Visualizzazione post con etichetta serie KATI HIRSCHEL. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta serie KATI HIRSCHEL. Mostra tutti i post

venerdì 11 agosto 2017

ALLA SCUOLA FEMMINILE DI CORANO di Esmahan Aykol

Trama 3/5: Intrighi tra i banchi di scuola per Kati Hirschel, l'avventurosa libraia turco-tedesca che ne combina di tutti i colori. Un viaggio per le strade di Istanbul, un’immersione totale nel suo miscuglio di suoni, odori e umanità, in compagnia di una guida d’eccezione che con commenti ironici e riflessioni strampalate riesce sempre a strappare un sorriso.
Kati Hirschel, l’avventurosa libraia di Istanbul, all’inizio non lo aveva riconosciuto, e quell’uomo non gli era piaciuto per niente. Era entrato nella sua libreria in pieno Ramadan, la barba che per metà gli copriva il viso, lo zucchetto che sfiorava le sopracciglia, una fascia che stringeva sulla vita i pantaloni larghi. Forse era uno di quelli che giravano per le spiagge e «invitavano le donne che facevano il bagno a seguire la parola di Dio. Forse adesso era il turno di quelle che vendevano gialli...».E invece lo conosceva, aveva un negozio e serviva il tè nella stessa strada ma poi, quando il quartiere di Galata era cambiato diventando sempre più turistico, aveva chiuso. Adesso quell’uomo ha bisogno di lei: la figlia più piccola ha lasciato la scuola «per imparare la religione». È entrata in una scuola femminile di Corano, e si è ammalata. Durante la lezione ha cominciato a tremare e poi è svenuta. Anche alcune compagne stanno male. I medici dicono che non hanno nulla, e tutto è molto strano. Kati non ha scelta, e parecchi dubbi. «Mi era difficile capire il mondo dei conservatori. Mandavano i figli a strani corsi di Corano e quando si ammalavano chiedevano aiuto ai librai!».

***
Il problema di questi racconti brevi (tratti come in questo caso da raccolte di racconti) è che non fai in tempo ad abituarti all'ambientazione, personaggi, storia (anche se in questo caso per me era un ritorno in posti già conosciuti e amati) che è già finito....
E non sempre la storia riesce ad essere così soddisfacente proprio per la brevità.
Nonostante tutto mi è piaciuto, ma sono di parte, perché è stato un po' come tornare a casa, visto che i libri della Aykol li ho adorati.
In formato ebook giusto per il volo di andata per le mie vacanze :)

giovedì 10 agosto 2017

TANGO A ISTANBUL di Esmahan Aykol

Trama 4/5: Kati Hirschel, stambuliota di origini in parte tedesche, ha una libreria specializzata in giallistica. È questa familiarità con l’aspetto romantico del delitto che la predispone al fascino del mistero, e la rende abbastanza spregiudicata da non disprezzare alcuna fonte di informazione. Così, quando la veggente che è andata a consultare insieme all’amico Fofo, ha visto nei fondi del caffè il cadavere di una giovane donna, è entrata in allarme.I fatti però, non obbediscono sempre alle visioni: la vittima non sarà quella da Kati attesa e del resto non ci sarà un vero e proprio cadavere. Semplicemente Nil, l’amica della sua collega, ha avuto un arresto cardiaco. Ma tanto basta all’irrefrenabile investigatrice per correre le strade di Istanbul in cerca di indizi. Infatti presto, come una profezia che si autodetermina, le stranezze cominciano a piovere, tanto da spingere Hakan, il fratello della vittima, a darle un completo incarico da detective. Innanzitutto il tenore di vita di Nil appare troppo sostenuto per una giornalista disoccupata: perfino un quadro Julian Opie nel lussuoso appartamento. Poi, si scopre che Nil stava scrivendo una specie di romanzo sui desaparecidos argentini, paragonandoli alle vittime (greci, curdi) del perenne autoritarismo turco, il cosiddetto «stato profondo». Ce n’è abbastanza per mettere in moto una personalità indagatrice col dono di inverare le complicazioni che poi risolverà. La bizzarra originalità dell’investigatrice è che lei indaga come se spettegolasse, di contatto in contatto, di conoscenza in conoscenza, di curiosità maliziosa in curiosità maliziosa. E che porta il lettore in giro per «la città più bella del mondo» proprio come fa lei, bar dopo bar, vicolo dopo vicolo, mercato dopo mercato, bottega dopo bottega. Dai bassifondi ai quartieri dei milionari.Ne esce un poliziesco «morbido» e suadente che contiene uno spaccato di costume orientale occidentale, e suona anche come un salutare invito all’anticonformismo e alla tolleranza. [4° volume]

