venerdì 11 agosto 2017

IL LIBRO DI CHRISTOPHER di R.J. Palacio

Trama 4/5: Christopher e Auggie si conoscono da sempre. Nati nello stesso ospedale, da subito sono diventati miglioriamici. In terza elementare, però, Christopher si è trasferito e ha perso un po’ i contatti con Auggie. Adesso sono entrambi in prima media media e Christopher non sta vivendo un momento felice: i genitori si stanno separando e sembra che tutto vada storto.
Per questo, quando viene a sapere della morte di Daisy, la cagnetta di Auggie, non se la sente di chiamarlo. Non ha voglia di brutti pensieri.
Ma a cosa servono gli amici, se non a essere presenti nel momento del bisogno? Ancora una volta sarà Auggie a ricordarlo a Christopher e a noi lettori, con la forza di un personaggio straordinario e di una storia che non smette mai di emozionare. [3° volume - Wonder Story]

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Rispetto al secondo volume della serie Wonder Story, ho trovato questo volume un po' più staccato dal contesto. Infatti non narra proprio le vicende tra Christopher e Auggie ma solo di Christopher che si troverà ad affrontare non solo una brutta giornata ma anche una brutta vicenda familiare.
E solo alla fine entrerà in gioco il suo migliore amico di sempre, Auggie.
Diciamo che nel libro ci sono vari riferimenti alla loro amicizia, qualche domanda che giustamente Christopher si pone nella sua esperienza quotidiana ma soprattutto nella sua esperienza di formazione e di evoluzione.
Nel secondo volume avevo pensato che fosse una mossa commeciale, d'altra parte se ti è piaciuto Wonder perché non proseguire? Da una parte sono ancora dello stesso parere, però è anche vero che spesso in un libro per non renderlo noioso e infinito, valorizzi uno o due protagonisti, e gli altri li lasci a margine, tanto che a volte non capisci cosa passi per la testa di questi e un po' ti rimane l'amaro in bocca. L'autrice qui in effetti vuole dare voce a tutti coloro che sono stati sono e forse saranno amici di Auggie, il bambino diverso. E forse ha tutto molto senso se visto nell'ottica che questi libri sono destinati a giovani che si stanno affacciando da poco nel mondo reale e si stanno confrontando con i primi disagi e le prime diversità.


LE COSE CHE RESTANO di Jenny Offill

Trama 5/5: Il padre di Grace crede nella scienza e costruisce per la figlia una casa di bambole con luci che si accendono davvero. La madre di Grace le racconta leggende africane e trascrive la storia dell’universo in una stanza dalle pareti dipinte di nero. Grace ha otto anni e la sua vita è come un labirinto da cui si diramano sentieri per altri mondi, fatti di numeri e fiabe, assurdità e meraviglie: ma poco alla volta anche quei mondi sbiadiscono, e la sua famiglia si disgrega. Grace è costretta a scegliere tra i propri genitori vulnerabili, diversissimi, pieni di difetti, e per farlo deve lasciare la sua casa nel Vermont e spingersi fino alle strade allagate di New Orleans, al deserto del Nevada, in un viaggio drammatico e fiabesco. Con la stessa poesia e intelligenza feroce di "Sembrava una felicità", Jenny Offill tesse il racconto di una bambina che vuole ardentemente capire la differenza tra verità, menzogna e speranza. Un romanzo che parla del confine sottile tra futuro e passato, il filo d’acciaio del presente su cui camminiamo come funamboli.

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Questo è il tipico libro difficilissimo da recensire.
Ad una prima e superficiale lettura sembra un libro insignificante, perché racconta le storie di una bimba di 8 anni (e la voce narrante per me è lei più grande) con una madre un po' bizzarra e sognatrice e un padre all'opposto metodico e pragmatico.
Ma tra le righe ci sono molti interrogativi e fa riflettere sulla vita futura di ogni "figlio" in base ai genitori che si ritrova. C'è chi pensa che avere i genitori sulle nuvole sia un vantaggio per avere un'infanzia felice e divertente, ma che poi non ti permette di avere le basi per una vita responsabile. Poi c'è chi pensa che avere genitori poco elastici e con mille regole sia una noia mortale per l'infanzia ma che in prospettiva a lungo termine permette di essere assolutamente ligi e corretti.
Insomma, dove sta la verità? La verità secondo me si colloca un po' di qua e un po' di là, gli estremi non vanno mai bene, però trovo che sia giusto avere genitori che ti permettono di sognare, genitori che ti raccontano storie, che ti permettono di inventarle e aggrapparti a questi sogni per rimanere un po' bambino sempre. Poi con l'andare dell'età sarà la vita stessa che ti togle i sogni, perché diciamolo fintanto che studi pensi sempre di sognare o di poter fare qualsiasi cosa, poi appena ti danno un lavoro (a me è capitato così), sembra che ti tolgano qualsiasi voglia di sognare ancora e alla fine, passano gli anni e non hai più nulla. Io ho avuto la fortuna di poter giocare e inventare storie con i miei genitori e ne ho un ricordo talmente bello che vorrei essermi fermata all'epoca. Poi mi hanno dato anche le giuste chiavi per crescere ed adattarmi alla vita, ma dentro di me un pizzico di sogno ce lo metto sempre perché lo trovo un ingrediente fondamentale per poter sopravvivere in mezzo a tanta deprimente realtà. D'altro canto se fossi cresciuta in mezzo a mille regole, mille restrizioni, mille impegni da adulti come vedo molti bambini moderni, penso che sarei diventata un adulto peggiore, perché mi avrebbero tolto già da parecchio tempo la capacità di sognare.
Non intendo "sogno" nel senso di vivere con la testa tra le nuvole, intendo la capacità di conoscere la differenza tra sogno e realtà e rifugiarsi in una o nell'altra a seconda del bisogno. Questo forse è ciò di cui devo ringraziare di più i miei genitori.
In questo libro sono presentati gli estremi, e in mezzo c'è questa bambina di 8 anni che si trova tra la mamma fin troppo sulle nuvole e il papà fin troppo pratico. La lettura è molto scorrevole ma al tempo stesso tagliente e spietata come poche. L'ho trovato un libro veramente molto profondo e che da spunto per moltissimi approfondimenti, ma soprattutto da spunto per leggere tra le pagine la storia di ogni lettore, l'analisi di ogni genitore che abbiamo avuto e che saremo, o che non saremo.
Una piccola perla tra i libri di questo stupendo editore :)

