giovedì 2 maggio 2013

IL PATTO CON IL VAMPIRO di Jeanne Kalogridis

4/5 Trama: "Il patto con il Vampiro" svela l'esistenza di un antico e segreto accordo nella famiglia Dracula. Arkady, pronipote del principe Vlad Tsepesh, meglio conosciuto come Dracula, vive nell'incubo di una terribile minaccia, costretto a procurare nuove vittime al prozio per salvare la vita alle persone amate. Nei "Figli del Vampiro" Arkady, divenuto anch'egli un vampiro, ha un unico, bruciante desiderio: distruggere Vlad prima che riduca in schiavitù il suo primogenito Stefan, attraverso l'odiato rito del sangue. In questa battaglia lo aiuterà il fratellastro Abraham, che sarà poi il protagonista del "Signore dei Vampiri" in cui cercherà a sua volta di porre fine all'atroce patto di sangue che da secoli riduce in schivitù la famiglia Tsepesh. [1° volume]

Che dire, dopo tanti libri moderni sui vampiri, ecco che ritorna un classico. Proprio per l'abitudine di leggere quelli moderni, in certi tratti mi ha fatto sorridere per le varie superstizioni e leggende che viaggiavano tra i contadini rumeni...però in effetti è questo il sapore di un vampiro antico, tradizionale.
Il patto è proprio la nascita e la spiegazione della tradizione, il vampiro più vecchio che suggella il patto di generazione in generazione chiedendo il figlio maggiore, un patto di sangue, dal quale ci sarà dal figlio (che poi diventa nipote, pro-nipote...) completo amore e rispetto, e aiuto nel procurargli cibo (viandanti e turisti) e dall'altro completa protezione, nessuno della famiglia può essere messo in pericolo dalla sua fame.
Ora però uno dei pronipoti viene sacrificato dalla sua stessa moglie, unico modo per rompere il patto ed essere salvi, ma Vlad l'antico lo salva trasformandolo, e da qui una nuova svolta alla storia. 

Note:
PAG.8
Dio, nel quale io non ho fede, aiutami! Non credo in Te: non ci credevo ma, se devo accettare il Male infinito che sono diventato, allora prego che esista anche il Bene infinito, e che abbia misericordia di ciò che rimane della mia anima.
Io sono il lupo. Io sono Dracula. Il sangue degli innocenti macchia le mie mani, e ora io attendo di ucciderlo... 

PAG.13
Poco dopo cadde la notte, e i frutteti lasciarono il posto ad alte e dritte foreste di pini. Le forme indistinte degli alberi scuri che scorrevano via contro le montagne più scure, e il dondolio della carrozza, mi cullarono fino a farmi cadere in un sonno agitato.
All'improvviso feci un sogno.
Con gli occhi di un bambino, guardai verso l'alto ai sempreverdi torreggianti nella foresta, oscurata dal castello del mio prozio. Le cime degli alberi imprigionavano le nebbie che salivano, e la fresca aria umida al di sotto odorava di pioggia recente e di pini. Una calda brezza mi scompigliò i capelli, poi agitò le foglio e l'erba che luccicava, adorna delle gocce di pioggia illuminate dal sole.
 
 

SABOTAGGIO D'AMORE di Amélie Nothomb

5/5 Trama: Pechino, anni Settanta. Fra i figli dei diplomatici stranieri che vivonoconfinati nel ghetto di San Li Tun scoppia un tremendo "conflitto mondiale"della durata di tre lunghi anni. Questo romanzo è la storia di una guerraspietata, condotta con la crudeltà che solo i bambini sono capaci dimanifestare, con inseguimenti, scontri, catture e torture inenarrabili quantoindecenti. Ma la perfidia dell'infanzia e la Cina della Banda dei Quattro sonosolo lo sfondo sul quale si muove lo sguardo disincantato e irriverente dellapiccola protagonista, persa - con i suoi sette anni e la sua bicicletta -dietro la scoperta di sentimenti eterni come l'amicizia, l'odio,l'incomprensibile infelicità del primo, perturbante amore. [2° volume - biografia Nothomb]

Secondo libro autobiografico della Nothomb, e come al solito un capolavoro.
La sua scrittura e i temi esposti sono a dir poco illuminanti, fonte di grande argomentazione, e al sua maestria non ha pari.
Ok sono di parte, la adoro e non posso trovare difetti :-) 

[La scoperta di una città, Pechino, e di un mondo, la Cina, da parte di una bimba. E nello stesso tempo la scoperta di sentimenti essenziali come l'odio, l'astuzia, l'eroismo, l'amore, l'indifferenza. Giunta a Pechino con il padre diplimatico la piccola protagonista viene coinvolta in una 'guerra per bande' fra bambini di differenti nazioni. L'intuizione di come il nemico sia indispensabile nei rapporti umani è raccontata dall'autrice con la crudeltà e la grazia di sempre.]

Note:
PAG.16
A questo mondo nessuno è indispensabile, tranne il nemico.
Senza nemico l'essere umano è poca cosa. La sua vita è un tormento, un'oppressione di vuoto e di noia.
Il nemico è il Messia.
La sua semplice esistenza basta a dinamizzare l'essere umano.
Grazie al nemico la vita, questo sinistro accidente, si trasforma in epopea.
Così, Cristo aveva ragione a dire "Amate i vostri nemici." Ma ne ricavava corollari aberranti: che bisognava riconciliarsi con il proprio nemico, tendere l'altra guancia ecc...
Che idea! Se uno si riconcilia con il nemico, quello non è più il nemico.
E se non c'è più un nemico, bisogna trovarsene un altro: si deve ricominciare tutto da capo. Il che dimostra che così non si va da nessuna parte.
Perciò bisogna amare il proprio nemico senza dirglielo. In nessun caso bisogna pensare a riconciliarsi.
L'armistizio è un lusso che l'essere umano non si può permettere.
La prova è che i periodi di pace finiscono sempre con nuove guerre.
Mentre le guerre si chiudono generalmente con periodi di pace.
Il che dimostra che all'uomo la pace è nociva, mentre la guerra gli fa bene.
I pochi fastidi della guerra vanno dunque presi con filosofia. 

PAG.37
Non avevo mai avuto amici o amiche.
Non mi era neanche venuto in mente.
A che mi sarebbero serviti?
Ero deliziata dalla mia compagnia. 

PAG.52
Il dolore ti sferzava il volto: visione che mi spezzava il cuore e che faceva sì che ti amassi ancora di più.
Sì, mia amata, tu soffri per causa mia, non che io ami la sofferenza, se ti potessi dare la felicità sarebbe meglio ma ho capito che non è possibile, perchè io sia in grado di renderti felice tu prima mi dovresti amare, e tu non mi ami, mentre per renderti infelice non è necessario che tu mi ami, e poi per renderti felice dovresti prima essere infelice - come si fa a rendere felice uno che è felice - quindi ti devo rendere infelice per avere un'occasione poi di renderti felice, in ogni caso l'essenziale è che sia per causa mia, mia amata, se tu potessi provare per me un decimo di quello che io provo per te saresti felice di soffrire, all'idea del piacere mi dai soffrendo.
Il piacere mi mandava in estasi. [sottile arte della felicità soffrendo]

PAG.69
Passavano dall'inutilità dell'infanzia all'utilità primordiale delle donne, mentre i ridicoli rimanevano inutili tutta la vita. 
PAG.97
La neve era la sola cosa che riuscisse a nascondere la bruttezza di Pechino. E ci riusciva durante le prime dieci ore di vita. Il cemento cinese, il più orribile cemento del mondo, spariva sotto un biancore che confondeva. Confondeva nelle due accezioni del termine, perchè confondeva anche il cielo e la terra: per effetto di quel bianco immacolato, era possibile immaginare che infiniti frammenti di nulla avessero invaso pezzi della città - e a Pechino il nulla, lungi dall'essere un peggioramento, sembrava piuttosto una redenzione.
...
Dieci ore dopo, il contagio si invertiva.
Il cemento stingeva la neve e la bruttezza stingeva la bellezza. 

PAG.103
...si facevano sempre più insistenti, sempre più strazianti, poichè meno un volto è fatto per la dolcezza, più la sua dolcezza riuscirà a confondere - e la dolcezza dei suoi occhi sagittari e la dolcezza della sua bocca pestifera mi lasciavano congestionata. Tutt'a un tratto sentii il bisogno di chiudermi ulteriormente in me stessa, e diventai glaciale e affilata come la grandine - e lo sguardo della bella si fece vellutato di tenerezza amorosa.
Era insostenibile. [la teoria dell'effetto contrario]

PAG.104
La neve, acqua esplosa, sabbia di ghiaccio, sale non della terra ma del cielo, sale non salato, dal sapore di silice, dalla grana di gemma tritata, dal profumo di freddo, pigmento del bianco, solo colore che cade dalle nuvole.
La neve che ammortizza tutto - i rumori, le cadute, il tempo - per meglio esaltare le cose eterne e immutabili, come il sangue, la luce, le illusioni. 

