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venerdì 11 agosto 2017

ISOLA DEL DOTTOR MOREAU di H.G. Wells


Trama 4/5: Chi mai potrebbe credere alla storia raccontata da Edward Prendick? Stando alle sue memorie, scampato a un naufragio nelle acque del Pacifico, sarebbe stato tratto in salvo da un vascello che trasportava animali esotici, comandato da un capitano dedito all'alcol. Su quel vascello avrebbe conosciuto un tale Montgomery e il suo deforme servitore M'ling, insieme ai quali sarebbe sbarcato su un'isola vulcanica abitata da esseri singolari e spaventosi, a metà tra uomini e bestie. L'unica presenza umana sull'isola sarebbe stata quella del dottor Moreau, uno scienziato specializzato in perversi esperimenti di vivisezione dai quali quelle strane creature avrebbero preso vita. Ma, a quanto racconta Prendick, non tutto sarebbe andato secondo i piani: gli uomini-bestia avrebbero cominciato a maturare una propria coscienza e si sarebbero ribellati al loro creatore. A salvare Prendick da una morte certa quanto atroce, sarebbe stato un battello alla deriva con due cadaveri a bordo, grazie al quale l'uomo avrebbe finalmente ripreso il mare. A Londra, dove è riuscito a tornare, sono in molti a credere che Edward Prendick sia solo un pazzo...

***
Questa storia può essere letta in vari modi: fantascienza visionaria? fantasy? avventura? oppure si può vedere il lato animalista, stop alla vivisezione, stop agli esperimenti sugli animali!!! oppure ancora il lato oscuro che c'è in ogni uomo (o creatura vivente), il buono e il cattivo, la luce e l'ombra, l'aspetto psicologico, oppure ancora l'isolamento e la pazzia...
Non so, a voi cosa viene in mente se ripensate a questa lettura?
Io ho visto molti e molti aspetti, senza dubbio il racconto è molto suggestivo, questi animali umani, o umani bestiali, mi hanno fatto venire in mente che al giorno d'oggi invece di stupirci e indignarci per storie simili, rimaniamo impassibili di fronte a ben di peggio. Il che mi fa riflettere molto su come cambiano le prospettive, quando uscì questo libro immagino che le reazioni siano state molte, ma sicuramente è stato visto come un futuro improbabile, e invece Wells come molti l'aveva vista lunga...
Siamo creature tristi sotto molti aspetti. Ecco.

giovedì 10 agosto 2017

ACCETTAZIONE - TRILOGIA DELL'AREA X di Jeff VanderMeer

Trama 2/5: Con Accettazione VanderMeer porta a compimento il grandioso affresco iniziato con Annientamento e Autorità, una creazione potente e di straordinaria forza immaginativa salutata come il nuovo classico della letteratura fantastica.Dopo che, al che, al termine di Autorità, il confine dell’Area X ha iniziato improvvisamente a espandersi e inghiottire ogni cosa nella sua avanzata, a cominciare dalla sede della Southern Reach, la situazione sulla «costa dimenticata» sta precipitando. Controllo, aiutato dalla misteriosa creatura che ha le fattezze e i ricordi della biologa e si fa chiamare Uccello Fantasma, si inoltra nel cuore dell’Area X, verso il faro da cui ogni cosa sembra essere partita. Sembra che tutti i personaggi della trilogia dell’Area X in qualche momento della loro vita abbiano visitato il faro. Verremo cosí a conoscenza della storia del suo guardiano, un uomo tormentato, con un passato di predicatore e troppi, forse ingiustificati, sensi di colpa, che proprio al faro pare aver riconquistato una qualche forma di pur precaria serenità. Anche grazie all’amicizia di una bambina dei dintorni, Gloria, con cui stabilisce un legame profondo, una relazione che saprà sopravvivere ai cataclismi successivi all’«evento». Ma veramente la Southern Reach è stata creata dopo l’evento che ha generato l’Area X o esisteva da molto, molto prima? E, soprattutto, chi ha innescato il processo che ha dato vita all’Area X e perché? Forse già ora, in qualche angolo del pianeta, un’«anomalia» dall’origine sconosciuta sta alterando la realtà in modi cosí sottili che probabilmente passerebbero inosservati. Oppure, sembra dirci Jeff VanderMeer, l’Area X è già dentro di noi, è un qualche seme gettato nel nostro passato – un silenzio, un rimpianto un dolore soffocato, un amore mai dimenticato – che cresce e ci altera, ci trasforma in modi che non sempre siamo pronti ad accettare. O, invece, l’Area X è il totalmente altro, qualcosa di così lontano dall’esperienza umana da apparire alieno, incomprensibile, terribile anche quando persegue scopi tutt’altro che distruttivi? Non è di risposte che abbiamo bisogno oggi, ma di nuove e piú giuste domande. [3° volume]

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Mi viene male al pensiero di recensire questo libro...non so da dove iniziare...
Allora, tra i 3 è sicuramente il più scorrevole (anche se tutto sommato non finisce mai), il primo era stile Lovecraft, il secondo un po' troppo personale, e il terzo ha alternato i capitoli con varie voci per spiegare il prima il dopo e il durante.
Ecco detto questo, al momento di chiudere il libro, mi sono detta:
"Non ho capito un cazzo!"
e mi pare di aver detto tutto....
Se qualcuno gentilmente potesse darmi delle dritte perchè lo giuro, io non ho capito un bel niente, mi sono venuti in mente un paio di film, tipo The Truman Show e The Jacket che in qualche modo il libro me li ha ricordati, tra mondi paralleli futuro e passato che si intrecciano e un grande spettacolo che altrove stanno a guardare mentre tu lo vivi ignaro di tutto... per il resto il nulla...
Se poi vogliamo commentare la quarta di copertina con frase della Murgia, che parla di una storia d'amore, ecco io non l'ho trovata...magari hanno scambiato le copertine con un altro libro....
Se non siete convinti di questa trilogia, lasciate pure perdere....
Vandermeer bocciato!
https://www.youtube.com/watch?v=iqCKW95RJJc
(però anche se non c'entra niente, guardate questo film, merita)