I GATTI NON HANNO NOME di Rita Indiana

Trama 4/5: La giovane protagonista di questo libro non ha nome. Passa l’estate lavorando come segretaria nella clinica veterinaria degli zii mentre i genitori sono in Europa. Intanto annota su un quaderno i possibili nomi per un gatto, ispirandosi alle persone e agli animali che colpiscono la sua immaginazione. Come Zio Fin, che sguscia di stanza in stanza per evitare le sfuriate della moglie, Zia Celia, la cui rabbia si proietta in forma di scritte al neon. Come Armenia, la cameriera che da bambina curava la tubercolosi con un cucchiaio; e ancora come Radamés,il ragazzo di Haiti la cui voce sembra uno sciroppo per la tosse.In un libro impossibile da riassumere se non leggendolo, Rita Indiana illumina quel breve, magico momento della vita in cui ci si mette in cerca della propria identità.Quando, per mantenere uno sguardo incantato sul mondo, si deve scendere a patti con la realtà senza abbandonare del tutto l’ingenuità dell’infanzia. Miscelando la pop art al “reale meraviglioso caraibico”, la scrittrice ci consegna il ritratto di una ragazzina indimenticabile. Questo libro è per chi adora raccontare le storie cambiando di volta in volta il finale, per Zazie, che non ha mai preso il metrò, per chi vorrebbe avere i capelli profumati al gelsomino, e per chi ha capito che niente dura per sempre ma si ostina a chiudere gli occhi per veder apparire le stelle sotto le palpebre.

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E' INCREDIBILE IL RUMORE CHE FA UNA CHIAVE NELLA TOPPA ALL'ALBA...
Quando mi è capitato in mano questo libro, mi è venuta subito in mente l'associazione con il libro "Il libro dei gatti tuttofare" di Thomas S. Eliot, in cui si parlava del fatto che i gatti non hanno un nome, o per lo meno non il nome che gli daresti tu, ma ad un certo punto sono loro che ti fanno capire quale nome sia il più adatto...
E quindi in completa fiducia ho preso e portato a casa questo libro, per due motivi:
1 probabile ci sia almeno un gatto
2 è della NN editore, quindi sicuro è bello
In effetti c'è un gatto, anzi una gatta, alla quale si cerca di dare un nome, c'è una ragazza i cui genitori vanno in ferie e quindi durante l'estate viene mandata dagli zii a fare qualche lavoretto nella clinica veterinaria, c'è lo zio che si riscopre buddhista, c'è la zia che è fredda e dura come una roccia, la badante, lavoratori haitiani in cantiere, la nonna un po' fuori, ci sono gli amici, ci sono le prime scoperte di se stessi, i primi gusti, i primi sentimenti contrastanti, ci sono tante cose in questo libro. Apparentemente non sembra niente di che, anzi sembrano una serie di paragrafi messi in fila senza nemmeno tanto senso.
Invece c'è un sacco di roba qui, perché mentre leggi torni anche tu all'adolescenza, perché forse noi ce ne siamo dimenticati, ma da adolescenti i pensieri sono come dei flash, non sono poemi o trattati, sono brevi, intensi e subito dopo passi ad un altro.
Quindi c'è un bellissimo viaggio nell'adolescenza raccontata con maestria, con amore e con delicatezza.
Unica nota che faccio, ma non per questo negativa, è che si tratta di letteratura sud-americana, di cui però purtroppo non ne ho sentito il sapore. Non ne ho percepito l'ambientazione, le caratteristiche differenti, in qualche pagina ho sentito il caldo umico ecco, ma nulla di più. Peccato, ma solo per cultura personale, ai fini delle lettura non è un problema.
Lettura piacevole, breve ma da gustare un po' alla volta.