PAG.117
Non so se possedeva la capacità di piangere a comando. In ogni caso le sue lacrime erano molto convincenti.
Piangeva con arte consumata: appena un po', in modo che non fosse antiestetico, e con gli occhi bene aperti, in modo da non occultare il suo sguardo magnifico e da mettere in evidenza la lenta genesi di ogni singola lacrima.
Non si muoveva, voleva che io assistessi a tutto quanto lo spettacolo. Il suo volto era di un'immobilità assoluta: non batteva nemmeno le palpebre, come se avesse sgomberato la scena di tutti gli arredi e alleggerito l'azione delle sue peripezie per far maglio risaltare il prodigio. 

PAG.119
Gli errori sono come l'alcol: ci si rende conto subito di aver ecceduto, ma piuttosto che avere l'accortezza di smettere per limitare i danni, una sorta di rabbia la cui origine è estranea all'ubriachezza obbliga a continuare. Questo furore, per quanto strano possa sembrare, potrebbe definirsi orgoglio: orgoglio di reclamare che, contro ogni logica, si aveva ragione a bare e a sbagliarsi. Persistere nell'errore o nell'alcol acquista allora il valore di argomento, di sfida alla logica: se mi ostino, vuol dire che ho ragione, checchè se ne possa pensare. E mi ostinerò fino a che gli elementi non mi daranno ragione: diventerò alcolizzata, prenderò la tessera del partito del mio errore, nell'attesa di scivolare sotto il tavolo o di essere ignorata da tutti, con la vaga speranza aggressiva di far ridere il mondo intero, convinta che fra dieci anni, dieci secoli, il tempo, la Storia o la Leggenda finiranno per darmi ragione, il che del resto non avrà più alcun senso, visto che il tempo riscatta tutto, visto che ogni errore e ogni difetto ha il suo momento d'oro, visto che sbagliare è comunque sempre una questione di epoca.          

LA NARICE DEL CONIGLIO di Paola Mastrocola

3/5 Trama: "Fu come usare una mossa segreta, tirar fuori un'abilità nascosta, un atout, la carta che il giocatore tiene all'ultimo e poi butta, con fierezza, sul tavolo vincendo tutte le puntate. Sornione, lui sa e gli altri no, lui pregusta quella mossa, il mondo ancora ignaro della catastrofe imminente."
Barbara Lope è una donna nel pieno della vita, ha un'attraente frangetta bionda, vestiti eleganti, un bel lavoro. Eppure ogni tanto sente come un peso, un fastidio acuto: a scuola era il compagno presuntuoso, al lavoro la collega arrivista, e poi le scarpe con il tacco a spillo, le serate mondane, i discorsi ufficiali, le cerimonie, i matrimoni... E quando le situazioni si fanno insopportabili, quando le sembra che le persone e i luoghi abbiano perso il senso di quello che sono realmente (se mai l'hanno posseduto), in Barbara scatta qualcosa, un piccolo movimento, un gesto minimo, di insofferenza... Sfrontato ? Scherzoso ? Provocatorio ? Non si può dire. Di certo si tratta di un impulso irresistibile, e Barbara non può trattenerlo. E' il suo modo di reagire alle assurdità, alle distorsioni. Forse il desiderio di trovare qualcuno che le somigli. Insomma fa quel gesto, e d'improvviso ciò che appariva così serio e importante perde consistenza, diventa aria, si dissolve.

Note:
PAG.25
Non sempre abbiamo la lucidità di fare la cosa giusta con le persone giuste, e così ci capita a volte di fare la cosa giusta con le persone sbagliate, o la cosa sbagliata con le persone giuste. Ci confondiamo. E causiamo sconquassi nell'universo circostante, a volte davvero minimi, come quando mettiamo un paio di calzini nel cassetto delle posate; a volte invece più corposi, come quando per esempio ci scappano dette, ahimé, alcune verità indicibili: insomma, sconquassi per i quali poi siamo costretti a passare mesi a chiedere scusa e a rimangiare parole per cercar di rimettere almeno un po', le cose quiete, com'erano.  
PAG.33
... guardava fuori dal finestrino sfrecciare i pali della luce alternati agli alberi. Alberi e pali, e noi veloci come razzi. Così è la vita, lei lo sapeva. E lasciava fare. Che le passasse pure davanti la sua collega rossa. Scalpitava, si vedeva che la vita le andava stretta. Non guardava mai dal finestrino, si perdeva tutto, i campi, le vacche al sole, i casolari imbiancati, le nuvole che disegnano animali o mostri o il volto di qualcuno caro che non c'è più. Peccato. La vita è sua. Ognuno scelga come preferisce che sia. Si tratta solo di scelte. Come per i portachiavi. 
PAG.38
Lei era una ragazza di città, le piacevano i tram che le sferragliavano sotto casa, i negozi, le luci dei lampioni, l'andirivieni della gente frettolosa per le strade, i clacson, le pozzanghere, l'odore di smog. Odiava la campagna e tutto quel verde. Troppo verde, troppi alberi, troppe foglie, che d'estate ingigantivano prendendosi ogni volta un pezzo di cielo in più; troppa erba che con i temporali continuava a crescere e disordinava la linea dell'orizzonte. 
PAG.54
Se ci soffermiamo a guardare, infatti, notiamo come tutto - il profilo di una casa, il lato della tovaglia che batte sulla gamba del tavolo, il mancorrente della scala a chiocciola, il filo della luce - tutto è una moltitudine di linee. Linee che si ricnorrono, si attraversano, s'intrecciano. E notiamo come sia difficile incontrare linee che a un certo punto non si spezzino. Forse è un intrico di linee spezzate, il mondo. 
PAG.69
Di lì a poco verrà notte, e il buio coprirà tutto, vanificherà qualsiasi cosa, giusta o sbagliata non importa, anche i gesti che uno non dovrebbe fare e invece fa, chissà perchè, in un momento senza pensarci, senza essere dentro a quel che sta facendo. Come una corda che ci hanno detto di tenere, e noi teniamo, ma poi ci interroghiamo: perché mai?, e cosa ne sarebbe se smettessimo di tenerla? Niente. E allora la molliamo, godendoci quell'attimo in cui lasciamo andare, i muscoli si stendono e se ne vanno altrove, in un posto che non abbiamo idea esista. E ci sembra d'improvviso che si sparga una risata intorno a noi, dirompa gigantesca e ci avvolga, proteggendoci alla vista degli altri mentre scappiamo via saltando da un cubetto all'altro del porfido, e ci prende a quei saltelli un'allegria così potente, che ci mettiamo a fare il gioco dei cantoni, sparendo e ricomparendo dietro le colonne, come se qualcuno ci volesse prendere.     

FIRMINO - Avventure di un parassita metropolitano di Sam Savage

2/5 Trama: Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l'attuazione del nuovo piano edilizio.

Questo libro mi ha lasciato senza parole.
Prima di tutto l'ho comprato sulla scia di un successo epocale, solo perchè mi piaceva l'idea della storia del topo come protagonista che cresce e vive tra i libri.
A parte questo però, non capisco nè il senso del successo riscosso, nè il senso della storia. Il topo è saccente, guarda dall'alto in basso (metaforicamente) tutti quelli che leggono meno di lui, è antipatico, si fa bello di un linguaggio erudito e poi scade su parolacce senza senso...
E poi seconda cosa, dopo aver saputo del plagio, non solo leggerò il libro da cui è stata rubata l'idea, ma diventa odioso anche il più bel libro quando non è farina del proprio sacco, a copiare sono bravi tutti! 

Note:
PAG.65
Talvolta mi viene da pensare che tutto quello di cui si ha bisogno nella vita è una quantità considerevole di popcorn e un po' di Bellezze.  
PAG.90
Una delle cose che ho notato è come gli estremi finiscano per fondersi. Immenso amore diventa immenso odio, la tranquillità della pace si trasforma in clamore di guerra, il tedio più sconfinato dà origine a smisurata eccitazione.  