AUTORITA' - TRILOGIA DELL'AREA X di Jeff VanderMeer

Trama 3/5: Se non avete mai sentito parlare dell’Area X è merito della Southern Reach. Da trent’anni un fenomeno dall’origine sconosciuta sta alterando l’ecosistema costiero di un territorio nel Sud degli Stati Uniti. Cosa (o chi...) ha generato l’Area X, cosa avviene all’interno del confine impenetrabile che la divide dal resto del mondo, quale destino attende chi decide di esplorarla? Sono domande a cui, da trent’anni, tenta di rispondere la Southern Reach, un’agenzia governativa segreta incaricata di studiare il fenomeno. Senza risultati, almeno finora. Alla Southern Reach c’è un nuovo direttore: John Rodriguez, anche se tutti lo chiamano Controllo. Eppure quello che sembra mancargli è proprio il controllo sulle cose. A cominciare dalla struttura che è stato chiamato a dirigere, dove tutti perseguono i loro scopi, tanto segreti quanto personali. La sua vice, per esempio, ancora legata alla direttrice precedente e forse a conoscenza dei veri motivi che hanno spinto l’ex capa a prendere parte alla dodicesima missione nelle vesti della psicologa. O i membri della sezione scientifica con i loro terribili e pericolosi esperimenti con i conigli. O Whitby che sembra sapere troppe cose per un semplice «tuttofare». A Controllo basterà poco per capire che i misteri della Southern Reach sono altrettanto numerosi e pericolosi di quelli dell’Area X. Qual è il vero scopo della Southern Reach? Chi la comanda? A quale autorità risponde? E chi ha messo lí Controllo? Per rispondere a queste domande, Controllo potrà contare su un unico, imprevisto alleato. Lo capisce appena la guarda negli occhi, nella sala degli interrogatori dove l’hanno portata appena è ricomparsa al di qua del confine: la biologa è tornata. [2° Volume]

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Ho qualche difficoltà con questa recensione, perchè il libro mi è piaciuto ma anche no...
In Annientamento c'era l'Area X, c'erano fenomeni strani e persone che cercavano di venirne fuori, vive almeno per quanto possibile, e dal titolo secondo me si può capire che invece i membri delle spedizioni ne venivano appunto annientati, distrutti in quelle che erano le loro convinzioni più profonde, i loro credo, i loro caratteri.
In Autorità invece si spiegano (a volte in modo piuttosto confuso) i retroscena dell'Area X, il perchè delle spedizioni, quante effettivamente sono state perchè sono molte di più delle dodici che si conoscono, si parta della Southern Reach che sembra quasi essere una sorta di Area 51, esiste ma non si sa cos'è e cosa fa, si guarda la spedizione dall'alto, appunto dall'autorità costituita, che deve capire i motivi dell'annientamento dei membri.
Un nuovo personaggio soprannominato "Controllo" deve fare un duro lavoro di studio per capire o almeno cercare di capire, ma alcuni colleghi sembrano mettergli i bastoni tra le ruote, e nel frattempo la palude attorno allo stabile dove lavora cammina, si muove, per poi arrivare ai limiti e superarli. Ma perché?
La storia ovviamente finisce in un salto nel buio (letteralmente) e speriamo di trovare molte spiegazioni nel terzo volume.
Il libro non è brutto, anzi, in realtà è proprio il seguito logico del primo, solo che i tratti confusi hanno rallentato molto la lettura, e in alcuni casi mi sono chiesta cosa effettivamente volesse dire l'autore quando narrava le vicende personali passate di Controllo, perché ai fini della storia non ne ho capito il senso. Praticamente quasi tutti i retroscena personali si potevano saltare a piè pari perchè alla storia non hanno aggiunto nulla.
Peccato per questo aspetto ma confido che nel terzo tutte le informazioni che abbiamo appreso finora trovino giusta collocazione.

mercoledì 9 agosto 2017

ANNIENTAMENTO - TRILOGIA DELL'AREA X di Jeff VanderMeer

Trama 4/5: Questa è la storia della dodicesima missione inviata a esplorare l’Area X. Pochi sono tornati. Quelli fortunati sono morti là.Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne. Quattro donne che non conoscono nulla l’una dell’altra, nemmeno il nome – sono indicate con la funzione che svolgono: l’Antropologa, la Topografa, la Psicologa e la Biologa – vengono inviate all’interno dell’Area X, un territorio dove un fenomeno in costante espansione dall’origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, manipola lo stesso scorrere del tempo. Cosa le ha spinte ad accettare una missione tanto pericolosa? La Biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della missione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la Psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in un’enigmatica costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell’Area X erano stati appena sfiorati. [1° volume - Trilogia dell'Area X]

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Leggendo questo libro ho provato la stessa sensazione che mi aveva assalito durante la lettura di "le Montagne della Follia" di Lovacraft anni fa...
Questo è uno di quei libri che dici: "180 pagine? me le leggo domenica pomeriggio in divano"... e poi impieghi una settimana a finirlo...eppure sono poche pagine, perché?
Non lo nego, il ritmo è lentissimo ma le sensazioni di paura sono abbastanza forti, ci sono forze inquietanti e ultraterrene che non sono spiegabili e durante la lettura ti senti il cuore rimbombare dentro e tutto sembra andare a rilento apposta per alimentare questi sentimenti di panico.
Non posso dire di considerarlo il nuovo Lovecraft, però è stata una lettura molto interessante e ho apprezzato molto la scrittura in prima persona. Probabilmente è stata una scelta azzeccata perché la narrazione affidata ad una sola voce ne ha esaltato ancora di più le sensazioni.
Sono curiosa di vedere nei successivi volumi cosa si nasconde...