LA PIETRA DI LUNA di Wilkie Collins

Trama 1/5: La pietra di Luna, prezioso e antico diamante giallo originario dell’India, dopo una serie di avventurose vicissitudini sopportate nel corso dei secoli, giunge in Inghilterra e viene donata a una giovane nobildonna di nome Rachel Verinder nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Il gioiello, di valore inestimabile, scompare in circostanze misteriose quella notte stessa e un famoso investigatore, il sergente Cuff, viene incaricato di ritrovarlo. L’indagine, per quanto accurata, non porta ad alcun risultato e causa, anzi, sgomento e confusione sia tra i membri della famiglia Verinder che nella servitù. Il romanzo, in cui tutti i personaggi sono apparentemente innocenti ma allo stesso tempo possibili colpevoli, si sviluppa seguendo le sorti della pietra di Luna, in un groviglio di eventi drammatici raccontati, di volta in volta, dai diversi protagonisti.A fare da sfondo a questo giallo così magistralmente costruito c’è una romantica storia d’amore che, insieme alla suspense e alla curiosità, tiene il lettore avidamente inchiodato al libro dalla prima all’ultima pagina. Unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi capolavori di Wilkie Collins, La pietra di Luna, alla sua uscita nel 1868, consacrò il clamoroso successo dell’autore e riuscì addirittura a destare l’invidia di Charles Dickens, suo grande amico e maestro.

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10/10/2016 Reading in progress...
Che palle sto libro non finisce più... e che leeeeento :(
02/11/2016 Reading in progress...
Ce la posso fare, mancano 60 pagine .....Madonna mia....
Quando leggete che un romanzo in principio uscì a puntate, leggetelo a puntate ecco...
Comunque ne do il lieto annuncio: sono riuscita a finirlo!!!!!
Ho tentato più volte di abbandonarlo, perché è talmente lento che durante la lettura speri che ti facciano fuori così almeno te lo risparmi... Poi però ero curiosa di vedere che fine aveva fatto sto benedetto gioiello.
Certo, è ovvio, è un thriller di altri tempi, pare uno dei primi thriller nelle storia, però guardate.... che palle, non si può leggere! 570 pagine di cui più della metà si potevano snellire o addirittura evitare, una ricerca lenta e noiosa che nemmeno le lumache eh...
Scusate la voce fuori da coro, ma che palle!!!! non mi piaciuto affatto ç_ç
(si era capito?--- magari qualcuno non ha inteso... che palle! )

IL LUPO E IL FILOSOFO di Mark Rowlands

Trama 4/5: Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un'università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin ("re" in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall'America all'Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell'umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: "il lupo è la radura dell'anima umana... svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi". La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perchè immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.

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Io che ho fatto studi tecnici non vado sempre d'accordo con la psicologia e la filosofia, quindi affronto questo tipo di letture con un certo timore. Però è anche vero che al di là degli studi che uno fa, la vita insegna quello che ti manca se sei abbastanza aperto da poterlo accettare. Non ho mai vissuto con un lupo e nemmeno con un cane, ho sempre avuto gatti e non so se la filosofia sia la stessa, ma credo proprio di no.
Comunque la lettura di questo libro l'ho trovata a tratti contrastante, nel senso che avrei avuto piacere di leggere più episodi di vita dell'autore con Brenin (il lupo) cosa che invece è stata un po' scarna. Per contro ogni capitolo raccontava nella prima parte gli episodi di vita e nella seconda parte passaggi filosofici che spesso non ho trovato così pertinenti, o comunque li ho trovati un po' disordinati. Questa parte di lettura mi è stata un po' pesante, avrei preferito decisamente una scrittura più scorrevole, forse più a portata di chi di filosofia non mastica nulla. Però è anche vero che ho dato un voto alto a questo libro perché l'ultimo capitolo ha invece in se moltissimi tratti di filosofia che mi hanno affascinato non poco e che ho trovato anche nella mia vita.
Alla fine devo dire che mi sono trovata tra le mani un libro molto interessante anche se non proprio facilissimo.

LUCE D'ESTATE ED E' SUBITO NOTTE di Jón Kalman Stefánsson

Trama 4/5: “A volte nei posti piccoli la vita diventa più grande”, a volte la lontananza dal rumore del mondo ci apre al richiamo del cuore e dei sensi, ci insegna ad ascoltare i messaggi dei sogni. È questo intenso sentire a erompere da ogni battito di vita in un paesino di quattrocento anime sperduto nella campagna islandese, dove la luce infinita dell’estate fa venir voglia di scoperchiare le case e la notte eterna dell’inverno accende la magia delle stelle. Un microcosmo che è come una lente di ingrandimento sull’eterna partita tra i desideri umani e le impietose trame del destino, tra i limiti della realtà e le ali dell’immaginazione. Il direttore del maglificio che all’improvviso, per decifrare la frase di un sogno, si immerge nel latino e nell’astronomia fino ad abbandonare tutto per i segreti dell’universo, l’impiegata delle poste avida di vita che legge ogni lettera per poi rendere pubblici i più piccanti affari privati dei compaesani, l’impeccabile avvocato che crede che il mondo si regga sul calcolo ma poi scopre che non può contare i pesci nel mare né le sue lacrime. Ogni sentiero dell’animo umano sembra trovare spazio in un caleidoscopio di storie che abbraccia le pulsioni più torbide e i sentimenti più puri, il palpito dell’unica breve estate vissuta dagli agnelli prima di finire al macello e il brivido di un antico rudere che sembra aver risvegliato i fantasmi, o il bisogno di mistero che è nell’uomo. Combinando l’incanto della poesia e un umorismo implacabile ma pieno di tenerezza per le debolezze umane, Jón Kalman Stefánsson cerca una risposta alla domanda “Perché viviamo?” e la insegue immergendoci nel fiume in piena della vita. Ogni storia è un mondo sospeso tra la terra e il cielo, come un mito universale, una parabola dell’esistenza, ogni pagina è una rivelazione che ci tocca nel profondo e ci stupisce, ci fa ridere, piangere, arrossire, sognare.

