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mercoledì 9 agosto 2017

IL PARADOSSO DELL'AQUILONE di Philippe Georget

Trama 4/5: In una palestra della banlieue parigina Pierre, ventisette anni, pugile alla deriva, ha appena perso un combattimento di troppo. Criticato, suonato, depresso, è assillato dai dubbi e all'orizzonte si profila per lui un ritiro dal ring, forzato e quasi imposto. Così Pierre accetta di fare da scagnozzo per Lazio, strozzino croato rifugiatosi a parigi, ma quando questi viene selvaggiamente ucciso Pierre si ritrova sospettato dell'omicidio e catapultato in un intrigo molto più grande di lui. Incalzato da poliziotti francesi e non, ex membri della legione straniera e criminali della guerra nella ex Jugoslavia che si affrontano senza esclusione di colpi, Pierre è costretto ad affrontare i fantasmi che lo tormentano fin dall'infanzia e l'ennesima, tremenda delusione nel sentirsi manovrato come un burattino e tradito da tutti coloro che riteneva amici. In un andirivieni incessante tra presente e passato, sullo sfondo di una parigi periferica e notturna, Pierre si ritrova così sempre più solo, come un aquilone non più trattenuto da alcun legame.

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Mi erano piaciuti i libri precedenti dell'autore con protagonista il tenente Sebag, e visto che ci sono state delle questioni in sospeso pensavo che proseguissero qui, invece il protagonista cambia, o meglio non c'è nessun tenente che narra la storia, ma un pugile che si trova invischiato in un intrigo molto ben articolato.
E visto che l'intrigo ci porta verso la guerra serbo-bosniaca di qualche anno fa, è piacevole sentire un po' i profumi della Yoguslavia invece che quelli tipicamente francesi, un thriller piacevole e veloce e con alcuni colpi di scena che non avevo previsto.

venerdì 4 agosto 2017

IN AUTUNNO COVA LA VENDETTA di Philippe Georget

Trama 4/5: A Perpignan l'autunno è una stagione tumultuosa, contesa tra violente raffiche di vento e piogge torrenziali. Con un tempo così, nessun poliziotto dovrebbe avventurarsi all'esterno. Tuttavia un pensionato pied-noir viene ritrovato morto nel suo appartamento, ucciso con una pallottola alla testa… La sigla di un'organizzazione paramilitare lasciata nei pressi del cadavere, la distruzione qualche giorno più tardi di una controversa stele e la scoperta di un altro ex francese d'Algeria ammazzato al volante della propria macchina seminano il panico. Il luogotenente Sebag è incaricato ufficialmente delle indagini. Finirà per rievocare dal passato le azioni di un misterioso commando negli ultimi mesi di polvere e sangue della guerra d'Algeria con gli orrori, le speranze, e i tradimenti di quei giorni tragici. Cinquant'anni dopo, è tempo di saldare i conti.

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Una serie di omicidi, vendette dopo parecchi anni, e un incidente tra uno scooter e un furgoncino guidato da un ubriaco. Apparentemente non c'è nulla che accomuna queste due situazioni, invece il Tenente Sebag e il suo intuito infallibile, riuscirà a capire il nesso e a dare delle risposte a quesiti che ci tormenteranno per tutta la lettura.
Come il volume precedente, lettura scorrevole e piacevole, storia ben delineata e molto apprezzabile anche la caratterizzazione dei vari personaggi, che spesso viene tralasciata per dare più risalto al protagonista.
Piccola postilla (con spoiler): leggo dalle varie recensioni, che infastidisce molto durante la narrazione, la paranoia che Sebag si fa sul probabile (ma non sicuro) tradimento della moglie.
Ora, io trovo che sia giusto per una persona che fa questo tipo di lavoro, mettere dei paletti. Se facesse il poliziotto / investigatore anche a casa, sarebbe molto difficile per lui avere una famiglia, invece è più che giusto che se nel lavoro non devono esserci dubbi e quindi i casi devono essere chiusi, nella vita privata ci sia un po' di fiducia, che si guardi alla vita e ai propri familiari non come in una stanza da interrogatori, ma con i dubbi e le difficoltà che quotidianamente chiunque può incontrare.
Per questo la sua riluttanza nel fare chiarezza e quindi di conseguenza il tormento che di tanto in tanto riaffiora nelle pagine, non mi dispiace affatto, perché lo rende più vero come uomo invece che solo il protagonista di un giallo.

D'ESTATE I GATTI SI ANNOIANO di Philippe Georget

Trama 4/5: È estate, fa caldo, i turisti sono arrivati e, al commissariato di Perpignan, Sebag e Molina, poliziotti disillusi divorati dalla routine, si occupano dei casi in corso senza grande entusiasmo. Ma all'improvviso una giovane olandese viene brutalmente ammazzata su una spiaggia ad Argelès e un'altra sparisce tra le viuzze della città senza lasciar traccia. Serial killer o no, la stampa si scatena in un batter d'occhio! Ritrovatosi suo malgrado al centro di un gioco diabolico, Sebag, alla mercé di uno psicopatico, metterà da parte preoccupazioni, problemi di cuore e interrogativi esistenziali per salvare ciò che ancora può essere salvato. «Aspetta senza gioia, pazienta e si abbandona. La casa di pietra diverrà la sua tomba. Chi fa cosa, chi acchiappa chi? Chi è il gatto e chi il topo?».

Un thriller veloce e appassionante con i giusti ingredienti di curiosità e suspance.
Apprezzabile anche l'approfondimento dei caratteri e delle psicologie dei vari personaggi.
Consigliato per una lettura estiva da ombrellone.

Note:
PAG.25
Lei sussultò. La parola la infastidiva. Come se puntasse il riflettore su una situazione che aveva sempre fatto finta di ignorare.
Finchè non si dà un nome alle cose e alle persone, non si dà loro vita. E si evita che facciano troppa presa su di noi.

PAG.138
La cosa peggiore era pensare che al mattino lei si facesse bella per un altro. Che per un altro esitasse tra un vestito aderente e una gonna a balze. Che per un altro slacciasse il bottone più in alto della camicia per far intravedere il pizzo del reggiseno. Che per un altro sottolineasse i suoi occhi verdi con un tratto di matita. Era quello il vero tradimento. Il sesso era solo un dettaglio.

PAG.209
Il cuore ha i suoi rancori che la ragione deve ignorare.

PAG.259
E' difficile sapere cosa influenzi veramente le decisione della vita. Piccole o grandi che siano. Un sorriso, uno sguardo o una frase spesso incidono più degli ideali o dei ragionamenti più serrati.