UTOPIA - MULTIVERSUM di Leonardo Patrignani

Trama 4/5: Quella in cui Alex, Jenny e Marco vivono da diciotto anni è una realtà confortevole, una nuova vita lontana dal drammatico ricordo del 2014, sepolto nelle loro anime. Ma il rifugio sicuro in cui sono cresciuti è solo una delle infinite facce del dado, una delle molteplici realtà del Multiverso. [3° volume - Multiversum]

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Partiamo dal presupposto che questa trilogia mi è piaciuta davvero tanto per il tema trattato.
Come detto nelle precedenti recensioni, gli infiniti universi possibili è un tema molto interessante e apre la mente a molte possibilità, nonchè per i libri a molte storie possibili.
Ho notato i vari commenti a questa trilogia e ne ho parlato in privato con un altro utente di Anobii, e ammetto che sono più tollerante nei confronti di alcune incongruenze narrative, cosa che invece ho appunto visto che altri non hanno fatto. Questo perché pur riconoscendo che tali incongruenze potrebbero far storgere il naso a molti, mi rendo anche conto che ho in mano un libro fantasy/fantascienza pertanto se volevo avere una storia assolutamente lineare e non aperta alla fantasia mi leggevo un classico.
In questo libro ahimè ho notato anch'io una incongruenza piuttosto spiccata (di cui non farò nessuno spoiler, solo in privato se volete), ovvero una cosa che negli altri due volumi non era possibile, ma che in questo è diventata magicamente fattibile solo per necessità narrativa, altrimenti non se ne veniva fuori. Però è piuttosto palese e anche a me che sono di bocca buona un po' mi ha infastidito.
Ma pace, ragazzi, è comunque una bella storia, il tema mi è piaciuto molto e salvo la trilogia in toto.
E' scorrevole, è piena di suspance e colpi di scena, e ovviamente come ogni trilogia che si rispetti l'ultimo volume porta con se la "battaglia finale"...
In realtà dalle parole finali dell'autore potrebbe sembrare che ci saranno futuri libri, ma chi lo sà, per il momento questa si conclude degnamente senza lasciare punti in sospeso.
Quindi godetevela prendendola com'è senza troppi peli sull'uovo, siamo diventati iper critici anche nei libri che leggiamo che dovrebbero portarci via dalla realtà e farci sognare!

MEMORIA - MULTIVERSUM di Leonardo Patrignani

Trama 4/5: Alex, Jenny e Marco hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire perdersi nelle infinite strade del multiverso. Ora, però, non sanno come uscire da memoria, una dimensione mentale, non meno chiusa di una gabbia, nella quale vedono solo ciò che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine della loro civiltà, una nuova era comincia sul pianeta terra. Ma in che modo si possono usare i ricordi per fuggire da memoria e scampare all'eterna condanna? Quali segreti disseppelliti dal passato permetteranno loro di risvegliarsi nel futuro? [2° volume - Multiversum]

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E siamo arrivati a Memoria, che non si sa bene cosa sia, certe tessere del puzzle non trovano collocazione, ma quando dopo 400 e rotti anni, Alex e Jenny vengono trovati chiusi in capsule in fondo al mare e vengono risvegliati, riusciranno a ricongiungersi con un nuovo Marco, e finalmente alcune domande troveranno risposta.
Troveranno persone che li comprendono e li aiuteranno, troveranno un mondo fantascientifico e basato sul controllo totale, ma troveranno anche un modo per ricominciare...
Meno angosciante del volume precedente perché non c'è il salto continuo da una realtà all'altra, ma non meno interessante.
Si chiude con una scena piuttosto cruenta ma ora è il momento delle risposte finali. [to be continued...]
 
Quando anche il tempo sarà domato
anche del tempo si farà mercato.
Alberto Massari

MULTIVERSUM di Leonardo Patrignani

Trama 4/5: Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c’è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all’età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro amore può cambiare un destino che si è già avverato. [1° Volume - Multiversum]

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Sto leggendo le recensioni a questo libro e sono piuttosto divertita... vedo qualcuno arrabbiato di brutto con l'editor che non si è accorto di errori sintattici che probabilmente si apprendono alle elementari, io non me n'ero nemmeno accorta °_°
Poi vedo segnalata una frase improbabile detta da un ventenne nel 2014:
"Addio, amico mio. Qualsiasi cosa succederà domani, tu da qui non andrai mai via." (mano sul cuore).
Ora io capisco eh, ma sinceramente pazienza se un ventenne l'anno scorso perdendo un amico non avrebbe mai pronunciato una frase del genere. Facile che se l'avesse fatto davanti a me sarei scoppiata a ridere, ma in un libro ci sta dai!
Suvvia non cerchiamo sempre il pelo sull'uovo, ho visto cose peggiori in libri molto più pretenziosi (e costosi)...
Comunque...
La storia mi è piaciuta veramente tanto.
L'idea è originale anche se non nuovissima, ma sviluppata bene, ben articolata, e poi detto tra noi, l'idea del Multiverso cioè della molteplicità di realtà che potremmo aver vissuto se ad un bivio avessimo girato dall'altra parte, o se di fronte ad una scelta avessimo optato per l'altra parte, insomma, è una cosa che legittimamente ci si pensa tutti i giorni "se quella volta avessi fatto, avessi detto, avessi scelto diversamente". Quindi vivere questo continuo saltare da una realtà all'altra è stato estenuante, angosciante ma bellissimo. E se fosse vero? perchè io ci ho pensato, quando a volte ho delle immagini stampate bene nella mente o di luoghi o di fatti che ricordo ma che so di non aver vissuto, chi mi dice che non sia stata in una dimensione parallela? Oddio io ci potrei morire dietro a questi ragionamenti, quindi sì mi è piaciuto proprio tanto il libro.
E sinceramente non ho fatto caso a cosa non ha visto l'editor in fase di correzione, amen!
E ancora più bello per me è stato vedere che l'autore è tutto italiano!
Io parteggio sempre per gli scrittori italiani, che spesso vengono denigrati soprattutto in alcuni settori come fantasy o fantascienza perché appannaggio di grandi scrittori stranieri!
Forza Leonardo!!!
Comunque dopo questo lungo viaggiare e saltare da una realtà all'altra Alex e Jenny si trovano finalmente insieme alla fine del 2014... la fine a tutti gli effetti perché sembrano andare incontro alla fine del mondo, ma..... il loro amico Marco li porterà verso Memoria.... [to be continued...]