CRONACHETTE di Giacomo Nanni

5/5 Trama: Cronachette: continua la serie cha ha consacrato Giacomo Nanni come autore internazionale. Un'osservazione serena e disincantata della vita e una prodigiosa leggerezza grafica. [3° volume]


CRONACHETTE - Settembre, Agosto, 1992 di Giacomo Nanni

5/5 Trama: Una gatta in stato interessante, si aggira per le strade di una silenziosa cittadina di provincia, prima di partorire tre cuccioli. Fra questi, una piccola micia nera. Il tempo trascorre placido. Ma la piccola micia nera è destinata, suo malgrado, a diventare protagonista di un libro a fumetti, intitolato Cronachette. Come impedirlo? [2° volume]


CRONACHETTE di Giacomo Nanni

5/5 Trama: Il rapporto tra il gatto e il suo "padrone" è una relazione molto speciale, e ancora più speciale è quella che lega Giacomo Nanni con la sua gatta, in un insieme di piccoli eventi che coprono più di 10 anni. Micro racconti che si rincorrono per tutto il libro, situazioni quotidiane che vengono osservate nelle loro variazioni costanti, dialoghi surreali, meta-fumetto, stili diversi che emotivamente aiutano a raccontare e rappresentare queste storielline. Un magma di stimoli e influenze concorrono a fare di queste "cronachette", nate originariamente sul blog dell'autore giacomonanni.blogspot.com, un esperimento in cui l'esigenza di disegnare una tavola al giorno, si fonde con la forza e l'obbligatorietà del racconto. [1° volume] 

La cosa bella di queste vignette, è che il gatto sembra dormire sempre, cambia posizione si gira e rigira per tornare nella posizione iniziale. Guarda l'infinto per ore, o guarda qualcosa di non ben definito per altrettante ore.
A volte i gatti sono beatamente incomprensibili ma assolutamente adorabili :-)

LENORE - OSSA & FRATTAGLIE di Roman Dirge

5/5 Trama: Lenore è sempre più piccola, tenera, buffa e irrimediabilmente morta. Lenore ha mosso i suoi incerti, traballanti passi in varie fanzine e pubblicazioni americane, e questi passi sono qui raccolti per la prima volta. Lenore ha tanti amici, e moltissimi se ne è fatti in Italia. Lenore è la protagonista del fumetto indipendente più venduto in America; in "Lenore: Ossa & frattaglie", potrete studiarne le sepolcrali origini. [3° volume]

Il fatto è che nel suo modo di essere così macabra cattiva e spietata, riesce ad essere anche dolce, non si può non volerle bene :-)
Il terzo volume vuole ripercorrere le origini di Lenore ed i suoi amici. Mr. Gosh è un mito!

LENORE - PICCOLE OSSA CRESCONO di Roman Dirge

5/5 Trama: [2° volume]

Supera di gran lunga il primo volume.
Qui esiste una storia intervallata solo dalle cose successe all'autore.
Adorabile.


LENORE - PICCOLE OSSA di Roman Dirge

5/5 Trama: Macabre ma carinissime, sepolcrali ma superdivertenti, le graphic novel della ragazzina più amata da Elliot e da altri editori di mezzo mondo: Lenore!
Lenore è piccola, tenera, buffa. 
Lenore è diabolica ma anche innocente, ha i fermagli per capelli a forma di teschio e gli occhioni grandi grandi.
Lenore è irrimediabilmente, sorprendentemente morta, ma non se ne cruccia.
Lenore ha tanti amici, tra cui un vampiro trasformato da un sortilegio in un pupazzo di pezza, così non morde.
Lenore ha una specie di fidanzato, che però picchia sempre con violenza.
Lenore è la protagonista del fumetto indipendente più venduto in America.
"Il mio più grande desiderio? Essere come Lenore" (Caroline Thompson, sceneggiatrice di Nightmare Before Christmas e La famiglia Addams). [1° volume]

Geniale, macabro, assolutamente spettacolare.

SIMON'S CAT di Simon Tofield

5/5 Trama: Fenomeno nato in Internet, Simon’s Cat (il gatto di Simon) è un vero e proprio successo del passaparola. La gente ha trovato i filmati su YouTube, se n’è innamorata e li ha mandati agli amici. Finora quasi 30 milioni di persone si sono appassionati a questo felino adorabile, ma totalmente anarchico, disposto a qualsiasi cosa pur di essere nutrito. Premiato in tutto il mondo, ora lo stile spumeggiante e lo humour irresistibile di Simon Tofield diventano un libro. Divertimento puro!

Chi ha un gatto, riderà guardando le vignette e dirà continuamente: "anche il mio lo fa" eheheh :-) 

ISABEL di Anna Stothard

4/5 Trama: "Isabel" è la storia bruciante e ipnotica di due adolescenti, sospesi fra l'universo rassicurante dell'innocenza e l'eccitante ma brutale mondo degli adulti. Isabel e Rocco, fratello e sorella uniti nel bene e nel male, si trovano a vivere da soli nella mansarda di una casa troppo grande e troppo vuota, dopo che i genitori distaccati e ostili sono misteriosamente partiti per un viaggio. Chiusi in un bozzolo, Isabel e il suo complice sperimentano le loro prime volte: il primo amore, il primo dolore, la prima perdita, sullo sfondo di una Londra decadente e appiccicosa. La mansarda a Camden Town diventa lo scenario di esperienze intense, dolorose, irrimediabili. Come la prima storia d'amore di Isabel e le sue prime esperienze sessuali. Come il sentimento estremo, ambiguo e passionale che lega i due fratelli. Un legame destinato a bruciare fino in fondo, fino all'imprevedibile epilogo. "Isabel" è la storia di una perdita, non intesa semplicemente come perdita dell'innocenza, ma come qualcosa di più profondo che si incide nel sangue e nella memoria. La perdita che ci portiamo addosso tutti, scritta sul corpo.

E' decisamente un libro "particolare".
La storia di due fratelli, un ragazzo e una ragazza, molto ambiguo, che si trovano a vivere da soli dopo che la mamma mi ha lasciati a casa per seguire il padre malato.
Fino alla fine non si saprà qual'è la malattia del padre, e la ragazza scrive questo diario per imprimere sulla carta tutte le sue *prime volte*. Dal primo rapporto, il primo amore, la prima volta sola, la prima sofferenza, per arrivare fino alla morte.
E' una storia strana, in certi tratti quasi ti manca l'aria leggendo, però apprezzabile.
Forse l'unica cosa che mi ha veramente messo angoscia è stato il disordine mischiato al freddo ossessivo.

Note:
PAG.29
Il trucco le colava sul viso e spuntavano fuori le rughe. Chissà se le rughe, come le cicatrici, sono una sorta di memoria per il nostro corpo. Un piccolo segno profondo dopo una malattia, un lutto, un cuore infranto, un'ambizione delusa, la tristezza. Tutto memorizzato nelle rughe, mascherato ma mai nascosto dal fondotinta. 
[...]
Al centro del piatto di porcellana blu, il petto di pollo bianco sembrava una pecora raggomitolata in posizione fetale in un campo di fiori blu. 
PAG.47
Gli esseri umani non sono semplici creazioni di Playboy, appassionati di fruste e pelle nera, o invenzioni dell'Economist, fissati con le azioni. In realtà esiste una via di mezzo: un mondo bizzarro, un mondo azzurro, grigio e rosso chiaro, nascosto dietro le mura di casa, ma nessuno ne parla per paura di sconvolgere il perfetto equilibrio superficiale della città. 
PAG.57
Il mio corpo era infiammato da una sensazione forte, stranamente staccata dalla testa. L'unica cosa a cui potevo paragonarla era la febbre. Desideri qualcosa di liquido dentro di te senza che il cervello ti suggerisca di bere e non riesci a capire la febbre, però la senti. Per la prima volta quella sensazione cremosa fu così intensa, decisa. 
PAG.90
"Spira" recitò Rocco. "Sfoga l'anima crollando, una boccata precipitosa di sangue e spira. Mi schizza di fosche stille, velo di rugiada scarlatta".
Rocco si fermò. La luce del crepuscolo gli donava un'aria severa. I suoi occhi caldi non luccicavano di lascrime.
"Cos'è?" gli chiesi.
"Il discorso di Clitemnestra nell'Agamennone" rispose, e io lo guardai inebetita. Mi girai dall'altra parte, irritata. Rocco doveva sempre essere il migliore.
"Pensavo che lo odiassi il sangue" feci io.
"Solo il tuo" dirre, ridendo, e mi guardò.
"Davvero?" gli chiesi stupita. "Perchè?".
"Non lo so" disse lui. "Be', nessuno vuole veder soffrire l'oggetto del proprio amore. Ti dimostra che non sei perfetto. Che sei destinato a morire".
"Bello" commentai. E ci fermammo.
PAG.120
La rabbia è un sentimento che bisogna tenere a bada, una sorta di caos mentale che non bisogna mostrare mai. La rabbia è una emozione incontrollabile, come le risatine isteriche, le lacrime e gli orgasmi. Come le emozioni dei bambini, incontenibili, prima che imparino a gestirle. La guerra dev'essere un'esperienza destabilizzante, subliminale. Non hai tempo per pensare, è la rabbia che ti mantiene in vita, l'adrenalina. 
PAG.175
La luce è inevitabile, come il buio, ma l'alba è ancora più affascinante perchè è lo scontro degli opposti.         

