4/5 Trama: L'io narrante è Mao, una ragazza che vive con la madre in una
comunità religiosa sorta attorno alla carismatica figura della nonna,
guaritrice e veggente. La setta, dopo la morte della fondatrice, ha
cominciato a tradirne gli insegnamenti e si è trasformata in impresa a
scopo di lucro. Mao se ne allontana sempre più e in occasione di una
delle sue fughe incontra una coppia di motociclisti. Chiama lei "mamma";
lui invece si chiama Hachi, è stato abbandonato da piccolo dai genitori
hippies giapponesi in India e ai religiosi genitori adottivi ha fatto
voto di ritirarsi su una montagna per dedicarsi a una vita ascetica. Con i
due Mao instaura una relazione d'amore.
Quando si è in procinto di affrontare qualcosa di
sconosciuto e di enorme, l'animo si rende conto di non potercela fare da
solo e così, per quanto la mente si impegni a trattenerlo, cerca di
scappare lontano e perdersi.
*Non lo so, forse sarà dura
da morire e mi dispererò piangendo. A dire il verità, però, sento che
riuscirò facilmente ad abituarmi alla mancanza di quelle cose che, se
non ci sono, non ci sono e basta. Lo farò pian piano e alla fine le
vedrò tutte molto lontane. Adesso non riesco neanche a immaginarlo, ma
in mezzo alla natura selvaggia credo che la coscienza cambi. Tutto
sommato quando sono arrivato qui la prima volta ero terrorizzato e
pensavo che non ce l'avrei mai fatta a stare in questo paese. Adesso,
invece, me la sto spassando.*
Nessun commento:
Posta un commento