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Anche nella trilogia Islandese, e in questo ancora di più, avevo notato una caratteristica dell'autore: i suoi libri iniziano mooooolto lentamente e potrebbe capitare che il lettore sia tentato di abbandonare, invece piano piano la poesia comincia a delinearsi, il fine ultimo comincia ad illuminare il cammino, e i più valorosi continuano e giungendo alla fine del sentiero, trovano quanto avevano pazientemente cercato.
Il problema però sta nella tenacia. In questo libro, che tra l'altro io avevo capito essere una raccolta di racconti e chi lo sa il perché, si presenta la stessa lentezza, sembra che non si capisca cosa voglia raccontare, o semplicemente non si trova la poesia. Invece c'è, perché in questa storia si alternano diversi protagonisti, ognuno aggiunge quel po' alla narrazione, ci mette un tassello per vedere il quadro generale. E quando leggevo le altre recensioni che decantavano quasi a capolavoro l'ultimo capitolo, ho scoperto di aver avuto la giusta tenacia perché l'ultimo capitolo è a tutti gli effetti un capolavoro.
Il segreto è che avevo quasi tentato di abbandonare, ho avuto un momento di pausa, e poi l'ho ripreso poco convinta, ma in quel momento stavo ascoltando la canzone giusta, ero nella predisposizione d'animo giusta, e niente, è scivolato via tra le mani in un batter d'occhio e ora non mi resta che raccontare anche a me una piccola storiella del mio paese di poche anime, in cui non accade nulla, ma che per fortuna esiste...

LA RIVOLTA DEL CORRENTISTA di Mario Bortoletto

Trama 4/5: "Quella raccontata da Mario Bortoletto è una storia di straordinaria resistenza personale. Bortoletto, da solo, è riuscito a mettere in luce i meccanismi nascosti con i quali le banche lucrano sui conti correnti dei cittadini. e ha aperto un mondo, prima sconosciuto." (Riccardo Iacona) "Un giorno ti svegli e non hai più niente. Tutto quello che avevi ottenuto con i sacrifici di una vita diventa proprietà della banca. Disperazione e notti insonni, non ti rimane altro, nemmeno l'età per ricominciare. Ti prendono tutto, anche quello che in realtà non gli è dovuto. Molte persone credono di essere debitrici nei confronti delle banche mentre in realtà sono creditrici. Mi auguro che questo libro possa aiutarle ad avere giustizia." (Mario Bortoletto)

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Letto per motivi di lavoro... sono stata invitata a farlo, non l'ho scelto io.
Infatti mi aspettavo il solito malloppone con termini complicati che di solito non incrociano mai la mia strada. Invece è la storia raccontata dal sig. Bortoletto in persona, imprenditore padovano, che ha dovuto fare i conti con le simpatiche banche, che appena hai il conto fuori fido ti chiamano e ti obbligano a rientrare. Ovviamente le cause verso le banche per anatocismo e usura non si possono intentare a meno che tu non voglia chiudere i rapporti con quella banca...se ci devi stare ancora invece è meglio lasciar perdere.
La cosa che mi stupisce è che dopo le prime cause verso le banche non si siano fatte delle nuove normative per sistemare i conti di tutti, e per rimettere al loro posto le banche stesse...cioè le banche continuano a fregare, se vuoi fare le giuste perizie e intentare causa molto probabile che tu la vinca, ma intanto loro continuano...
mah...

DIFESA A ZONA di Pétros Márkaris

Trama 5/5: Mentre un terremoto provoca una frana che riporta alla luce il cadavere di unosconosciuto, un personaggio noto in tutta Atene viene ucciso. Due omicidimisteriosi per un'indagine mozzafiato che ci aprirà, con molte sorprese, leporte di piccoli piccoli universi carichi di ambiguità. [2° volume]

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Un nuovo e complicato caso di due omicidi che apparentemente non hanno nulla in comune ma alla fine si scopriranno tanti intrighi da far perdere la testa al lettore :) Commissario Charitos stai sereno e non farti/farmi venire la tachicardia :D

ULTIME DELLA NOTTE di Pétros Márkaris

Trama 5/5: Il commissario Kostas Charitos vive ad Atene, metropoli sospesa tra Oriente e Occidente, crocevia di immigrati clandestini, ex spie sovietiche e trafficanti d'organi. Charitos tenta comunque di ritagliarsi uno spazio di tranquillità personale, per dedicarsi anche ai propri problemi famigliari. Ma un efferato omicidio lo costringe a scendere in campo, scontrandosi con schegge impazzite di realtà. [1° volume]

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E' un po' che ho abbandonato la lettura dei thriller... una volta li divoravo, poi ad un certo punto ho fatto il giro di boa e mi parevano tutti uguali, capivo chi era il colpevole al terzo capitolo e ho perso quella passione travolgente...
Ora di tanto in tanto ci riprovo e con mio sommo piacere sono riuscita a scovare qualche autore che ancora mi fa battere il cuore e mi rende piacevole un genere per me oramai estinto.
L'anno scorso sono stata in vacanza in un'isoletta della Grecia, e così quando sono incappata in questo autore greco mi sono detta: "perché non provarci, visto che non è il solito americano e la Grecia mi è piaciuta, leggiamo qualcosa di diverso".
E devo dire che sono rimasta molto soddisfatta della scelta, anche se i nomi greci sono sostanzialmente impronunciabili (un po' come leggere i nord europei della Iperborea) l'ambientazione più familiare ed estiva mi è piaciuta molto. Il commissario Charitos poi, ripensando ai greci che ho incontrato in ferie, mi ha fatto un po' sorridere e ha conquistato la mia simpatia subito.
La storia si apre con l'omicidio di una coppia di albanesi e visto che il commissario odia sufficientemente i giornalisti, avrà proprio a che fare con una giornalista più "antipatica" del solito, anche se in realtà poi sono tutti messaggi e indizi che lei lascerà per la risoluzione del caso... e poi non vi dico nient'altro, godetevi la lettura :)