LABIRINTO DI MORTE di Philip K. Dick

Trama 5/5: Quattordici persone, nevrotiche e alienate nel loro rapporto con il lavoro e con il mondo esterno, decidono di lasciare una Terra disumana e oppressiva e di partire per il pianeta Delmak-O. Per Ben Tallchief, dopo una vita fallimentare, sembra embra aprirsi un futuro di euforica comunione con gli altri; e così è anche per Seth Morley, insoddisfatto del suo lavoro. Ma all'improvviso il satellite delle comunicazioni viene distrutto e i quattordici umani si ritrovano da soli sul pianeta, in un crescendo di misteri, terrore e morte.
La realtà oggettiva vacilla, e l'intero paesaggio sembra solo un inganno dei sensi, un fondale di cartapesta dove gli uomini si agitano come marionette mosse a caso da una divinità folle e imperscrutabile. Scritto nel 19GB, Labirinto di morte affronta uno dei temi più cari a Philip K. Dick: cosa è reale e cosa non lo è.
Romanzo collettivo che sfocia a volte in un trattato filosofico, Labirinto di morte echeggia di quel pensiero religioso astratto e logico che sarà per Philip K. Dick il vero e proprio motivo dominante nell'ultima sua opera, la Trilogia di Valis.

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Cosa è reale e cosa non lo è? E qual è il confine tra finzione e realtà?
Credo che queste domande ce le poniamo tutti, Dick in particolare si è fatto queste domande in un tempo non sospetto, un tempo in un cui non esisteva Facebook e tutti i social, non c'erano i cellulari tanto meno gli smartphone per essere sempre connessi, non c'erano probabilmente ne le scie chimiche ne i complotti delle multinazionali. Forse c'era solo la fantasia e le visioni di chi si faceva di sostanze stupefacenti (come erano stupefacenti gli effetti) o semplicemente di chi sognava mondi tecnologici e all'avanguardia.
Peccato che la tecnologia si sia evoluta per rispondere alle esigente del Grande Fratello, altro visionario...
Comunque Dick in questo libro ci porta per mano e ci fa camminare sempre in bilico, su di un confine molto stretto tra realtà e follia, tra ciò che è realmente vero e ciò che noi percepiamo come vero.
Inquietante, claustrofobico, e oltre modo reale (o forse l'ho percepito io così), nel senso che molte cose a ben guardare anche nella nostra vita non si capiscono bene, non sappiamo se siano vere o se siano solo percezioni, e quante volte ci è sembrato di vivere un sogno, quando ci risvegliamo alcune cose sono così nitide che sembrano realmente accadute, o in sogno torniamo sempre negli stessi posti, o alla fine nella vita reale abbiamo creato dei ricordi che non sono mai esistiti, e cosa è vero di tutto questo, cosa non lo è?
Un libro che consiglio a tutti di leggere e comincerete a guardarvi attorno con occhi diversi.

LA CONQUISTA DI GANIMEDE di Philip K. Dick e Ray Nelson

Trama 2/5: I Ganimediani, alieni simili a grandi molluschi, hanno conquistato la Terra anche grazie alle loro doti telepatiche. L'umanità è ridotta in schiavitù, ma è molto più ingovernabile e imprevedibile del previsto. Intrighi di potere ganimediani e lotta per la resistenza degli umani ruotano attorno a una pericolosa teoria psichiatrica e a un'altrettanto pericolosa arma che ottiene il controllo emotivo della mente, amplificando le paure inconsce e causando terrificanti allucinazioni. Una nuova esplorazione dei confini tra realtà e illusione e dei rapporti tra manipolazione della mente e potere, tematiche care alla scrittura di Dick, qui affrontate in un romanzo a quattro mani con Ray Nelson.

***
C'è una cosa che mi ha sempre affascinato e inquietato nei libri di fantascenza (non in tutti però) ed è il concetto di conquista.
Molti autori li considero dei visionari, concetto riduttivo, ma non saprei come definirli altrimenti. Cioè gente che negli anni 50-60-70 già immaginava macchine volanti, robot, imperi, altri pianeti, ecc... per non parlare di libri di tipo Nuovo Mondo o 1984, mi spaventano da morire, non solo perchè molti concetti si sono già manifestati, ma perchè sono riusciti a vederli con decenni di anticipo senza nemmeno sapere che saremmo arrivati qui e ora. Comunque, al di là di questo, anche la conquista di nuovi pianeti e popolazioni aliene, mi fa sempre un certo che, insomma, perchè quando immaginiamo di trovare altri pianeti abitati pensiamo subito a conquistarli, annientarli e a prendere possesso di quello che è loro?
Anche da piccoli, mi ricordo, che quando si inventavano storie di questo genere, il fine ultimo era la conquista...
Sarà mica che siamo sempre perennemente in delirio di onnipotenza e abbiamo di conseguenza grandi problemi di autostima???
Io sogno la conoscenza, non la conquista... oibò

***
PAG.31
...Il problema centrale dell'uomo è proprio il non trovarsi mai nel posto in cui effettivamente si trova, bensì nel posto in cui sta andando o in quello da cui viene. Pertanto, quando sono solo non sono mai davvero da solo. E quando sono con qualcuno non sono mai davvero con qualcuno...