***
Capita a volte che sei con delle persone, o sei in qualche posto, e ti ci trovi talmente bene che ti dispiace andare via, perché ti sentivi proprio come a casa tua, come quando hai quella confidenza che puoi stare in pigiama e pantofole, oppure con i pantaloni della tuta, quelli bucati che metti sempre per casa abbinati a un paio di calzini dai colori improbabili e una maglietta che di sicuro ha visto tempi migliori...
Qui è la stessa cosa, ad un certo punto non è tanto la storia narrata dalla Aykol, è proprio l'ambiente, gli amici di sempre, che se ti vedono con i pantaloni della tuta bucati non ci fanno caso, e tu stai così bene, che passi a prendere dei kebab e li porti lì da loro, e mangiate assieme sul divano...
Di rado mi capita di leggere 4 libri della stessa autrice in fila, io ho bisogno di fare pausa e leggere altro, un po' come nel fantasy che ad un certo punto non ce la faccio più e cambio, quindi è stato un evento sostanzialmente epocale che li abbia letti tutti d'un fiato. Posso concordare con qualcuno che ritiene questi libri leggerini, sì è vero, ma ti affezioni, all'ambiente alla libreria ai ragazzi, e non te ne vorresti staccare...
Per me può anche continuare a scrivere cosette leggere la Aykol, anche senza tanto senso (come dice qualcuno, ma qui non sono d'accordo) io continuerò a leggerla per stare con loro, ecco, basta.

DIVORZIO ALLA TURCA di Esmahan Aykol

Trama 4/5: Terzo caso per l'avventurosa Kati Hirschel, la libraia di Istanbul, venuta dalla natia Germania ma ormai più stambuliota di chiunque altro, investigatrice per vivacità. Da poco tempo proprietaria di una nuova casa, giunta al negozio Kati riceve la telefonata del suo collaboratore, il mondano Fofo che le dice che su internet c'è una notizia che potrebbe interessarla. E morta Sani Ankaraligil, la "nuora degli Ankaraligil", sposa del rampollo di una delle casate più in vista del paese. La signora aveva appena avviato le pratiche di divorzio. "Fantastico! Come una pantera pronta al balzo non vedevo l'ora di lanciarmi in una nuova indagine per far luce su un presunto delitto. Al diavolo il lavoro e i debiti!". E sostenuta dall'allegra autoironia che l'aiuta nei momenti belli e in quelli brutti, la libraia si prepara a fare ciò che la diverte di più: scompigliare le carte, smontare le soluzioni facili. Infatti la versione iniziale è: incidente. Ma chi ci crede? Con quel contorno di denaro e di potere. La prima pista da battere è questa: la donna presiedeva un'associazione ambientalista. Una strana associazione, con due soli soci, e i cui uffici sono devastati proprio nel giorno in cui la protagonista, con il collaboratore, va con una scusa a visitarli. Poi però tutto diventa più oscuro, minaccioso e complicato. [3° volume]

***
PAG.155
Vuole sapere cosa penso? Probabilmente ognuno di noi nasce con una certa dose di forza. Una dose che deve durare tutta la vita. Se una persona è costretta a combattere fin da piccola, prima o poi la sua riserva di energia si esaurisce.
 
Il clima è freddo a Istanbul, in questo libro, eppure io percepisco sempre un caldo tepore, un profumo di spezie, e tanta vitalità...
Personaggi antipatici? Forse sì, ma meno falsi di molti altri che ho incontrato tra le pagine....
Intrigo improbabile? Non direi....
Non vi piace? Pazienza, problemi vostri...
Resto dell'opinione che grandi intrighi internazionali dopo un po' stufano, con tutti i telefilm polizeschi è strano che gli autori di gialli abbiano ancora qualcosa da scrivere, e i lettori mai contenti...
A me la Aykol piace, è piacevole e scorrevole, e Kati? beh è Kati, un'inguaribile impicciona con l'amico gay che aiuta la polizia stambuliota... e Batuhan? a me ricorda Vincent Cassel :)

APPARTAMENTO A ISTANBUL di Esmahan Aykol

Trama 4/5: Kati Hirschel è una berlinese trapiantata a Istanbul da una quindicina d'anni. Gestisce una libreria specializzata in gialli, per il resto il suo tempo è preso a occuparsi di una quantità di piccoli affari pratici che la sballottano da un estremo all'altro della città che abbraccia il Bosforo. E parla, conversa continuamente e con chiunque, di ogni ceto occupazione e risma, amiche e vicini, amori, e personaggi con cui viene in contatto per il lavoro o per le altre incombenze: storie, particolari, vicende, incontri che finiscono per sommergerla di atmosfere metropolitane e, con lei, chi la segue nella sua giornata. E il ritmo di questa spericolata città che la attraversa e i delitti in cui si lascia coinvolgere da investigatrice involontaria funzionano inconsciamente come ottimi pretesti per tuffarsi nel miscuglio di vizio, affari e politica su cui galleggia la città. Un affarista è stato ucciso, un uomo che controllava un numero di posteggi in centro e speculava in aree edificabili. Caso vuole che il delitto sia avvenuto poco dopo un alterco con Kati, per via di un appartamento che la libraia vorrebbe comprare. Facile, per la polizia, sospettare di lei, ma è soprattutto la curiosità che spinge Kati a occuparsi delle strane circostanze di una morte che non avrebbe dovuto avvenire così facilmente. E mentre Kati scorre l'intera catena di conoscenze e contatti, piomba un secondo omicidio. Stavolta è immediato orientarsi verso i soci del morto e verso i circoli di politici fondamentalisti. [2° volume]