LA VITA, L'UNIVERSO E TUTTO QUANTO di Douglas Adams

2/5 Trama: Gli abitanti meccanici del pianeta Krikkit sono stufi di guardare il cielo stellato sopra le loro teste. Così decidono, semplicemente, di distruggerlo, di far scomparire l'intero universo. Solo cinque individui possono opporsi ai loro folli piani: il terrestre Arthur Dent, viaggiatore dello spazio e del tempo, con il suo inseparabile amico alieno Ford Prefect, che decide di andare fuori di testa, giusto per vedere com'è; insieme a loro l'indomabile Slartibartfast, il mostruoso Zaphod Beeblebrox e la sensualissima Trillian. Per la sua strana brigata inizia così un'altra pazzesca avventura. [3° volume]

Per fortuna che l'ho finito...Una noia mortale.

LA SETE - 15 vampiri italiani di Stefano Massaron

3/5 Trama: Le storie internate in queste pagine, in una sinfonia di lame di luce, ombre, anarchia, contagio, libido e dannazione, sporcheranno le vostre dita di polvere infernale rilasciando quel lezzo inclassificabile (di plasma?) che vi insegue come una iattura tra le corsie degli ospedali. Abbandonare questo libro senza leggerlo sarà come infrangere la vostra immagine allo specchio. Non una semplice antologia di racconti sul vampirismo, bensì un libro nato anni fa, tra i venti freddi del Nord-est italico — tra i canali di Venezia, la cerulea borghesia trevigiana e le rive clericali della Capitale, fino a corrompere la Romagna e l’umido Settentrione — da un manipolo di scrittori senza età e senza pudore letterario. Il libro è morto e poi risorto, e ancora scacciato nell’oblio più e più volte finché, trovato il giusto araldo, ha visto la sua “luce”. La Sete è la traduzione italiana di trecento anni di mito. Dal remoto bianco e nero, Nosferatu si racconterà di nuovo a voi, ma col sonoro del peggior slash movie, le sublimi distese desolate di David Lynch, con protagonisti psichedelici e neoclassici affreschi splatterpunk come non si leggevano da vent’anni.

Il voto vero sarebbe 2 stelline e mezza, il libro in sè si legge veloce, sono racconti piacevoli che si "divorano" (è il caso di dirlo) in poco tempo. Però forse questo suo pregio da una parte, è un difetto dall'altra. Si perchè molti racconti potevano essere più lunghi, più particolareggiati, o addirittura prospettarsi come dei libri a sè. Quindi alcuni risultano inconcludenti, mancanti di parecchie parti e lasciano un sapore amaro in bocca, proprio per la loro brevità.
Diciamo un libro piacevole, ma non ai livelli che mi ero aspettata...

AMORI INFERNALI A.A.V.V.

5/5 Trama: "Amori infernali" è una raccolta di racconti scritti da alcuni tra i più celebri e amati narratori per ragazzi: Melissa Marr, Scott Westerfeld, Justine Larbalestier, Gabrielle Zevin e Laurie Faria Stolarz. Storie inquietanti e bizzarre, che ruotano sempre intorno a un elemento soprannaturale. Due studenti lasciano che il potere dell'attrazione capovolga il loro mondo; una liceale s'identifica completamente nel libro che sta leggendo; una fanciulla s'innamora del fantasma del ragazzo che abitava in casa sua; e ancora fate, elfi, creature fantastiche del folklore e dell'immaginario celtico reinterpretate con originalità e inventiva, e un pizzico d'ironia. Un mondo strabiliante e misterioso in cui ogni incontro, ogni personaggio, ogni evento può condurre verso territori sconosciuti, e nel quale l'unica bussola cui affidarsi per non perdersi è l'amore.

Come tutti i malati per il libri, una volta letto Danze dall'inferno (il volume precedente) ed esserne rimasta delusa, avrei dovuto lasciar perdere il secondo. Ma chissà come mai qualcosa mi ha spinto ad averlo. Non l'ho letto subito appena comprato, c'era una sorta di tempo sospeso nel quale io e il libro ci siamo studiati, ci siamo guardati dallo scaffale... Io indecisa se iniziarlo o meno, intimorita dal giudizio non edificante dell'altro... e lui che invece cercava di convincermi che era diverso, che lui non avrebbe fatto gli stessi errori di chi l'aveva preceduto...
E così alla fine gli ho sorriso e gli ho detto "guarda che se mi deludi ti seppellisco insieme all'altro"... e così questa lettura è iniziata.
Il libro ha mantenuto la parola, e io ne sono estremamente felice!!!
Questa volta i racconti sono molto molto piacevoli nonostante sempre gli adolescenti siano i protagonisti, finalmente dei racconti con un senso, un inizio una fine un epilogo, e chissà magari pure l'idea per un libro incentrato su una di queste storie. Solamente l'ultimo non mi è piaciuto, però va beh, uno su cinque è accettabile.
Promosso a pieni voti, e per chi come me era poco convinto visto il precedente, fidatevi, niente a che vedere!!! 

A letto con il fantasma (Laurie Faria Stolarz)
Una ragazza insieme alla famiglia, dopo la morte della sorella più piccola, si trasferisce in una casa "stregata". Non lo sa fintanto che non fa amicizia con i nuovi compagni di scuola che le svelano che in quella casa è morto un ragazzo. Ma Brenda lo sa già perchè lei vede e parla con i fantasmi, solo che prima di conoscere la storia ne era terrorizzata, mentre ora fa amicizia con il fantasma, e in sogno riesce a vivere una storia d'amore con il giovane morto, e porterà a compimento un favore da lui richiestole. voto 4/4
 
Stupido mondo perfetto (Scott Westerfeld)
In un mondo super tecnologico e molto più in là nel futuro, esiste una lezione a scuola in cui non si prendono voti ma si sperimenta. Sono le lezioni di Scarsità. In un mondo estremamente perfetto si cerca di trovare qualcosa a cui rinunciare per 2 settimane, per capire come i predecessori potevano vivere. Kieran decide di optare per il sonno. Nella vita attuale non si dorme mai, invece lui decide di vedere com'è. E nel sonno proverà delle sensazioni mai provate prima, e con l'aiuto dei racconti e della voce di Maria, scoprirà l'amore per lei. Voto 4/4
 
Più sottile dell'acqua (Justine Larbalestier)
Racconto ambientanto nel passato, Jeannie è figlia di panettieri, in casa sua non c'è l'elettricità, i figli non studiano, e le ragazzine prendono marito in giovane età. E' il momento della cerimonia dell'handfasting, per un anno si prende in finto matrimonio una persona e dopo questo periodo si decide se celebrare il vero matrimonio. Lei si accompagna a Robbie, però in paese lo considerano figlio del demonio, pertanto dopo la finta cerimonia lo uccidono. Ma lui avrà modo di arrivare nel mondo degli elfi, degli spiriti, e un paio di anni più tardi ricomparirà a Jeannie per vedere se lei vuole sacrificarsi per raggiungerlo. Ma lei si è già sacrificata, negandosi a tutti proprio perchè promessa a lui. Voto 4/4
 
Fantasia d'amore (Gabrielle Zevin)
Paige è una ragazza particolare, non si mescola molto con le compagne di scuola, lei ama leggere. E i ragazzi poi, nessuno con cui condividere certe passioni, fintanto che in biblioteca prende a prestito la copia di un libro, Gli Immortali, e senza rendersene conto comincia a vivere la storia del libro, ma lei pensa che l'autrice abbia rubato la sua storia per farne un libro. C'è Aaron in questa storia/vita, lo ama, lo desidera, ma lui non si mostra in pubblico, con lui riesce a condividere tutto, ma se lei svelasse certi segreti lui non tornerebbe più da lei. E così pensa di essere colpevole quando parla di lui all'amica, e in un batter d'occhio tutto la sua vita precipita in un'istituto di psichiatria. Voto 4/4
 
Dardi d'amore (Melissa Marr)
Alana sulla spiaggia ha freddo e un ragazzo le si avvicina e le lascia la sua pelliccia per coprirsi, ma lei rifiuta andandosene. Ma poi si rende conto che quella è la leggenda, si dice che un selchie (essere fatato e creatura marina) lasci la sua seconda pelle dove una donna possa trovarla, e così facendo le sarà legato per sempre.
Infatti conosce Murrin, era stato il fratello a offrirle la seconda pelle. Murrin è innamorato di lei ma il fratello farà di tutto per separarli. Lei nel frattempo prima lo odia, poi lo ama, e si convince di essere vittima di un incantesimo, solo alla fine scoprirà che era solo per amore che le due creature, umana e marina si incontrano. Voto 2/4