PAG.86
L'ottusità in quell'individuo sembrava fuori dell'ordinario, un livello di stupidità raggiungibile soltanto grazie a una lunga pratica e a un duro lavoro.

martedì 8 agosto 2017

LA MORTE DELL'ERBA di John Christopher

Trama 1/5: Pubblicato per la prima volta nel 1956, "La morte dell'erba" è diventato da allora un classico della narrativa, superando di gran lunga i ristretti confini del genere e della fantascienza. Il libro muove dalla descrizione dell'agiata esistenza londinese di John Custance e famiglia. Ingegnere, John predilige i comfort della grande città, e tuttavia non disdegna di trascorrere lunghi soggiorni nella valle del Westmorland, dove suo fratello David sovrintende con cura alla sua fattoria. La campagna è, del resto, il luogo d'origine dei Custance, oltre che il mondo per eccellenza della "Englishness": un universo flemmatico, rispettabile, idilliaco, fatto di "campi fertili, cittadine tranquille e borghesi pasciuti, di cassette delle lettere, birre, partite di cricket, tè del pomeriggio e correttezza". Un mondo che non batte ciglio dinanzi alle prime allarmanti notizie che giungono dall'Estremo Oriente. Un virus del riso altamente contagioso - chiamato Chung-Li - si sta diffondendo a macchia d'olio nella Cina comunista, distruggendo coltivazioni, causando carestia e tumulti e mettendo a repentaglio la vita di milioni di persone. La flemma e la correttezza inglesi si sciolgono, tuttavia, come neve al sole quando, alla quinta mutazione, il Chung-Li si mostra in grado di danneggiare ogni tipo di pianta appartenente alla famiglia delle graminacee, compresi grano, orzo, avena e segale, e dilaga ovunque in Europa, fino ad attraversare l'Atlantico e giungere in America...

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A sto punto meglio fumarsela prima che muoia tutta...
Sono un attimo perplessa... ma solo un attimo.
Ecco ora sono affranta...
Dalla quarta: "pubblicato per la prima volta nel 1956, La morte dell'erba è diventato da allora un classico della narrativa superando di gran lunga i ristretti confini del genere e della fantascienza."
Ok per dire, negli anni 50 per esempio Asimov aveva già cominciato a scrivere I robot e l'Impero, e di fantascienza ne sapeva abbastanza, e anche come visionario non era per niente male.
Ora di questo autore (a me sconosciuto finora oibò) non avevo letto nulla, ma dalla prefazione effettivamente mi aspettavo un autore di pari livello. Facendo delle ricerche questo signore tra l'altro ha scritto parecchio e pubblicato molto su Urania, che a quanto ne so io non pubblica carciofi.
Dunque in questo libro si delinea una storia apocalittica nella quale un virus letale che parte dall'oriente uccide l'erba e di conseguenza praticamente ogni tipo di cibo futuro, e sembra una buona storia, ma la narrazione??? Cioè per farvi capire, prendete una vostra lista della spesa, buttate là una trama possibile tra un peperone che muore per un virus e i cetrioli che scappano, le bistecchine di pollo che si seccano e muoiono, e alla fine dovete abbattere anche la fettina di asiago che sta di fianco al pollo.
Prendete poi della carta igienica per tamponare il disastro e seppellire i morti, una bottiglia di acqua dove gettare i cadaveri, e alla fine anche lo yogurt va a male.
Ecco fatto "la morte della spesa".
Punto.
Fine.
Non c'è un minimo di tridimensionalità in questo libro, e nessuna suspance, nessun battito cardiaco che salta, e nemmeno i buoni o i cattivi vi faranno in qualche modo prendere le parti di uno o dell'altro.
Praticamente indifferenti, chiuderete il libro, e direte: "grazie dio, ora posso andare al supermercato" (ci sono le offerte questa settimana eh)

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PAG.91
"Lei, quando ha smesso di illudersi?"
"Molto tempo fa. Quando mi sono reso conto che tutti gli uomini sono amici per convenienza, e nemici per istinto".

venerdì 4 agosto 2017

IL SALMONE DEL DUBBIO di Douglas Adams

Trama 3/5: L'11 maggio 2001 il mondo ha pianto la prematura scomparsa di Douglas Adams, stroncato da un infarto a soli quarantanove anni. Fortunatamente Douglas ci ha lasciato qualcosa. Il fascinoso materiale che compone questo libro è stato recuperato dai suoi quattro computer e comprende tra l'altro: una lettera al direttore di una rivista per ragazzi (scritta a dodici anni); un elaborato e sognante ricordo della sua lunga storia d'amore per i Beatles; un pezzo del 1991 intitolato Il mio naso; un articolo in cui Adams chiarisce approfonditamente la sua spiccata preferenza per il whiskey; un reportage su un suo surreale pellegrinaggio in giro per l'Africa travestito da rinoceronte, divagazioni su computer, e-book e nuove tecnologie, racconti umoristici e i dieci capitoli del romanzo che stava completando, dal titolo appunto Il salmone del dubbio. Per i suoi fan vecchi e nuovi questo libro è l'ultimo, inatteso vagabondaggio in giro per una galassia più che mai piena di follie, meraviglie e risate.
[Volume 3 - saga DIRK GENTLY DETECTIVE OLISTICO]

***
E' sicuramente un libro per i veri appassionati di Adams e del genere.
Purtroppo nel 2001 Adams è stato stroncato da un infarto a soli 49 anni, privandoci quindi del piacere di poterlo ancora leggere.
Questo libro, che teoricamente doveva essere un seguito della serie di Dirk Gently, invece è rimasto incompiuto e si è quindi optato per una raccolta di interviste e di aneddoti sull'autore, e poi i primi capitoli del libro così come sono stati lasciati da Adams, work in progress.
Senza dubbio una grande perdita, ma tutto sommato era piuttosto perdibile anche questo libro purtroppo.
Sono comunque contenta di averlo letto in modo da avere un quadro completo delle opere di Adams ancora in commercio, mi mancheranno le sue storie strane e assurde...