LO STRANO CASO DEL CADAVERE DI RAME di Alan Bradley

Trama 4/5: Nel vetusto college inglese di Alan Bradley, la piccola Flavia de Luce indaga su un cadavere nel laboratorio di chimica fisica. E quando la temeraria detective si mette in testa di risolvere un caso è meglio lasciarla lavorare. Il racconto 'Lo strano caso del cadavere di rame' (30 pagine) di Alan Bradley è tratto da 'La scuola in giallo' (Sellerio 2014).

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Ecco, Flavia De Luce riesce ad essere arguta e simpatica anche in 30 pagine :)

ALLA SCUOLA FEMMINILE DI CORANO di Esmahan Aykol

Trama 3/5: Intrighi tra i banchi di scuola per Kati Hirschel, l'avventurosa libraia turco-tedesca che ne combina di tutti i colori. Un viaggio per le strade di Istanbul, un’immersione totale nel suo miscuglio di suoni, odori e umanità, in compagnia di una guida d’eccezione che con commenti ironici e riflessioni strampalate riesce sempre a strappare un sorriso.
Kati Hirschel, l’avventurosa libraia di Istanbul, all’inizio non lo aveva riconosciuto, e quell’uomo non gli era piaciuto per niente. Era entrato nella sua libreria in pieno Ramadan, la barba che per metà gli copriva il viso, lo zucchetto che sfiorava le sopracciglia, una fascia che stringeva sulla vita i pantaloni larghi. Forse era uno di quelli che giravano per le spiagge e «invitavano le donne che facevano il bagno a seguire la parola di Dio. Forse adesso era il turno di quelle che vendevano gialli...».E invece lo conosceva, aveva un negozio e serviva il tè nella stessa strada ma poi, quando il quartiere di Galata era cambiato diventando sempre più turistico, aveva chiuso. Adesso quell’uomo ha bisogno di lei: la figlia più piccola ha lasciato la scuola «per imparare la religione». È entrata in una scuola femminile di Corano, e si è ammalata. Durante la lezione ha cominciato a tremare e poi è svenuta. Anche alcune compagne stanno male. I medici dicono che non hanno nulla, e tutto è molto strano. Kati non ha scelta, e parecchi dubbi. «Mi era difficile capire il mondo dei conservatori. Mandavano i figli a strani corsi di Corano e quando si ammalavano chiedevano aiuto ai librai!».

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Il problema di questi racconti brevi (tratti come in questo caso da raccolte di racconti) è che non fai in tempo ad abituarti all'ambientazione, personaggi, storia (anche se in questo caso per me era un ritorno in posti già conosciuti e amati) che è già finito....
E non sempre la storia riesce ad essere così soddisfacente proprio per la brevità.
Nonostante tutto mi è piaciuto, ma sono di parte, perché è stato un po' come tornare a casa, visto che i libri della Aykol li ho adorati.
In formato ebook giusto per il volo di andata per le mie vacanze :)

IL POSTO di Annie Ernaux

Trama 4/5: La storia di un uomo - prima contadino, poi operaio, infine gestore di un bar-drogheria in una città della provincia normanna - raccontata con precisione chirurgica, senza compatimenti né miserabilismi, dalla figlia scrittrice. La storia di una donna che si affranca con dolorosa tenerezza dalle proprie origini e scrive dei suoi genitori alla ricerca di un ormai impossibile linguaggio comune. Una scrittura tesissima, priva di cedimenti, di una raffinata semplicità capace di rendere ogni singola parola affilata come un coltello. Il posto è un romanzo autobiografico che riesce, quasi miracolosamente, nell'intento più ambizioso e nobile della letteratura: quello di far assurgere l'esperienza individuale a una dimensione universale, che parla a tutti noi di tutti noi.

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Dice bene la quarta di copertina: "è un romanzo autobiografico che riesce, quasi miracolosamente, nell'intento più ambizioso e nobile della letteratura: quello di far assurgere l'esperienza individuale a una dimensione universale, che parla a tutti noi di tutti noi".
Un romanzo autobiografico in cui la scrittrice alla morte del padre ripercorre le sue origini e la storia dei suoi genitori. E' un romanzo duro sebbene delicato, la scrittura non perde mai tono, e spesso ci si ritrova tra le righe. Come appunto dice la quarta, in qualche modo anche se le esperienze sono diverse, l'autrice si rivolge a tutti noi mettendo in luce cose personali, sensazioni e vicissitudini, tra le quali ognuno di noi si ritrova, perché leggendo la sensazione che ho avuto in alcuni tratti è stata proprio di cambiare nomi e situazioni e leggere la mia storia, e quella della mia famiglia.
Libro senza dubbio particolare che penetra sotto pelle.

