua lotta del paragone con gli altri, accaparramento selvaggio, che spesso non solo portano a tristezza e inadeguatezza, ma in questo caso anche a reazioni estreme, come intolleranza rabbia ira invidia ecc.
Semplici esercizi che dovrebbero mettere nuovamente equilibrio tra la nostra anima e il nostro corpo, quindi consigli utili di respirazione, di prendersi qualche minuto ogni giorno per se stessi, qualche passeggiata, la frequentazioni di luoghi di culto (anche se pensare di andare in un tempio buddista sicuramente mi trova a favore piuttosto che andare nelle nostre chiese a sentire certe prediche - si capisce vero che non frequento?).
Però c'è un concetto che sinceramente non avevo mai preso in considerazione finora: per rumore del mondo si intende anche la guerra, sia come conflitto pratico sia come argomenti e ideali che portano alla guerra. E il monaco dice due cose interessanti: la prima è che combattendo certi atteggiamenti sbagliati, si sarebbe molto più sereni con se stessi e con gli altri, e quindi molte guerre comprese quelle tra colleghi / vicini di casa / amici... non esisterebbero; ma è la seconda che mi ha fatto rimanere stupita. Il Buddha, a differenza di Gesù o Maometto che erano poveri, era di estrazione ricca e quando ha raggiunto il risveglio aveva sperimentato la ricchezza sfrenata e tutti i vizi. Il buddhismo quindi a differenza delle altre religioni non ha lo scopo di lottare per ottenere qualcosa (quindi riprendendo il concetto di accaparramento, supremazia, lotta con gli altri per l'onore, la gloria ecc.) ma avendolo già provato e avendo visto che non porta nulla di positivo, lotta per raggiungere la pace interiore e un equilibrio con se stessi e con gli altri. In sostanza mentre le altre religioni hanno portato alle guerre, mai è capitato che il buddhismo abbia portato allo stesso risultato.
Non che ci volesse un genio per capirlo, solo che vedendolo scritto in modo così semplice, e nel contesto della lettura mi è sembrato di aver scoperto la chiave di tutto...
Direi che questo filone di libretti dei monaci buddhisti (perchè li ho presi tutti eh) non vi cambierà la vita, ma vi darà qualche piccolo suggerimento per affrontare la vita quotidiana da una prospettiva più orientale, che a ben guardare, vista la longevità e l'approccio meno consumistico e forsennato che hanno non è poi tanto male.

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