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mercoledì 1 maggio 2013

RITORNO A ROISSY di Pauline Réage

4/5 Trama: Ritorno a Roissy è la continuazione di Histoire d'O che ha due distinti finali: il ritorno nel castello di Roissy o il suicidio della protagonista, come definitivo annullamento. Ritorno a Roissy è la soluzione più logica, nell'ordine delle cose e degli accadimenti. Sir Stephen prostituisce O sempre più apertamente, sempre meno curandosi di lei. Svanito l'alone magico della passione cui tutto O ha sacrificato, appare il vero significato della sua avventura. Il ritorno a Roissy è praticamente l'internamento in un bordello di lusso di O, che sempre più si degrada sino ad annullarsi in oggetto delle passioni più basse, più vergognose.

La fine di *Histoire d'O* si concludeva con l'eventualità del doppio finale. Uno in cui O moriva per amore, e uno in cui O ritornava a Roissy.
Quindi questo libro vuole essere uno dei possibili finali che l'autrice ha deciso di dare alla storia di O.
Ammetto che il primo mi è piaciuto molto di più di questo, principalmente per due motivi: prima di tutto perchè questo è un libro di cui si poteva fare a meno. Histoire d'O sebbene non abbia un finale si poteva accettare così com'era, perchè il fondo il finale non era così importante per dare un senso alla storia. Ovviamente chi ha letto il primo non poteva non comprare il seguito. E secondo motivo, ma non per importanza, questo eventuale finale della storia, in cui O viene *liberata* dalla sua condizione (no spoiler) prevede un particolare in più rispetto al capitolo precedente che ne intacca completamente la morale. Come già commentato, il primo libro è il totale abbandono all'amore che prevede anche la sottomissione, qui invece prosegue il totale abbandono all'amore, ma ora è previsto il pagamento dei servizi. Il che significa che i sentimenti vengono sminuiti lasciando spazio al vil denaro che ne intacca la purezza.
Ecco, peccato per questo piccolo particolare, altrimenti scrittura e storia sarebbero state all'altezza del primo.

lunedì 29 aprile 2013

HISTOIRE D'O di Pauline Réage

5/5 Trama: "Se c'è una parola che mi pervade l'animo quando penso a O, questa è pudore. Sarebbe troppo arduo motivarla. E quel vento che corre incessante, che attraversa tutte le stanze. Così soffia anche in O uno spirito, non saprei dir quale, sempre puro e violento, senza tregua, senza ombre. Uno spirito decisivo, che nulla può turbare, né i sospiri né gli onori, né l'estasi né la nausea. L'Histoire d'O, dall'inizio alla fine, procede come un'azione travolgente. Evoca un discorso più che una mera effusione; una lettera più che un diario intimo. Ma a chi è indirizzata la lettera? E chi vuole persuadere il iscorso? A chi domandarlo? Non so neppure chi lei sia." (Jean Paulhan)

O LO AMI O LO ODI, BASTA ESSERE ONESTI
Penso che questo sia uno di quei libri che o piace o non piace, non ci sono vie di mezzo.
Al primo impatto la storia e soprattutto le descrizioni così accurate possono mettere una smorfia di disgusto nel lettore, ma analizzando bene tutto, a fine lettura, il libro non dice niente che non sapevamo già.
Spiego meglio: prima di tutto la storia analizza la schiavitù in amore, il senso di appartenenza, O per amore prima di Renè e poi di Sir Stephen, si lascia violentare in tutti gli orifizi, frustare, scudisciare, soffre, grida, implora, accetta attrezzi e pratiche tra le più brutali. Però in lei cresce quella sensazione di soddisfazione e di orgoglio, pur venendo prestata praticamente a chiunque, lei "appartiene" al suo amato e lo fa contento ogni volta che lui la pensa e la desidera. Che poi questa schiavitù e relativa appartenenza siano al limite dell'esasperazione, non ci sono dubbi.
La seconda cosa che il libro vuole sottolineare (e questo si deve leggere tra le righe quindi è una mia opinione personale) è che nonostante il disgusto in certi particolari dettagliati, non c'è nulla di nuovo in questa storia. Si perchè chiunque ha pensato (o sperimentato) certe pratiche, più o meno scandalose, più o meno dolorose. Semplicemente la società in cui viviamo e gli insegnamenti della chiesa (non sono credente quindi si spiega il motivo del mio pensiero) hanno fatto il lavaggio del cervello alla gente, che al solo pensiero di sperimentare una cosa che non sia la posizione canonica lui sopra e lei sotto, crede di andare all'inferno.
Lasciatemi dire in tranquillità che questo libro non è niente di sconcio, niente di deviato, solo una totale schiavitù all'amore e al sesso.