Trama 1/5: 2004, Cambridge, Massachusetts. Nora Eldridge, insegnante elementare sulla quarantina, è da tempo scesa a compromessi con il sogno di essere un'artista di successo, una madre e una donna amata. È piuttosto diventata la "donna del piano di sopra", una persona gentile ma insignificante, un'amica affidabile ma sempre spettatrice dei successi altrui. Finché nella sua vita arrivano i cosmopoliti Shahid: Reza, un nuovo alunno, un bambino di otto anni che sembra uscito da una fiaba, e i suoi genitori, Selene, artista italiana di grande fascino, e Skandar, professore libanese a Harvard per un anno di insegnamento. Quando Reza è vittima di un episodio di bullismo, Nora viene coinvolta sempre più intensamente nella vita degli Shahid, fino a ritrovarsi innamorata di ciascuno di loro. Sarà la loro intelligenza, il loro talento, il loro successo, o la loro sessualità aperta ad affascinare Nora? Oppure la diversità "europea" che emana dalla loro vita libera, dalla loro casa elegante, dalla loro tavola esotica?
***
Non scegliere è una scelta
Sono sempre stata convinta che quelle persone che non prendono mai una decisione, che sembrano farsi vivere dalla vita stessa, che danno la colpa alle vite degli altri per ciò che succede loro, in realtà mi danno i nervi non perché non sanno prendere una decisione, ma perché hanno deciso di non decidere.
So che è un giro di parole, però ne conosco di gente così, quelli che stanno là sul trespolo come i canarini, che invidiano le vite degli altri perché hanno tutto, ma loro non fanno nulla per ottenere quel "più". Stanno là a parlare perché gli altri hanno una vita piena, una bella famiglia, un bel lavoro, tante passioni, gli amici, metti mai che siano pure belli, insomma ai loro occhi sono perfetti, e la usano come scusa per piangersi un po' addosso.
La protagonista è così, sta là immobile ma piange perché oramai è vecchia (quando inizia la storia non ha nemmeno 40), non ha famiglia, non ha figli, il lavoro non la soddisfa più, poteva essere un'artista ma non ha perseguito le sue attitudini....
Ora risponderò alla protagonista come ho risposto molte volte alle persone reali che ho incontrato che hanno questo atteggiamento: (indico più opzioni - nel caso potete dirmi qual'è la vostra risposta ideale)
1) che cazzo me ne frega?
2) è un problema mio?
3) hai mai pensato che visto che non stai facendo nulla puoi continuare a farlo a casa tua e non a casa mia?
4) hai mai pensato che il tuo modo di fare possa infastidire parecchio e quindi la prossima volta magari per il caffè chiama qualche altra tua amica?
5) non hai più amiche? evidentemente io sono quella che aveva più pazienza, ma tranquilla l'ho finita!
6) ciao ho da fare.
Ecco si voglio dire, magari è un modo di dire "la vita è una sola" però è la realtà, e quando decidi di non fare l'artista perchè pensi che...ecco hai già sbagliato e con il tempo te ne pentirai, quando pensi che "non ho ancora un marito e dei figli ma sono bella e simpatica" o non lo sei veramente oppure hai delle mire un po' troppo alte, e a meno che tu non sia una strafiga di topmodel magari può scendere un attimo dal tuo piedistallo e diventare una persona normale.
Insomma, dai, mi sono sciroppata 300 pagine di seghe mentali di questa che nella vita non ha fatto un cazzo ma è colpa degli altri, ha trovato la sua famiglia ideale ma è praticamente già fatta (marito moglie e figlio, mica puoi inserirti e adottarli tutti e tre), poi a tratti sembra lesbica, ma stiamo parlando di alta filosofia così si fa il marito della tipa, che poi non era sesso era sempre alta filosofia, e il bambino? il tuo bambino? perché sia tuo devi averlo partorito o almeno averlo adottato, se nella tua testa vorresti quel bambino prova a chiedere a sua madre se è d'accordo e poi magari ne parliamo.
E poi ultima cosa insopportabile: scrive in prima persona e sembra dialogare con il lettore?
E soprattutto dice al lettore cosa deve pensare?
No no no non ci siamo... comincio a fare la scatola dei libri accanto al caminetto, l'inverno arriva in un attimo e bisogna pur scaldare casa....
So che è un giro di parole, però ne conosco di gente così, quelli che stanno là sul trespolo come i canarini, che invidiano le vite degli altri perché hanno tutto, ma loro non fanno nulla per ottenere quel "più". Stanno là a parlare perché gli altri hanno una vita piena, una bella famiglia, un bel lavoro, tante passioni, gli amici, metti mai che siano pure belli, insomma ai loro occhi sono perfetti, e la usano come scusa per piangersi un po' addosso.
La protagonista è così, sta là immobile ma piange perché oramai è vecchia (quando inizia la storia non ha nemmeno 40), non ha famiglia, non ha figli, il lavoro non la soddisfa più, poteva essere un'artista ma non ha perseguito le sue attitudini....
Ora risponderò alla protagonista come ho risposto molte volte alle persone reali che ho incontrato che hanno questo atteggiamento: (indico più opzioni - nel caso potete dirmi qual'è la vostra risposta ideale)
1) che cazzo me ne frega?
2) è un problema mio?
3) hai mai pensato che visto che non stai facendo nulla puoi continuare a farlo a casa tua e non a casa mia?
4) hai mai pensato che il tuo modo di fare possa infastidire parecchio e quindi la prossima volta magari per il caffè chiama qualche altra tua amica?
5) non hai più amiche? evidentemente io sono quella che aveva più pazienza, ma tranquilla l'ho finita!
6) ciao ho da fare.
Ecco si voglio dire, magari è un modo di dire "la vita è una sola" però è la realtà, e quando decidi di non fare l'artista perchè pensi che...ecco hai già sbagliato e con il tempo te ne pentirai, quando pensi che "non ho ancora un marito e dei figli ma sono bella e simpatica" o non lo sei veramente oppure hai delle mire un po' troppo alte, e a meno che tu non sia una strafiga di topmodel magari può scendere un attimo dal tuo piedistallo e diventare una persona normale.
Insomma, dai, mi sono sciroppata 300 pagine di seghe mentali di questa che nella vita non ha fatto un cazzo ma è colpa degli altri, ha trovato la sua famiglia ideale ma è praticamente già fatta (marito moglie e figlio, mica puoi inserirti e adottarli tutti e tre), poi a tratti sembra lesbica, ma stiamo parlando di alta filosofia così si fa il marito della tipa, che poi non era sesso era sempre alta filosofia, e il bambino? il tuo bambino? perché sia tuo devi averlo partorito o almeno averlo adottato, se nella tua testa vorresti quel bambino prova a chiedere a sua madre se è d'accordo e poi magari ne parliamo.
E poi ultima cosa insopportabile: scrive in prima persona e sembra dialogare con il lettore?
E soprattutto dice al lettore cosa deve pensare?
No no no non ci siamo... comincio a fare la scatola dei libri accanto al caminetto, l'inverno arriva in un attimo e bisogna pur scaldare casa....
Nessun commento:
Posta un commento