LA FUGA di Lara Adrian

Trama 3/5: Ethan Jones sa che Tori Connors è la donna che vuole accanto, eppure, quando il programma Fenice è minacciato, non può far altro che mollare tutto e sparire. Tempo dopo, il destino li mette di nuovo di fronte, ma questa volta a minacciare il desiderio che continua a unirli è un misterioso assassino assoldato dai nemici della Fenice venuti a regolare i conti con il passato. Scott Thompson, un anonimo meccanico di motociclette, è in realtà un ex agente della CIA con il dono della premonizione. Phoebe Chadwick è una giornalista e deve la sua vita a Scott, che sventa un terribile incidente ferroviario. La giornalista vuole vederci chiaro ma non sa che mettersi sulle tracce dell'uomo equivale a finire nel mirino di chi lo vuole morto.

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Questa storia scritta a 4 mani è suddivisa in due parti:
- la prima scritta da Lara Adrian intitolata Lo Strappo
- la seconda scritta da Tina Folsom intitolata La Fuga.
Si basa sul programma Fenice che viene abbandonato, i protagonisti sono sostanzialmente due coppie, nel primo Ethan e Tori e nel secondo Scott e Phoebe. I ragazzi protagonisti hanno poteri extrasensoriali, in particolare hanno delle visioni di cose che avverranno nel futuro e qualcuno li vuole eliminare.
Certo è ovvio che se prendiamo questo libro in mano sappiamo bene che ci saranno elementi fantasy e storie d'amore improbabili e travolgenti.
Si annuncia una saga e come per i precedenti libri della Adrian sappiamo bene che il filo conduttore sarà lo stesso e i personaggi cambieranno ad ogni volume per poi comunque essere tutti legati.
Questa è la caratteristica di questo filone e dell'autrice.
Lettura piacevole, niente di impegnativo, da ombrellone ecco :)

GLI INGRATTABILI di Cornelius Kane

Trama 4/5: D’accordo, diciamolo subito: in questo libro ci sono cani e gatti che si comportano e parlano come gli esseri umani… o quasi. Amate i cani? Avrete il vostro eroe. Amate i gatti? Idem. In ogni caso, provate a leggere qualche pagina e vi troverete erete proiettati in un romanzo divertente, intelligente, pieno di sorprese, raffinato: un piccolo capolavoro di fantasia e arte narrativa. E quando avrete fatto la conoscenza di Crusher MacNash, il detective più impavido e scomodo della Squadra Scannamenti, e di Cassius Lap, il miglior agente del FBI, il Feline Bureau of Investigation, non potrete fare altro che seguirli fino alla fine della loro indagine. Perché nel mondo degli Ingrattabili si parla, si ama, si insegue, si sogna, si trama, si uccide… proprio come nel nostro. [1° volume]

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All'inizio di questa singolare lettura volevo abbandonare, mi pareva così tanto una stupidata, per non parlare dei nomi reali storpiati in cagnese/gattese...
Poi però sono andata avanti, con la scusa che era un libro leggerino quello che cercavo e questo rispondeva alle mie esigenze! E devo dire che alla fine non ne sono rimasta per niente scontenta, anzi, pur trovando certi nomi un po' estremi e ridicoli, la storia è un giallo a tutti gli effetti. Certo i protagonisti sono un cane (bull terrier, tra l'altro il mio preferito) e un gatto (siamese, stizzoso e con la puzza sotto al naso come solo un siamese può essere) che si ritrovano loro malgrado a lavorare zampa a zampa (gomito a gomito) allo stesso caso, e alla fine faranno squadra vincente! Diciamo che i nomi storpiati seppur ridicoli rimandano a personaggi umani reali e letta in questo modo la storia fila che è un piacere.
Sostanzialmente non ha nulla da invidiare a qualsiasi altro giallo disponibile in libreria ;-)

giovedì 10 agosto 2017

TOPKAPI di Eric Ambler

Trama 5/5: "Avevo bisogno di soldi, e quel tizio pareva averne ... come diavolo facevo a sapere che genere di persona era Harper?". Arthur Abdel Simpson è un apolide egiziano che si professa inglese, un volgare ladruncolo che vive di espedienti, circuisce i turisti che arrivano ad Atene e ruba i traveller's cheque dalle loro camere d'albergo. Ma Harper, l'uomo adescato appena fuori dall'aeroporto - uno che parlava "da americano" -, non è affatto quello che sembra, e lo coglie in flagrante. Arthur, temendo la polizia greca, accetta da lui quello che appare come un facile incarico, mettendosi subito nei guai alla frontiera. In stato d'arresto, gli rimane un'unica possibilità di salvezza: collaborare suo malgrado con il controspionaggio turco, infiltrandosi in quella che sembra una pericolosa banda di sovversivi. Nel meraviglioso scenario del bosforo, Ambler intesse una trama, nella quale il gioco di ricatti e colpi di scena si sovrappone a una galleria di memorabili ritratti; tra i quali, vivido e sferzante, spicca quello del protagonista, con la sua misera esistenza messa alla berlina, il profondo disincanto verso il mondo, la caccia ostinata al più sordido tornaconto. perchè in fondo, per arthur abdel simpson, "anche una briciola è meglio di niente".

