3/5 trama: Cinque artisti, cinque cantanti, "a voce nuda". La voce è il loro
strumento, la loro ragione di essere. Sono in clausura nello Château de
Luth, in Belgio, per provare una composizione di un musicista italiano,
forse un genio, forse un cialtrone. Due settimane in cui devono
condividere tutto. E sono così diversi l'uno dall'altro. Credono di
conoscersi. Rinchiusi insieme, nel calore dell'estate, scoprono però di
avere un corpo oltre la voce. E non sanno che li aspettano le due
settimane più sconvolgenti della loro vita. Un breve libro di misteriose
armonie, di dissonanze e tensioni occulte, un gioiello paragonabile a
Giro di vite di Henry James.
Attraversando la strada, il tatto e l’udito, non sorretti dalla vista,
le dissero che i piedi abbandonavano l’asfalto liscio per approdare ai
margini fogliosi del bosco. Avanzò cautamente trascinando il passo,
affidando all’aura corporale il compito di segnalarle l’approssimarsi
degli alberi. Su in alto, il cielo restava nero; forse quella
fastidiosissima umidità indicava che era nuvoloso. Sfilò la torcia di
tasca indirizzando il sottile raggio sul terreno davanti a sé. Un
cerchietto di foglie e terra emerse dall’oscurità come l’immagine su uno
schermo televisivo. Inclinando il polso si spostò, guizzando avanti e
indietro fra gli alberi, facendosi via via più tenue. Dopo appena trenta
secondi di utilizzo, la batteria della torcia era già stanca; quella
minima scorta di energia non poteva sostenere la sfida di un intero
bosco immerso nella notte. La spense augurandosi che andasse tutto per
il meglio.
Lo sai perché sei qui, vero? La sfidò una voce dentro di lei. Ma non ebbe paura: era la sua voce intima e paziente…
No, dimmelo, perché sono qui?
Stai aspettando quel grido, fu la risposta.
Si addentrò ulteriormente nel bosco, impaurita e impenitente. Un venticello sussurrava fra gli alberi, una vera benedizione dopo il calore stagnante e intrappolato all’interno della casa. Stava solo prendendo una boccata d’aria fresca, tutto qui. I fantasmi non esistono: alla luce del giorno, un fantasma avrebbe immancabilmente rivelato di essere un gufo, o un lupo, o tuo padre sulla soglia della tua camera da letto, o una busta di plastica impigliata in un ramo, agitata dal vento.
I morti restano morti. I vivi devono tirare avanti, senza aiuto né intralci da parte del mondo degli spiriti.
Lo sai perché sei qui, vero? La sfidò una voce dentro di lei. Ma non ebbe paura: era la sua voce intima e paziente…
No, dimmelo, perché sono qui?
Stai aspettando quel grido, fu la risposta.
Si addentrò ulteriormente nel bosco, impaurita e impenitente. Un venticello sussurrava fra gli alberi, una vera benedizione dopo il calore stagnante e intrappolato all’interno della casa. Stava solo prendendo una boccata d’aria fresca, tutto qui. I fantasmi non esistono: alla luce del giorno, un fantasma avrebbe immancabilmente rivelato di essere un gufo, o un lupo, o tuo padre sulla soglia della tua camera da letto, o una busta di plastica impigliata in un ramo, agitata dal vento.
I morti restano morti. I vivi devono tirare avanti, senza aiuto né intralci da parte del mondo degli spiriti.
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