RIVELAZIONI di Melissa de la Cruz

5/5 Trama: Il sangue di Schuyler Van Alen è sotto accusa: la giovane vampira è davvero una Sangue Blu, o nelle sue vene scorre il sinistro sangue dei nemici, i Sangue d'Argento? Come in un improvviso e devastante uragano, Schuyler si ritrova intrappolata nella famiglia Porce, sotto lo stesso tetto della sua astuta nemesi, Mimi, e del suo amore proibito, Jack. Ma i Sangue Blu hanno bisogno di lei a Rio de Janeiro, per difendersi da un'oscura minaccia. La posta in gioco è alta, la battaglia è violenta, e la giovane vampira dovrà fare delle scelte tra il dovere e la passione, l'amore e la libertà. [3° volume]

Ohhh finalmente, in questo libro si abbandonano un po' la superficialità e i vestiti firmati. Ok ci sono, non scompaiono del tutto ma c'è molta più azione, e soprattutto più spiegazioni.
Mi aspettavo l'epilogo della storia invece si aprono nuovi scenari e nuove storie.
Quindi aspettiamo con ansie il seguito, perchè in questo terzo volume non si sa più chi siano i buoni e i cattivi :-) 

Note:
PAG.228
E scoprì che nella resa c'era un dolce sollievo.  
PAG.257
L'amore. E' così simile all'odio che quasi non si distinguono.
Ma era così che funzionava, per loro due.
Amore e odio.
Vita e morte.
Gioia e angoscia.
Alla fine lui le si stese accanto, e scivolò nella deriva di un sonno senza sogni.
 

BACIO SACRO di Melissa de la Cruz

5/5 Trama: Schuyler Van Alen vuole scoprire a tutti i costi cosa ci sia dietro la misteriosa morte di alcuni giovani vampiri. Insieme al suo migliore amico, Oliver, si reca in Italia, sperando di riuscire a trovare laggiù l’unico uomo al mondo che potrebbe aiutarla, suo nonno. Nel frattempo, a New York, fervono i preparativi per il Ballo dei Quattrocento, una festa di gala esclusiva alla quale partecipano i più ricchi, potenti e ‘inumani’ abitanti della città: un’occasione alla quale i Sangue Blu non possono certo mancare. Ma è durante il ballo in maschera che segue il ricevimento, organizzato dall’astuta Mimi Force, che il pericolo più mortale potrebbe rivelarsi. Nascosto dietro una maschera, c’è qualcosa che cambierà per sempre la vita di un giovane vampiro... [2° volume]

Prosegue la storia di Schuyler e degli altri Sangue Blu. Cominciano a capirsi molte più cose rispetto al primo volume, molte caselle vanno a posto. La posizione di Allegra Van Alen, il fratello, un'ipotetica seconda figlia. Rientra in gioco anche il nonno dopo la scomparsa della nonna. Molto carino l'addestramento che il nonno fa alla nipote per capire come gestire i suoi poteri.
Unica cosa che mi piace poco, ma che tollero sapendo che è un libro destinato a teenagers, la superficialità di certi personaggi dediti solo alla moda. 


VIENI DA ME di Christine Feehan

3/5 Trama: Stati Uniti, oggi. Il capitano Ryland Miller e la sua unità speciale si offrono volontari per partecipare a un esperimento top secret, mirato ad aumentare le loro capacità psichiche e a trasformarli in invincibili "armi umane". Dopo i primi successi, però, accade qualcosa d'inspiegabile e alcuni uomini muoiono tra sofferenze atroci. Ben presto, Ryland si convince che l'unica speranza di sopravvivere per lui e i suoi compagni sia evadere da quella sorta di prigione, ma i suoi piani sono sconvolti dall'arrivo di Lily, una scienziata che, sin dall'infanzia, ha dimostrato notevoli capacità telepatiche e che potrebbe far luce sul mistero. Tra Ryland e la giovane donna si scatena infatti un'attrazione fisica e mentale irresistibile, che tuttavia nessuno coglie e che sfugge soprattutto al padre di Lily, responsabile dell'esperimento, cui però non sfugge l'enorme rischio che stanno correndo quegli uomini. Prima di poter agire, tuttavia, lo scienziato viene brutalmente ucciso. La sola traccia che lascia dietro di sé è un ultimo, disperato messaggio telepatico a Lily... 

Il perchè delle tre stelline è presto detto: storia bella ed originale se non fosse per il troppo Harmony con cui è condito.
La storia in sè è particolare: umini che si offrono volontari per esperimenti di potenziamento della psiche, chiusi però in gabbia come animali da laboratori. Riescono a leggersi nella mente, parlare telepaticamente, innalzare barriere per evitare di sentire i pensieri altrui e a camminare nei sogni, loro sono i famosi Ghostwalker. Ma l'esperimento sfugge di mano, ci sono infiltrati ai piani alti che vendono segreti di stato ad altri stati con interessi politici, chi conduceva l'esperimento viene eliminato e subentra la figlia. Figlia che poi si scoprirà essere stata adottata (come altre bambine) per fare i primi esperimenti di potenziamento psichico.
Insomma, alla fine solo lei potrà aiutare questi uomini, a sopravvivere con i loro poteri senza impazzire, e soprattutto a evitare una morte certa smascherando il complotto.
Ora, detto così è un bel libro, scritto anche molto bene, scorrevole e avvincente, se non fosse appunto che la protagonista si innamora di uno degli uomini da salvare, e il libro viene condito continuamente di scene particolareggiate di sesso tra i due. Il che non guasta, ma non ogni capitolo...
Quindi il motivo delle due stelline è proprio questo, metà del libro poteva essere evitato, o più piacevolmente sostituito con la storia vera!

EMILY IL LIBRO DEGLI STRAMBAMENTI di Rob Reger

4/5 Trama: Emily è una ragazzina di dodici anni, misteriosa e vestita di nero, solitaria,e con un senso dell'umorismo piuttosto singolare. Non ha genitori né amicitranne la sua banda di gatti. Emily si presenta al pubblico italiano dallepagine patinate di questo libro grazie ai disegni in rosso, bianco e nerodi Rob Reger e Buzz Parker, disegnatori californiani underground.

EMILY FELICI INCUBI di Rob Reger

4/5 Trama:

EMILY LA STRAMBA di Rob Reger

5/5 Trama: Emily è una ragazzina di dodici anni, misteriosa e vestita di nero, solitaria e con un senso di humour singolare, non ha genitori né amici tranne la sua banda di gatti. Emily rappresenta tutti coloro che in qualche modo cercano di perdersi, ciò non vuole dire rigettare la Moda ma piuttosto superarla. Emily è tendenza, gioventù, filosofia.

Vorrei anch'io che la mia ombra fosse un gatto...

ILLUSIONI NELLA NOTTE di Maggie Shayne

3/5 Trama: Bionda e delicata d'aspetto, ma in realtà di carattere forte e determinato, Shannon Mallory è alle prese con un caso difficile e doloroso: il brutale omicidio di Tawny, la sua migliore amica. Le modalità fanno pensare a un maniaco che si atteggia a vampiro, e tutti gli indizi portano a Damien Namtar, illusionista di fama mondiale che tuttavia si rivela ben presto il principale alleato della giovane investigatrice privata. Sempre più uniti da un sentimento di cui non vogliono ammettere l'esistenza, i due si troveranno ad affrontare una minaccia mortale che giunge dal passato di Damien, dalla sua ricerca dell'immortalità, quando ancora il mondo era giovane. [3° volume]

Ci sono 2 cose che mi hanno irritato di questo libro.
La prima sono gli errori di stampa. Fastidiosi in tutti i libri, in questo in particolar modo perchè certe frasi sono proprio sconnesse e con le parole nell'ordine sbagliato...
E poi la protagonista, fastidiosa antipatica paranoica, lei che è cresciuta per strada non si fida di nessuno e poi magicamente diventa innamorata fiduciosa e sdolcinata.
Da un estremo all'altro. Unica nota positiva Damien, protagonista maschile, con dubbi esistenziali più che normali, che perde la testa per questa donna paranoica.
Voto 3 stelline per i libri che lo precedono e i protagonisti ricorrenti a cui mi sono affezionata. Salvo la figura maschile, ma quella femminile proprio no!!!