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Visto l'amore per Istanbul che mi accompagna da sempre, e sempre mi fa desistere sull'andarci... appena visto il titolo del libro mi ci sono subito buttata!!! Come potevo farmelo mancare? Tra l'altro è il primo libro di Ambler che leggo, finora a me sconosciuto, ma mi sono documentata e ha scritto molti altri libri che provvederò a reperire. Non sono un'amante sfegatata dei gialli, non più quanto meno, però ho apprezzato molto la storia del truffatore che viene truffato e incastrato in un intrigo di furti... bello soprattutto il modo in cui si arriva all'epilogo, in uno scenario che parte dalla Grecia, fino alla meravigliosa Istanbul e il suo Topkapi!
Scrittura molto scorrevole, alla fine del libro mi sono dispiaciuta di averlo già terminato... era tanto che non me la spassavo così ;) ottima lettura in vista delle vacanze, non fatevelo mancare!

IL CUORE DELL'UOMO di Jón Kalman Stefánsson

Trama 4/5: Dopo "Paradiso e inferno" e "La tristezza degli angeli", esce il romanzo che conclude la trilogia di Jón Kalman Stefánsson. Protagonista il "Ragazzo", un giovane orfano che intraprende un epico viaggio di formazione attraverso l'Islanda di fine Ottocento e l'universo dell'animo umano, scoprendo la realtà, il valore dei sogni e il potere creativo delle parole. Dopo aver affrontato l'inverno eterno del Nord ed essere stato inghiottito da un precipizio tra i ghiacci, il Ragazzo è salvato dagli abitanti di un villaggio del fiordo. Qui rimane folgorato da Álfheiour, una misteriosa giovane con i capelli rossi e un doloroso passato. Nemmeno quando torna a sud, alla locanda di Plássio, dal capitano cieco che ha promesso di istruirlo e nutrire la sua passione letteraria, riesce a dimenticarla. Ed è infatti l'amore al centro di questo romanzo, in tutte le sue sfumature e complessità: da quello meramente fisico che il Ragazzo scopre in una traumatica avventura con Ragnheiour, provocante figlia di un commerciante locale, a quello infelice della ribelle locandiera Geirþrúour, che perde in mare il suo amante inglese e si piega a un matrimonio di convenienza. Come lei, tutti gli abitanti del villaggio trovano il proprio compromesso tra i sentimenti e il rigido ordine sociale di una piccola comunità in perenne lotta con l'asprezza della sua terra e le avversità del destino. Solo ascoltando il cuore l'uomo può affrancarsi dalla grigia quotidianità, la vita può vincere la morte... [3° volume - Trilogia Islandese]

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Che viaggio ragazzi, questo libro conclude un cerchio e ci riporta da dove siamo partiti, ma come ogni viaggio si ritorna molto più ricchi di prima.
Nei primi due volumi il cuore del ragazzo, e anche il fisico ovviamente, è messo a dura prova, dai viaggi duri in condizioni estreme e dalle perdite di persone care, ma il cuore si arricchisce di persone nuove e sentimenti mai provati prima. In questo terzo e ultimo volume, si fa un viaggio di ritorno per tornare al punto di partenza, e il ragazzo comincerà a provare un nuovo sentimento chiamato amore.
E' un romanzo più corale rispetto ai precedenti che invece erano più introspettivi e personali, in questo sono molte le voci, e molti i cuori sollecitati, infatti a tratti l'ho trovato più difficile da seguire e un po' più disordinato... per non parlare dei nomi islandesi impronunciabili...
Più che fare una recensione sull'ultimo volume mi pare più doveroso e utile farne una sull'intera trilogia, non voglio ripetere quanto già detto per i primi due libri, però ora a trilogia conclusa, non solo posso dire che si tratta di un viaggio, tra acqua montagne e neve e soprattutto tra i sentimenti di un ragazzo in continua crescita, ma anche si tratta di una consapevolezza di quanto viaggia il nostro cuore.
Tutto quello che la vita ci pone di fronte, siano gioie e dolori, felicità o tristezza, compagnia o solitudine, tutto tende a essere governato dal cuore e tutto tende alla felicità, vera o apparente che sia...
Perché dico questo? perché le parole di questo autore ti costringono a vedere le metafore che usa durante la narrazione e ti fa riflettere sul fatto che anche tu piccolo individuo in continua crescita, hai dovuto affrontare varie cose nella vita, positive e negative, quelle positive di hanno fatto gioire, quelle negative ti hanno fortificato e ti hanno fatto capire la differenza, e in quel preciso momento, hai lottato con tutte le tue forze per andare verso la felicità, anche quando ti sei un po' "adattato" per convenienza o perché era il male minore, e a ben guardare alla fine chi ti ha spianato la strada non è stata la testa, quanto invece il cuore.
Fisicamente è un muscolo portentoso che ti dona la vita, sempre sollecitato anche a livello sentimentale, se non ci fosse il cuore, saremmo sostanzialmente tristi e inutili...
Io amo Stefánsson, amo la sua poesia, amo la sua Islanda :)

MISTY CIRCUS VOL.2 di Victoria Francés

Trama 5/5: Sasha è un ragazzino molto speciale che, dopo aver perso i genitori all'età di dieci anni, viene costretto a vivere in un orfanotrofio. Ma il supplizio non durerà a lungo perché il bambino, accompagnato dall'inseparabile gattino Josh, riuscirà a scappare e a partire alla ricerca del proprio posto nel mondo: persi nell'oscurità di una densa foresta, i due scopriranno per caso uno strano circo - il Misty Circus del titolo - ed entreranno così in un mondo fantastico e senza tempo in cui Sasha proverà finalmente a liberarsi dai fantasmi del suo drammatico passato. [2° volume]