***
Questa volta Kati è alle prese con la ricerca di un nuovo appartamento. E ovviamente quale decide che vuole comprare? quello dove avverrà un omicidio solo il giorno più tardi, e comincia una nuova avventura.
La scrittura è più matura del primo volume, più scorrevole e più articolata, in alcuni passaggi sembra proprio di sentir parlare i personaggi, e il tono colloquiale che Kati ha spesso con il lettore mi piace e non infastidisce, anzi rende tutto più ironico e simpatico.
In compenso c'è un sacco di baccano tra le pagine, non manca mai di ricordare che Istanbul è una città molto rumorosa e trafficata, e quando leggo le parti dove Kati è alla guida o in giro per la città quei rumori li sento davvero, come vedo i colori e annuso le spezie...
Ah che malinconia, ce l'ho ancora prima di esserci mai andata ad Istanbul...
Prima o poi...
*** Volevo lasciare qui una piccola postilla a quelli che non hanno apprezzato, e paragonano la Aykol ad altri autori famosi: se volevo leggere dei gialli alla "Agatha Christie" mi leggevo la Agatha.... dunque se invece di criticare che non è Agatha la leggeste in quanto Aykol, forse trovereste qualcosa di buono tra queste pagine, oppure leggetevi la vostra Christie e non rompete le @@
*** Seconda postilla: è un giallo/non è un giallo? è un giallo come lo sono i libretti di Malvaldi, leggeri simpatici e ironici dove i protagonisti non si fanno i cazzi loro nemmeno ad accopparli... (ricorda molto la J. Fletcher della Signora in giallo) pubblicati dalla stessa casa editrice peraltro. Quindi fatevi un giretto a Istanbul e fatevene una ragione...

HOTEL BOSFORO di Esmahan Aykol

Trama 4/5: Cosa ama tanto di Istanbul Kati Hirschel, tedesca-turca trapiantata in città, se per la maggior parte del tempo si trova immersa nel caos mobile della metropoli, porta tra oriente e occidente? Forse, proprio il caos l'appassiona, frutto di una stratificazione di esseri umani profondamente diversi, il cui inatteso effetto è la convivenza e la capacità di comunicare. Kati ha vissuto a Istanbul per metà circa della sua vita di quasi quarantenne e ne conosce ogni angolo, gli svariati ambienti, i ritrovi esclusivi o popolari, i tanti quartieri che fanno città nella città. È indipendente, sola, vanitosa, erotica, e dirige la sua libreria specializzata in gialli. Per lavoro e per passione, incontra ogni tipo di gente, clienti, amici, vicini simpatici curiosi. Inattesa, perché mai erano state intime, Petra, vecchia amica tedesca diventata attrice di una certa fama, la chiama. È scesa all'Hotel Bosforo, giunta nella vecchia capitale per un film di produzione turco tedesca. Subito Petra riversa sull'amica tutto il dolore di un'esistenza senza amore. Al successivo appuntamento, Kati viene a sapere che in albergo è stato consumato un crimine, ed è proprio Petra la principale sospettata. Arma del delitto, decisamente femminile, un asciugacapelli; vittima il regista tedesco, morto fulminato nella vasca da bagno della sua suite. Con lui, Petra, a detta di tutti, aveva una relazione che però lei nega. Kati, per amicizia, si sente coinvolta e decide di assistere da vicino alle indagini. [1° volume]

***
Di questo libro ho letto molte recensioni massacranti e mi chiedo perché?
Non ha certo la pretesa di essere un'Agatha Christie dei giorni nostri, ma sinceramente non l'ho trovato così orribile come molti, anzi tutt'altro.
Mi ha un po' ricordato il telefilm Castle - Detective tra le righe, c'è un omicidio, qualche indizio, la curiosità di questa libraia mezza tedesca e mezza turca, qualche scena divertente e ironica, qualche commento diretto al lettore, qualche pensiero ad alta voce, et voilà!
Tra l'altro camminare per le vie di Istanbul, e conoscere un po' di più sia questa città meravigliosa sia i suoi eccentrici abitanti, mi ha riempito di buon umore... è tanto che sogno di andare ad Istanbul e sembra sempre che la situazione non sia delle migliori per affrontare questo viaggio. Così mi sono consolata un po' con questa lettura leggera, scorrevole e divertente... se volete potete annotarvi questo libretto per l'estate se preferite, oppure potete saltarlo e leggere solo cose impegnate così da fare bella figura :)
Io ammetto che di tanto in tanto ho bisogno di qualcosa che mi lasci il sorriso sulle labbra quando lo chiudo prima di dormire, il sonno ne giova e i sogni sono più colorati, che di tristezza ce n'è già abbastanza...