L'UOMO INVISIBILE di H.G. Wells

Trama 5/5: Questo famoso racconto di fantascienza scritto da Herbert George Wells nel 1881 e pubblicato per la prima volta nel 1895, è particolarmente importante dal punto di vista dell'evoluzione artistica dello scrittore inglese, perché ne anticipa la seconda fase, quella dei romanzi realistici.
Wells imposta infatti la narrazione inserendo il tema fantascientifico in un ambito dimesso che viene riprodotto con attenta pittura realistica. Per buona parte l'efficacia del racconto nasce proprio dal contrasto fra la normalità dello sfondo e l'assurdità della vicenda centrale: è un confronto fra i valori caldi e umani del buona senso e del sentimento e quelli gelidi e rigidi della logica e della ragione.
Ne scaturiscono dapprima terrore e poi irata ribellione; l'uomo invisibile viene alla fine braccato e linciato dalla folla infuriata e mentre muore sul selciato, riacquista a poco a poco la sua opacità, rientrando, insomma, nell'ordine umano.

- Griffin, un promettente fisico del XIX secolo ignorato dai suoi conterranei dedica tutto se stesso a realizzare il suo sogno: sviluppare una scoperta che gli consenta di avere fama e ricchezza. Scopre la formula che rende invisibili gli oggetti e la prva su se stesso... -

A differenza di quello che può sembrare ad una prima lettura, questo è un libro di una tristezza infinita.
Mi ha fatto pensare a uno qualsiasi dei nostri progetti, smontati dagli altri o dalla pura realtà...
Eh si perché provate a pensarla così:
Hai un progetto, una cosa che ti apre gli occhi e di fa credere di avere un futuro, un progetto importante che ti può cambiare la vita (o anche ad altri) e tu la esponi a chi ti è più vicino per avere sostegno.
I tuoi amici storgono il naso e ti dicono tutte le cose negative del tuo progetto, e tu ti deprimi.
Allora pensi che forse è meglio non parlarne con nessuno.
Vai avanti per la tua strada e poi è la realtà che ti smonta completamente perchè ti piazza davanti tutte le difficoltà che l'entusiasmo aveva nascosto.
Ecco la chiave di lettura, l'entusiasmo ti fa vedere solo le cose buone, la realtà (mascherata da amici parenti colleghi ecc) ti fa vedere solo le cose cattive.
Questo succede nel libro: un grande progetto un grande entusiasmo, che non fa prendere in considerazione una serie di cose che invece sarebbe stato doveroso pensare, e che alla fine porta alla morte del progetto, se non alla morte di chi l'aveva pensato.
Morale: l'entusiamo è necessario, nella vita, in tutto, ma va placato nel momento del progetto.
Io ho tifato tutto il tempo per l'uomo invisibile, sono un'inguaribile entusiasta!

LA VALLE DEI RAGNI - L'IMPERO DELLE FORMICHE di H.G. Wells

Trama 4/5: Due racconti paralleli del più grande entomologo del terrore.

Due racconti di inizio 900, con scenari terribili e invasioni di insetti assassini...
Letto ora fa un po' sorridere ma senza dubbio ragni e formiche popolano i miei incubi perciò sempre attuale!

mercoledì 2 agosto 2017

IL FIGLIO di Lois Lowry

Trama 5/5: Questa è la storia di Claire, ma anche di Jonas, Matty, Kira e di molti altri personaggi dell'inquietante realtà distopica inventata dall'autrice. Siamo al Villaggio, Claire ha solo 14 anni e ha ricevuto il ruolo di "Birthmother": dopo l'inseminazione artificiale diventerà un "contenitore" e partorirà il suo "prodotto". Nessuno le ha spiegato quanto sarà doloroso, nessuno l'ha avvertita che dovrà portare una benda che le impedirà di vedere suo figlio. Ma il parto di Claire è tutt'altro che semplice: subisce il primo cesareo di tutta la comunità. Per un'imprudenza dell'infermiera viene a sapere che il figlio, il numero 36, sta bene. A causa delle complicazioni, però, Claire viene "decertificata", dichiarata non adatta a essere una Birthmother e assegnata alla piscicoltura. La ragazza, sconvolta da un'atroce sensazione di perdita, ha ormai un unico scopo: ritrovare suo figlio. L'arrivo al vivaio della nave dei rifornimenti, giunta da un luogo sconosciuto chiamato "mare" con la sua strana ciurma, potrebbe essere il suo mezzo di fuga, quando rapirà il bambino...
[Volume 4 - Saga THE GIVER]

E con questo capitolo finale, si conclude la saga di The Giver / Il donatore. Una saga piuttosto visionaria e fantascentifica, ma anche politica, organizzata e a mio avviso possibile. Perchè alla fine non siamo poi così distanti dalla visione presentata in questa storia, e questo mi fa paura.
Comunque per la conclusione si ricomincia da capo.
Si ritorna ai tempi di Jonas piccolo per recuperare un personaggio Claire che farà un percorso particolare da partoriente per poi essere trasferita al centro ittico.
La sua vita sarà votata alla ricerca del figlio, anche se le partorienti di solito partoriscono un prodotto, lei ha avuto problemi, non ha completato il ciclo delle 3 gravidanze, ma non ha partorito solo un prodotto, lei ha fatto un figlio e lo cercherà disperatamente, rinunciando all'amore, rinunciando alla sua giovinezza.
Si ritroverà poi alla fine del libro, con Jonas grande, la storia si ricongiungerà con i volumi precedenti e lei alla fine ritroverà amore e figlio perduto.
L'effetto che mi fanno le saghe tipo questa (più moderna) o libri come Nuovo Mondo o 1984, è che sembrano ipotizzare un futuro talmente prossimo da non vedere subito le attinenze con il presente.
A dire il vero mi fanno una gran paura, ecco, perchè certi aspetti li stiamo già vivendo e non ce ne rendiamo conto.
Sono rimaste poche menti che riescono a sfuggire dal controllo, dal meccanismo imposto dall'alto, ma noi continuiamo a negare, continuiamo a dire che non è così, ma siamo a un passo dal diventare una società controllata come questi libri ci raccontano.
Ma questa è un'altra storia... troppo lunga da raccontare...