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MISTY CIRCUS VOL.1 di Victoria Francés

Trama 5/5: Venite, signori, venite a vedere Sasha, la bella maschera di Pierrot, e il suo piccolo amico Josh!Apprezzate, signori, la sua eleganza,la sua figura delicata ed il suo aspetto triste, e godete del suo numero speciale! Non c'è al mondo meraviglia iglia più grande, numero più commovente nè attore più circense più straordinario!
Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze,il povero Sasha si sente diverso, ed è triste e solo al mondo. [1° volume]

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IL LAMENTO DELL'OCEANO di Victoria Francés

Trama 3/5: Hans e suo padre sono in viaggio per mare su un galeone, mentre sulla terraferma scoppia una violenta ondata di peste. Non sanno che il terribile morbo è già presente a bordo e ha colpito entrambi: il padre del giovane è il primo a soccombere e Hans non riesce più a nascondere i segni del contagio. Quando il suicidio sembra essere l'unica via d'uscita il fato scopre finalmente le carte, e dagli oscuri abissi del mare affiora una sirena misteriosa, bellissima e sola. Victoria Francés torna con una storia dall'affascinante ambientazione e ancora una volta intrisa delle atmosfere tenebrose e romantiche che hanno già conquistato migliaia di fan in tutto il mondo. Un libro da leggere e sfogliare, indugiando sulle magiche illustrazioni che hanno reso celebre la giovane promessa spagnola del gotico.

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Belle le immagini, senza dubbio, un po' ripetitive e simili alla collezione Favole, la storia sebbene riprenda un classico, mi ha un po' indispettivo... sempre le donne che si sacrificano per gli uomini, e questo la dice lunga sulla storia della donna...

PORCELAIN di Moby

Trama 5/5: Se c'era uno che difficilmente avrebbe potuto sfondare come DJ e musicista nei club newyorkesi a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, quello era Moby. Era la New York del Palladium, del Mars, del Limelight e del Twilo, un'epoca edonistica e sfrenata in cui la dance era ancora un fenomeno underground, radicato soprattutto nella comunità operaia afroamericana e latinoamericana. E poi c'era Moby, che oltre a essere un ragazzino bianco pelle e ossa proveniente dal cuore del Connecticut era un cristiano devoto, vegano e astemio. Non senza complicazioni, Moby trovò la sua strada, una strada accidentata e lastricata di eccessi sciagurati - ma, col senno di poi, anche spassosi - che lo avrebbe portato a un successo quanto mai effimero. Ecco perché sul volgere del decennio Moby contemplava già la fine, della carriera come di altre dimensioni della sua vita, una sensazione che incanalò in quello che pensava sarebbe stato il suo canto il suo addio, l'album che in realtà era destinato a segnare l'inizio di una nuova e sbalorditiva fase, il mega-bestseller "Play". Generoso quanto inesorabile nel raccontare un mondo perduto e il ruolo che vi ricopre il suo protagonista, "Porcelain" è al contempo il ritratto di una città e di un'epoca e una riflessione sul momento più carico d'ansia della vita di ciascuno di noi, quello in cui siamo soli e scommettiamo su noi stessi senza avere la minima idea di come andrà a finire, con il terrore di essere a un passo dal venire scaraventati fuori dalla porta.

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Quando penso a Moby mi viene in mente il film Alta Fedeltà, il commesso timido ansioso e pelatino interpretato dall'attore Todd Louiso... Io e Moby non siamo proprio coetanei, abbiamo 12 anni di differenza, ma la musica anni 90 che nomina in tutto il suo libro, beh io la conosco, l'ho ballata fino allo sfinimento, era l'epoca in cui adoravo trasgredire, io e la mia amica bazzicavamo tutte le settimane le disco le feste, i rave un po' meno... abbiamo bevuto e fumato fino a stare male, ma non siamo andate più in là con le droghe, forse non ne abbiamo mai avuto il coraggio, o forse più semplicemente ci bastava qualcosa da bere per divertirci tanto e non ci serviva un divertimento più pilotato e catatonico...
Beata gioventù!
Comunque, è bello leggere Moby, è stato un tuffo nel mio passato ed è stato un bel passeggiare tra le avventure della sua vita. A me Moby piace proprio tanto... fossimo stati più vicini avrei potuto innamorarmene ma lo amo anche da oltre oceano, i suoi cd li ho consumati, quanto meno gli ultimi della sua carriera.
E lui beh, tra le righe io l'ho percepito una persona normalissima, avrebbe potuto essere uno di noi, anche verso la fine del libro, non ho avuto la sensazione che il successo in qualche modo lo abbia reso più fighetto, a me lui sembra genuino, buono, dolce, genio e pazzo in modo più o meno costante.
Lui è stato anche uno dei primi vegani, quando io ancora non sapevo nemmeno che esistessero i vegani, e ha bevuto l'impossibile, ed è stato povero, e ha vissuto in postacci che nemmeno a passarci davanti...
Lui è uno vero, ecco, lui non è solo famoso, lui è stato tante cose prima, e il suo essere famoso pur essendo indiscutibile, è marginale.
Passeggiare con lui per le vie di New York è stato un viaggio entusiasmante, che lui mi ha permesso di fare tenendomi per mano, aiutandomi a capire per quanto possibile un po' della sua poesia e genialità... Grazie Moby, ti porto con me :)