DALL'ALTRA PARTE DEL BINARIO - Corti di Carta 2007 n°6 di Fabio Volo

5/5 Trama:

RISTORANTE AL TERMINE DELL'UNIVERSO di Douglas Adams

4/5 Trama: Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un'uscita secondaria è prevista nei pressi di un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligenti, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene a saperlo Ford Prefect, un alieno in incognito sulla Terra. Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri. E così, in compagnia dell'amico umano Arthur Dent, dell'ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l'universo.[2° volume]

Sempre confuso, strano, da malati di mente :) e nel suo essere, magnifico!!! Forse un po' meno particolare del primo, che resterà per sempre il migliore, ma confido in quelli successivi...Certo che la fantascenza raccontata così è da piegarsi dal ridere.
**Il robot Marvin rimane sempre un mito!

GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI di Douglas Adams

5/5 Trama: Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione... [1° volume]

Stupendo, sembrano le storie impossibili che si inventavano da piccoli quando si giocava con le astronavi...
Non perdetelo!

**Adorabile Marvin, il robot depresso!

LE LANDE D'ARGENTO - Trilogia delle terre perdute di R. A. Salvatore

4/5 Trama: Lontani dalle lande di ghiaccio, lungo la strada che conduce a Mithril Hall,un drappello di eroi deve ingegnarsi per far fronte alle insidie tese damostri capaci di ordire fatali incantesimi. Così avversati nel loro viaggio,Bruenor lo gnomo, Wulfgar il barbaro, Regis il mezz'elfo e Drizzt l'elfovagabondo vedono vacillare il sogno di raggiungere le agognate landed'argento. Se Regis deve fare i conti con un sanguinario nemico che, alleatocon le forze del male, vuole annientarlo a tutti i costi, Drizzt, strettonella morsa delle avversità, vorrebbe tornare nella tenebrosa cittàsotterranea abbandonata per intraprendere quel periglioso cammino. [2° volume]

Niente da dire, sempre bello come i precedenti, ammetto però di non aver apprezzato tantissimo la nuova connotazione dell'elfo scuro. O meglio, la sua presa di coscienza che la decisione presa di risalire in superficie e abbandonare la vecchia vita sotterranea è sicuramente stata positiva per lui e non manca mai di ricordarlo. Però questo essersi buttato in un gruppo fa perdere alla storia quella particolarità che invece regnava nella prima trilogia, ovvero la solitudine dell'elfo scuro e le sue riflessioni interiori. Comunque resta sempre un buon libro. Ora vediamo come va a finire perchè questo si è chiuso con molte domande senza risposta...

LE PORTE DELLA NOTTE di Loris Barcaro

5/5 Trama: Sullo sfondo di un immaginario medioevo prossimo a venire, tra i sinistri bagliori dell'eterno contrapporsi del bene e del male, si snodano le epiche avventure di uno sparuto gruppo di cavalieri e di strane creature, votati ad una impossibile missione. Un antico talismano, il cui nome si è perduto nelle pieghe del tempo, li guiderà dalle pianure di Ainatrax alle pendici rocciose dell'oracolo di Kham attraverso le mille insidie delle Quattro Terre sino all'ultima meta, in un continuo susseguirsi di eventi straordinari, intrecciando le loro vicende umane in uno scenario sempre mutevole e raramente amico.

Prestato dal mio amico di letture, questo libro mi ha lasciata a bocca aperta.
Unico libro scritto dall'autore, un libro scritto in gioventù, ma che non ha nulla da invidiare ai fantasy che si trovano attualmente negli scaffali delle librerie.
C'è tutto quello che serve, l'iniziazione del protagonista, il mago che lo aiuta, il re, i compagni di viaggio, il fratello, una spada, e la volontà di raggiungere lo scopo.
Durante il viaggio sono molte le insidie e i compagni che si perdono, ma la volontà è forte, lo spirito combattivo, portano il protagonista a scelte dure ma ineluttabili, e gli stessi compagni dimostrano una grande amicizia e rispetto.
Mi dico che è un vero peccato che questo libro non abbia avuto più visibilità, perchè meriterebbe la vostra attenzione.
Speriamo che magari l'autore decida di proseguire o ripubblicare questo per dare la possibilità alla maggior parte dei lettori fantasy di apprezzarlo.

Note:
PAG.15
Ricordati, non vi è differenza tra fantasia e realtà. La differenza sta solo in noi che, per paura o per comodo, scegliamo inconsciamente ciò a cui credere o non credere: così, a poco a poco, perdiamo la capacità di vedere, di conoscere e di capire cose che in realtà ci stanno sotto il naso. Le favole, o quelle che impropriamente vengono definite tali, anche se deformate o trasformate, rimangono sempre la parte più viva e più bella di antiche verità. 
PAG.21
L'emozione ogni giorno diventa inferiore a quello che ti aspetti, fino a diventare parte, essa stessa, di qualcosa di scontato in partenza. Ed un gioco di cui si sa già la fine, a lungo andare, diverte poco. 
PAG.43
- Messeri, già da ore vi seguo e vi osservo pronto ad infilzarvi alla punta della mia lancia. Il fatto che siate emersi dall'intrico delle Foreste Profonde dove i galantuomini non vanno di sicuro a passeggiare specialmente di notte, non depone certo a vostro favore. L'aver atteso, onde conoscere i vostri intendimenti, mi ha fatto sorgere però alcuni dubbi sulla vostra reale identità. Quindi sta ora in voi, e celermente, darmi lume e chiarezza su chi siete, prima che il mio braccio si levi contro di voi.
- In fede mia, messere, mai sono stato trattato in modo sì villano! Alla mia domanda tu rispondi con un'impertinenza, e ciò mi sdegna. Quindi prima che la mia ira diventi foriera di sventure per te e per i tuoi compari, rispondi a quanto ti ho chiesto dianzi!
- Ciò che mi trattiene dall'uso della forza non sono certo le tue minacce e tantomeno la paura di voi tre. Ma un ricordo che mi riporta a tempi lontani quando giocavo tra gli alambicchi del mago della contea, che ad ogni mio disastroso esperimento, rincorrendomi minacciava di trasformarmi in un rana... 
PAG.78
Saprai certamente come l'uomo sia l'insieme di due identità: la prima, quella tangibile che noi tutti vediamo e che altro non è che il nostro corpo fisico; la seconda ben più preziosa ma totalmente evanescente che non è che il nostro spirito. In ognuno di noi, durante la nostra esistenza, si svolge una specie di competizione tra queste due esistenze; la dominante determina il tipo di vita che svilupperemo negli anni. C'è dunque tra di noi chi segue la via dei sensi e delle soddisfazioni terrene, c'è chi invece ricerca di elevare il proprio spirito nella lunga e difficile ascesa verso il Bene Universale. Il nostro corpo terreno, a cui molti sono così terribilmente attaccati e che presto o tardi saremo costretti ad abbandonare, altro non è che la crisalide dell'ignaro bruco, da cui splendida e libera spiccherà il volo la farfalla. La morte, come osservavi giustamente anche tu, non è dunque la nera esecutrice di un evento calamitoso, ma la sorella che ci aiuta nel momento del passaggio alla vera rinascita...
Giorni fa mi hai chiesto quanti anni ho. Ciò avrebbe ben poca importanza anche se avessi una vita cinque volte più lunga della tua.
Ben più importante è infatti l'età o la maturità del proprio spirito che si può identificare solo con il cammino che sarà riuscito a percorrere nella difficile ascesa verso la perfezione...come le mille e mille gocce di pioggia che scendono dalle nubi per fondersi nel grande mare ritornando poi al cielo sotto forma di vapore, così i nostri spiriti, in una continua ruota di vite vissute alla ricerca di un miglioramento interiore, si immergono nelle tumultuose acque della vita per poi tornare all'Assoluto. Lo spirito è sempre il medesimo anche se differente è il corpo che di volta in volta lo racchiude. 
PAG.178
Al mio paese dicono che quando compare l'arcobaleno è un segno del cielo. Ti si vuole ricordare che anche se baciata dai colori della fortuna, la tua vita rimane solo un arco proteso verso i grandi spazi ma che svanisce irrimediabilmente nel nulla... E' strano, ma anche se poetica quest'immagine non mi è mai piaciuta... non accetto l'idea del nulla, è un'idea fredda, senza speranza! 
PAG.232
- A cosa pensi, ragazzo?
- Questo cielo è bellissimo... sembra quasi mi voglia attirare a sé... come vorrei diventare polvere, essere raccolto dal vento e perdermi in esso...
- Questa è poesia!
- Chiamale come vuoi, ma io mi sento così piccolo e insignificante che vorrei quasi piangere dinanzi a tanta maestosità...
- Comprendo ciò che provi e, se senti il bisogno di piangere, piangi pure; un uomo, per essere tale, deve saper riconoscere la sua pochezza dinanzi a tutto questo.
- Ora finalmente posso leggere nel mio cuore. Dinanzi a me ho le strade dell'infinito e io, uomo, piango i limiti e l'impotenza della mia condizione nel cercare di comprendere e percorrere quelle strade.
- Non temere ragazzo, anzi gioisci, ricorda che tu sei anche e soprattutto spirito. Verrà un giorno in cui, abbandonate queste fragili spoglie, ti immergerai anche tu in quelo mare di stelle... così la tua sete di infinito si placherà.
- Tutto questo quando morirò vero?
- Sì... quando la farfalla che è in te, lasciando per sempre la crisalide in cui è rimasta prigioniera, potrà librarsi nuovamente libera nell'aria.
- E' bello pensare alla morte non come a qualcosa di definitivo bensì come a...
- Come ad un passaggio... la morte è definitiva solo per chi rimane ed è costretto a piangere i propri affetti perduti e quindi a piangere solamente per se stesso.
- Tra me e questo cielo vi è dunque solo la morte?
- Sì... Ma una morte che non è disperazione ma solo liberazione. 
PAG.303
Il tempo fugge tra le dita come acqua fatta di mille gocce di presente... il presente è un sospiro, un attimo e non esiste già più. Se tu volessi quindi sapere ciò che accade ora, in questo preciso istante in una delle qualsiasi parti del mondo, dovresti recarti colà di persona impiegando per arrivarvi giorni, mesi o forse anni e questo presente che tu volevi conoscere sarebbe irrimediabilmente sepolto in un remoto passato.        