REQUIEM di Lauren Oliver

Trama 4/5: Delirium Trilogy Vol.3Mi chiamo Lena e sono infetta, perché mi sono innamorata di Alex in un mondo in cui l'amore è considerato una malattia, e come una malattia viene curato. lo e Alex siamo scappati, ma poi ci hanno separati. Io sono andata ono andata avanti, ho incontrato Raven e gli altri ragazzi della Resistenza. Ho imparato a combattere per quello in cui credo, a lottare per essere davvero me stessa. E ho incontrato Julian che è il ragazzo più dolce del mondo e mi vuole con sé. Poi però Alex è tornato, quando pensavo di averlo dimenticato, quando mi ero convinta di riuscire a fare a meno di lui. E ora, mentre il mondo attorno a noi cade a pezzi, io sto male, e penso che forse avevano ragione loro: l'amore è davvero una malattia!
[Volume 3 saga DELIRIUM]

Ci sono due punti di forza in questa serie:
1) La storia: qualcuno potrebbe obbiettare che la storia è per lo più fantasy/fantascienza, ma io penso sinceramente che non siamo così lontani da una vita così controllata, anzi tutt'altro. Forse non ce ne rendiamo conto perché nella nostra vita non si parla di Delirium, non siamo delle marionette da accoppiare solo per le caratteristiche che ci contraddistinguono ma senza amore, ma anche nella nostra realtà ci dicono quello che vogliono, studiano a tavolino la situazione da mostrare e di conseguenza pilotano anche i nostri sentimenti e reazioni (io ne sono fermamente convinta per quello non ho trovato così surreale questa trilogia)
2) I personaggi: sono ben delineati, ognuno ha un compito ben preciso nella comunità ma soprattutto ha sentimenti dubbi e perplessità ogni momento, ogni giorno. Si riscontrano delle modifiche nei caratteri, delle maturazioni, i loro atteggiamenti sono veri, genuini, comprese le loro difficoltà. Soffrono, si arrabbiano, alla fine amano, rispettano lottano come farebbe la maggior parte di noi credo.
Posso dire senza dubbio che è una trilogia meritevole, bella, appassionante, e i protagonisti oltre che rimanervi nel cuore, lasceranno un gran vuoto alla fine, mi mancano terribilmente!

lunedì 26 agosto 2013

CHAOS di Lauren Oliver

5/5 Trama: Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazza. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L’amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappara nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall’altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex…[2° volume]

[Spoiler]
Lena ha perso Alex.
Questo è il punto, e tu lettore che avevi sofferto verso la fine del primo volume, bastano poche parole per essere catapultato nuovamente in questo nulla, in questo dolore tangibile.
Ora deve ricrearsi una vita, perché il futuro è troppo doloroso e arduo parlarne.
Fuori dal recinto si confronterà con altre persone, con altri drammi, con altre perdite.
Sarà addestrata, soffrirà ancora, ma vedrà anche un po' di luce.
Però...
Alla fine del libro Alex torna. Poche righe dalla fine lui ricompare.
Ecco, devo dire che un po' me l'aspettavo, era troppo un colpo di scena per mancare, l'ho sperato girando molte pagine, come se fosse dietro l'angolo.
Unica nota stonata, la tempistica.
A parte tornare alla fine del libro (quindi attendere il 3° volume), possibile che questi uomini tornino sempre quando finalmente ti sei data pace e hai deciso di voltare pagina????
Accidenti. 

Note
PAG.43
Il lutto è come affondare, come essere sepolti. Sono in un'acqua dal colore bruno del fango smosso. A ogni respiro mi sento soffocare. Non c'è nulla cui aggrapparmi, nessuna sponda, nessun modo per tirarmi sù. Non c'è altro da fare che lasciarmi andare. Lasciarsi andare. Sentire il peso tutto intorno a me, sentir strizzare i polmoni, la lenta, schiacciante pressione. Lasciarsi andare più a fondo. Non c'è altro che il fondo, c'è soltanto il sapore del metallo e gli echi di cose andate, e giorni che sembrano bui.  

PAG.52
I suoi occhi sono un vortice di azzurro e di verde e d'oro, come la superficie dell'oceano in una giornata di sole e, dietro quel piattume, quella calma ammaestrata, mi sembra di vedere balenare qualcosa: un'espressione che sparisce prima che riesca a trovarle un noome. 

PAG.143
Una volta ho letto di una specie di fungo che cresce negli alberi. Il fungo comincia a invadere le vie che portano all'acqua e il nutrimento dalle radici ai rami. Le mette fuori servizio, una alla volta, le soffoca. Ben presto, il fungo toglie all'albero l'acqua e gli elementi chimici, e tutto ciò di cui ha bisogno per sopravvivere. Contemporaneamente, piano piano fa marcire l'albero dal di dentro, trasformandolo in marciume, minuto per minuto. E' così anche l'odio. Ti nutrirà e allo stesso tempo ti trasformerà in qualcosa di marcio. 

PAG.148
Nei luoghi approvati, ogni storia ha il suo perché. Ma i libri proibiti sono molto di più. Alcuni sono ragnatele: ci si può far strada a tentoni lungo i loro fili, fino agli angoli sconosciuti e bui. Alcuni sono mongolfiere che salgono in cielo, del tutto indipendenti e irraggiungibili ma bellissimi da guardare. E alcuni, i migliori, sono porte.    

giovedì 27 giugno 2013

DELIRIUM di Lauren Oliver

4/5 Trama: Nel futuro in cui vive Lena, l’amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un’operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l’ora di essere “curata”, smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all’operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l’impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l’importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita… [1° volume]

L'amore è la più mortale tra tutte le cose mortali: ti uccide sia quando ce l'hai che quando non ce l'hai.
E' un periodo in cui mi capitano spesso in mano libri ambientati in un futuro non ben definito, in cui c'è un controllo della vita, della società, delle nascite, di tutto...
Questo libro ne fa parte, ma in maniera ancora più drammatica, perchè la gente viene operata per evitare il Delirium, ovvero l'amore e tutte le sue sfaccettature e sensazioni... la mancanza di quel battito, il buco allo stomaco, la perdita della testa se non si sta con l'amato.. tutto quello che rende l'amore unico.
Per tre quarti il libro è abbastanza piatto, non ho apprezzato molto questo aspetto, volevo entrare più a far parte del racconto... poi alla fine l'amore lo si tocca tra le pagine, l'angoscia, quel vuoto nello stomato, e si aumenta il respiro e il battito fino all'ultima pagina.
Poi il nulla, e sembra che qualcuno ti abbia spezzato dentro. 

[Note]
PAG.44
E' talmente strano come funziona la vita: desideri qualcosa e aspetti e aspetti e ti sembra che ci stia mettendo secoli ad arrivare. Poi succede ed è tutto finito e non vorresti far altro che accoccolarti di nuovo nel momento esatto prima che tutto cambiasse.  
PAG.137
A volte mi sembra che se soltanto guardi le cose, te ne stai seduto, fermo, e lasci che il mondo scorra davanti a te, a volte giuro che per un secondo sembra che il tempo si blocchi e il mondo interrompa la sua rotazione. Soltanto per un secondo. E se in qualche modo riesci a scoprire come vivere in quel secondo, allora potrai vivere per sempre.
PAG.265
"Amore", una singola parola, una cosa evanescente, una parola non più grande o più lunga di un taglio. Ecco cos'è: un taglio; un rasoio. Emerge al centro della tua vita e spacca tutto in due. Il prima e il dopo. Il resto del mondo scompare. Prima dopo e durante, un momento non più spesso e non più lungo di un taglio. 
PAG.344
L'amore, la più mortale tra le cose mortali: ti uccide sia quando ce l'hai sia quando non ce l'hai.
Ma non è esattamente così.
E' colui che condanna e il condannato; il giustiziere; la lama; la sospensione di pena all'ultimo momento; il respiro affannoso; il cielo infinito sopra di te e il "Grazie, grazie, grazie, Dio".
L'amore: ti ucciderà e ti salverà.
   

BUONA APOCALISSE A TUTTI! di Terry Pratchett - Neil Gaiman

4/5 Trama: Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro... 

La quarta di copertina ne fa riferimento...
Quando leggi questo libro ti sembra di essere proiettato in un libro di Adams, visionario, confusionario, difficile da seguire, con personaggi spassosissimi che ti mancheranno appena arriverai alla fine.
Una visione alternativa dell'apocalisse.
Un angelo e un demone che lavorano assieme, e una macchina sgangherata.
Una nipote di una veggente e un cacciatore di streghe che si accompagnano.
E molto altro.
Non necessariamente in ordine.

[Note]
PAG.61
Guarda Satana. Nasce creatura celeste, e alla fine diventa l'Avversario. Ehi, se proprio vogliamo parlare di geni, allora può anche darsi che il bambino, crescendo, diventi un cherubino. In fin dei conti il papà era un pezzo grosso in Paradiso, ai vecchi tempi. Dare per scontato che da grande sarà un demonio solo perché il padre lo è diventato è come dire che se tagli la coda a un topo anche i suoi piccoli nasceranno senza. No, l'educazione è tutto. Credimi. 
PAG.86
Se ne uscivano con idee disgustore che nessun demone avrebbe mai concepito in un migliaio di anni, vigliaccherie oscure, insensate, che solo una mente umana nel pieno possesso delle sue funzioni può escogitare, per poi proclamare: "E' stato il demonio a guidarmi" conquistando così le simpatie dell corte, quando invece è assai raro che il demonio costringa chichessia a fare qualcosa. Certi essere umani sono duri di comprendonio. L'Inferno non è una grande riserva di cattiveria [...] nè il Paradiso è una sorgente di bontà; sono solo due fazioni opposte nella grande partita a scacchi dell'universo. Il fatto è che la vera grazie e la vera cattiveria albergano nella mente degli uomini. 
PAG.139
La notorietà era qualcosa di meno della fama, ma certo molto meglio dell'anonimato. 
    

LA RIVINCITA - GATHERING BLUE di Lois Lowry

3/5 Trama: Ambientato in una comunità del prossimo futuro al pari di The Giver, in un villaggio dove ognuno pensa solo a se stesso e le persone con malattie o problemi fisici sono considerate inutili per la comunità e vengono lasciate morire, una ragazzina zoppa lotterà per conquistarsi il diritto di vivere. Ma, riuscendo a ricavarsi un posto all'interno di quella società, si renderà poi conto di come sia profondamente sbagliata e di quanto sia necessario cambiarla. Rifiuterà quindi l'occasione che a un certo punto le verrà offerta di scappare, e deciderà di fermarsi per iniziare a cambiare le cose dall'interno. [2° volume]

Mi aspettavo un seguito logico, rispetto al primo libro, invece mi trovo davanti a tutta un'altra storia.
Un futuro talmente avanti da sembrare quasi una sorta di passato remoto, una popolazione sull'orlo del medioevo, sia come mentalità che come stile di vita...
Piacevole, ma forse mi aspettavo di più...

THE GIVER - IL DONATORE di Lois Lowry

4/5 Trama: Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte individuali. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio ed una femmina. Ogni membro della comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Comitato degli Anziani nella cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando. [1° volume]

In tutti i libri di fantascenza che ho letto, nei quali l'idea di base era una società controllata, avevo l'idea della catena di montaggio. Una serie di individui assolutamente uguali, privi di pensiero o profondità di sentimenti, uniformati allo stile di vita organizzato.
Ora, io non so se mai, in un futuro prossimo, arriveremo a questo... io lo trovo spettrale! Molto di più di un horror, e questo libro arriva a spingersi ben al limite di quanto ho letto finora. Spero sinceramente che questa società arrivi ben dopo la mia dipartita.