LE LANDE DI GHIACCIO - Trilogia delle terre perdute di R. A. Salvatore

4/5 Trama: Nella Valle del Vento Ghiacciato le leggi naturali sono sovvertite dalla inarrestabile forza di Crenshinibon, una reliquia stregata di trasparente cristallo. Un apprendista stregone, Akar Kessell, s'impossessa del prezioso cimelio e, assetato di potere, trama piani di conquista e vendetta.
Intanto le tribù dei barbari, da sempre divise da antiche gelosie, si coalizzano per espugnare Ten-Towns. L'efferato attacco alle città segna il loro destino e la sorte di Wulfgar, un giovane barbaro liberato dal nano Bruenor e costretto, in cambio, a prestargli servizio.
Con l'aiuto di Drizzt, un elfo vagabondo, Bruenor trasforma Wulfgar in un valoroso guerriero, destinato a pacificare le indomite tribù barbare. Riusciranno nel loro intento? [1° volume] 


Questa è la seconda saga con protagonista Drizzt Do'Urden.
C'è da dire una cosa, la prima trilogia l'avevo apprezzata davvero tanto per l'ottimo lavoro fatto dall'autore che aveva analizzato nel profondo il carattere la vita e la decisione nel cambiare vita di Drizzt.
Questa trilogia inizia invece (da dove era finita l'altra) con la nuova vita di Drizzt che finalmente ha abbandonato la sua solitudine e ha trovato degli amici.
Si potrebbe azzardare che ha trovato quasi una famiglia, tant'è che spesso ride e scherza con suoi nuovi amici, cosa che prima era pressochè impossibile, perchè giustamente troppo preoccupato nel capire se stesso e i cambiamenti in atto.
Resta il fatto che la storia e i personaggi sono ben descritti, forse a volte l'autore si perde in descrizioni così particolari e minuzione da togliere un po' della suspence alla storia, però nel complesso non si può non amare questo elfo scuro!

REGINA DELLA NOTTE di Maggie Shayne

4/5 Trama: Figlia di un faraone egizio, la bellissima Rhiannon è uno dei vampiri più antichi e potenti che si conoscano, e proprio per questo Curtis Rogers, agente del DPI che ha giurato di eliminare i non-morti dalla faccia della terra, è fermamente intenzionato a catturarla. Così, quando scopre che l'unico punto debole dell'affascinante creatura è Roland de Courtemanche, non esita a usarlo come esca. Perché anche se lui si ostina a rifiutare il suo amore da più di duecento anni, Rhiannon è disposta anche a rischiare la propria vita per proteggerlo. [2° volume]

Secondo capitolo, altrettanto piacevole e scorrevole del primo.
Questa volta i protagonisti non sono più Eric e Tamara, che qui fanno solo da supporto, ma è l'amico di sempre di Eric il vero protagonista, Roland, e la donna vampira stupenda e imprevedibile Rhiannon, che lo fa dannare in tutti i sensi.
Senza lode senza infamia, si lascia leggere in modo scorrevole, piacevole la storia e la scrittura, forse unica nota negativa (secondo me, ma vedo che anche altri l'hanno notato) i sentimenti e le sensazioni descritte, sono appunto solo descritte, spesso non riesci a 'sentirle' davvero dentro.

IL DELTA DI VENERE - Racconti erotici di Anais Nin

3/5 Trama: 

Purtroppo ho un cattivo rapporto con i racconti.
O mi prendono davvero oppure faccio fatica a digerirli, e questi essendo dei racconti erotici, alcuni si collegano ad altri, altri invece sono a se stanti, sono sicuramente interessanti e curati ma non sono entrata nella filosofia.
Mi sono sentita catapultata dalla scrittura in un'ambientazione tipica di inizio 800, e già il periodo è sbagliato quindi una nota stonata.
Poi più che raccontare la vita erotica dei personaggi, mi è sembrato più un resoconto di una casa chiusa, di prostitute, e anche qui il concetto non c'è.
Quindi in sostanza bei racconti per chi riesce a entrarci dentro e si ritrova nel posto giusto al momento giusto. Purtroppo non è andata così per me. Resta comunque il fatto che sono scritti molto bene, e la lettura è scorrevole.

mercoledì 1 maggio 2013

ACIDO SOLFORICO di Amélie Nothomb

5/5 Trama: Un reality show dall'inequivocabile nome Concentramento, basato su regole che ricordano il momento più orribile della storia dell'umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva inviata a reclutare i concorrenti, che vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo dove altri interpretano il ruolo di kapò. La vita di tutti si svolge sotto l'occhio vigile delle telecamere e il momento di massima audience arriva quando i telespettatori decidono l'eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto. Gli strali della scrittrice da sempre al centro di polemiche colpiscono questa volta, con meno leggerezza ironica e più disgusto,una società in cui la sofferenza diventa spettacolo.

Un libro che farei leggere a tutti quelli scriteriati che amano Il Grande Fratello e reality simili. Concentramento è una trasmissioni in cui si vede riproposto il campo di concentramento nazista, solo che i kapò sono giovani tanto quando molti internati. Addirittura si arriva al televoto "elimina chi vuoi tu questa sera, i kapò lo faranno per te". Ma guardate come siamo ridotti, ogni volta che accendiamo il televisore spegnamo la nostra intelligenza, e inconsapevolmente alimentiamo questo mercato orribile. Un libro istruttivo e agghiacciante allo stesso tempo. 

[Una troupe televisiva recluta per le strade di Parigi i concorrenti di un reality show dall'inequivocabile nome Concentramento. I prescelti vengono internati in un campo dove altri interpretano il ruolo di kapò e dove la vita di tutti si svolge sotto l'occhio vigile delle telecamere... Gli strali nothombiani contro una società in cui la sofferenza diventa spettacolo.]

Note:
PAG.67
Zdena ricominciò a infilare il cioccolato nella tasca di CKZ114. Non la picchiava quasi più. E' molto difficile accanirsi su una persona quando sai come si chiama. Pannonique era diventata ancora più bella da quando aveva rivelato il suo nome. Quel gesto eclatante aveva accresciuto il suo splendore. E poi, si è sempre più belli quanod si viene definiti da un termina, quando si ha una parola tutta per sè. Il linguaggio ha più a che fare con l'estetica che con la pratica. Se volendo parlare di una rosa non si disponesse di alcun vocabolo, se ogni volta si dovesse dire "la cosa che sboccia a primavera e che ha un buon profumo", l'elemento in qustione sarebbe molto meno bello. E quando la parola è una parola di lusso, e cioè un nome, la sua missione è rivelare la bellezza. Nel caso di Pannonique, mentre la sua matricola si limitava a designarla, il suo nome le stava a pennello. Se si facevano risuonare quelle tre sillabe lungo il tubo di Cratilo, si otteneva una musca che corrispondeva al suo volto. Chi dice missione talvolta dice errore. Ci sono persone con un nome che non le rappresenta affatto. Incontri una ragazza con una faccia da Aurore e scopri che, da vent'anni, i genitori e i parenti la chiamano Bernadette. Eppure, una simile sbavatura non contraddice questa verità inflessibile: è sempre più bello avere un nome. Abitare delle sillabe che formano un tutto è una delle questioni incommensurabili della vita. 
PAG.76
"Se parli muori; se non parli, muori. Allora parla e muori."  
PAG.122
- Spettatori, buon divertimento! Avete condannato a morte il sale della terra e adesso vedrete morire quella che avreste voluto essere o quella che avreste voluto avere! Avete bisogno che sparisca perchè è il contrario di quello che siete voi: lei è la pienezza e voi siete il vuoto! Se voi non foste delle simili nullità, non trovereste intollerabile l'esistenza di colei che ha della sostanza! Una trasmissione come Concentramento è lo specchio della vostra vita ed è per narcisismo che la guardate in così gran numero!. 
PAG.127
E' così, l'eroismo: è per niente!   

IGIENE DELL'ASSASSINO di Amélie Nothomb

5/5 Trama: Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi divita. La stampa di tutto il mondo gli implora un'ultima intervista ma loscrittore, feroce misantropo, si è chiuso da anni in un silenzio segreto. Solocinque giornalisti riusciranno a incontrarlo. Dei primi quattro, il genialeromanziere si prenderà sadicamente gioco e con una dialettica in cui simescolano logica e malafede riuscirà ad annientarli sia sul piano personalesia su quello professionale. Il quinto invece, una donna, riuscirà a tenerglitesta e avere la meglio su di lui: l'intervista diventerà interrogatorio e poiduello senza respiro. Ne verrà fuori, poco a poco, un ritratto di PrétextatTach del tutto inedito.

Questa è la storia di un’intervista prima di tutto. Vari ragazzi tentano, inutilmente, di intervistare il premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach. Inutilmente non nel senso che non vengono ricevuti dal Signor Tach, semplicemente perché vengono umiliati. Non hanno letto nulla dei suoi scritti, o molto poco, pertanto le loro argomentazioni sono assai scarse e poco approfondite, in sostanza è un’intervista molto ambita, la vogliono per farcire il loro bagaglio di giornalisti, ma non hanno capito come deve essere preso l’oggetto dell’intervista. Poi arriva una donna, Nina, che già per il fatto di essere donna, molto disprezzate da Tach, la mette in difficoltà. Ma la sua preparazione è a livelli ottimali: ha letto tutto, anche uno libro incompiuto, “Igiene dell’assassino” che è autobiografico. Lo scrittore in questo libro racconta la sua storia di adolescente bello slanciato e adorabile che insieme alla cugina Léopoldine, non vuole diventare grande. Quindi fanno di tutto per rimanere bambini, mangiando poco, dormendo poco, facendo l’amore, lavandosi molto nel lago anche quando è freddo. Questo fintanto che la cugina purtroppo non deve soccombere ai cambiamenti ormonali tipici della donna, e in quel momento lui porrà fine alla sua vita strangolandola e liberandola dall’oblio. Un’intervista-confessione che porterà la stessa giornalista ad inebriarsi e a scambiare la proprio personalità con Tach. Mentre si legge si ha davanti agli occhi sempre la stessa scena, ambientazione, sapori e profumi, è una scrittura che mette a disagio, fino a quando entra in scena la donna, allora in quel caso si dimentica se stessi per immergersi completamente nella lettura. Sto cominciando seriamente ad amare questa scrittrice. 

[Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi di vita. Giornalisti di tutto il mondo vogliono intervistare lo scrittore che una feroce misantropia tiene isolato da anni. Solo una donna riesce a portare a termine l'intervista e a condurre un gioco che diventa presto un duello senza respiro.]

Note:
PAG.16
Se riescono a parlare della loro opera con aria affascinante e pudica, fuor di dubbio che sono scribacchini. Come vuole che uno scrittore sia pudico? È il mestiere più impudico del mondo: attraverso lo stile, le idee, la storia, le ricerche, gli scrittori parlano sempre di se stessi, e con le parole. Anche i pittori e i musicisti parlano di se stessi, ma con un linguaggio molto meno crudo del nostro. No, giovanotto, gli scrittori sono osceni; se non lo fossero, sarebbero ragionieri, conducenti di tram, centralinisti, sarebbero rispettabili.
PAG.54
Sono i lettori-rana. Costituiscono la stragrande maggioranza dei lettori umani, e tuttavia ne ho scoperto l’esistenza molto tardi. Sono così ingenuo. Pensavo che tutti leggessero come me; io leggo come mangio: questo non significa solo che ne ho bisogno. Significa soprattutto che entra nelle mie componenti e che le modifica. Non si è gli stessi che si mangi sanguinaccio o caviale, allo stesso modo non si è gli stessi se si è appena letto Kant (Dio ne scampi) o Queneau. In realtà, quando dico “si”, dovrei dire “io e qualche altro”, perché la maggior parte della gente emerge da Proust o da Simenon in uno stato identico, senza aer perduto una briciola di ciò che erano e senza aver acquisito una briciola in più. Hanno letto, ecco tutto: nel migliore dei casi, sanno “di che cosa parla”. Non pensi che esagero. Quante volte ho domandato a persone intelligenti: “questo libro vi ha cambiato?”. E mi hanno guardato, gli occhi sgranati, con l’aria di dire: “perché avrebbe dovuto cambiarmi?”. 
PAG.55
“In fondo la gente non legge; o se legge, non comprende; o se comprende, dimentica”. 
PAG.125
Il riso isterico: un’altra malattia femminile. Non ho mai visto un uomo torcersi come fanno le donne. Deve venire dall’utero: tutte le porcherie della vita vengono dall’utero. Le bambine non hanno utero, credo, o se lo hanno, è un giocattolo, una parodia di utero. Appena il falso utero diventa vero, le bambine devono essere uccise e così si risparmia loro l’isteria orribile e dolorosa di cui lei è vittima in questo momento.   

STUPORE E TREMORI di Amélie Nothomb

4/5 Trama: La giovane Amélie è al suo primo impiego alla Yumimoto, una delle 'aziende più grandi dell'universo'. Suo diretto superiore è Fubuki Mori, donna imperturbabile che prova piacere nell'umiliare la sua sottoposta. Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie, presto declassata a guardiana delle toilette. Ma la discesa agli inferi è resa meno amara dalla contemplazione della bella e orgogliosa Fubuki... [5° volume - biografia Nothomb]

La storia di un lavoro nel territorio del Sol Levante della stessa scrittrice. Dalla sua filosofia sul lavoro io ho solo da imparare. Si perchè io me la prendo tanto su certe cose, mentre invece l'autrice ha preso con estrema filosofia tutte le ingiustizie che cmq esistono in un ambiente di lavoro particolare come quello nipponico. Assolutamente spettacolare. 

[La giovane Amélie è al suo primo impiego alla Yumimoto, una delle 'aziende più grandi dell'universo'. Suo diretto superiore è Fubuki Mori, donna imperturbabile che prova piacere nell'umiliare la sottoposta. Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie, presto declassata a guardiana delle toilette. Ma la discesa agli inferi è resa meno amara dalla contemplazione della bella e orgogliosa Fubuki...]

Note:
PAG.78
L’onore consiste il più delle volte nell’essere idioti. 
PAG.85
Ricapitoliamo. Da piccola volevo diventare Dio. Molto presto compresi che era chiedere troppo e versai un po’ di acqua benedetta nel mio vino da messa: sarei stata Gesù. Presi rapidamente coscienza del mio eccesso di ambizione e accettai di ‘fare’ la martire, una volta diventata grande. Adulta, mi decisi a essere meno megalomane e a lavorare come interprete in un’azienda giapponese. Sfortunatamente, era troppo per me e dovetti scendere di un gradito per diventare ragioniera. Ma non c’erano stati freni alla mia folgorante caduta sociale. Mi venne dunque assegnato il posto di nullafacente. Purtroppo – avrei dovuto sospettarlo – era ancora troppo per me. Ottenni così l’incarico estremo: guardiana dei cessi. Dalla divinità alla latrina: c’era di che estasiarsi del mio percorso inesorabile. Di una cantante che riesca a passare dal registro di soprano a quello di contralto si dice che possiede una vasta estensione: io mi permetto di sottolineare la straordinaria estensione del mio talento, in grado di cantare tutti i registri, tanto in quello di Dio che in quello di signora Pipì. Passato lo stupore, la prima cosa che provai fu uno strano sollievo. Quando si lustrano i bagni sporchi, il vantaggio è che non c’è da temere di cadere più in basso. 
PAG.105
E fuori dell’azienda, che cosa dovevano aspettarsi i ragionieri dal cervello annacquato dai numeri? Birra di pragmatica con colleghi rimbambiti come loro, ore di metropolitana piena zeppa, una moglie già a letto, bambini già disillusi, il sonno che risucchia come un lavandino che si svuota, rare vacanze di cui nessuno conosce le modalità d’uso: niente che meriti il nome di vita. La cosa peggiore è che, nel resto del mondo, si pensa che questo gente sia privilegiata. 
PAG.119
Finché esisteranno finestre, l’essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà.