5/5 Trama: In una Londra autunnale, due tragici eventi concatenati imprimono una
svolta improvvisa e radicale all'esistenza di Maryam Mazar, iraniana di
nascita: la morte della sorella a Teheran e la dolorosa interruzione
della gravidanza della figlia Sara aprono uno squarcio nell'apparente
tranquillità della sua vita e del suo matrimonio. Rinnegata in gioventù
dalla famiglia d'origine per un peccato non commesso, la donna decide di
tornare nella terra che è stata costretta ad abbandonare per affrontare i
fantasmi del passato e cercare così di ricomporre una trama le cui
lacerazioni non possono essere rimarginate dalle premure dell'ignaro
marito inglese. Sarà il piccolo paese in cui è cresciuta, incastonato fra
i paesaggi montani che Maryam ha conservato, immutati, nella memoria, lo
scenario del riavvicinamento alla figlia. Nel tentativo di riannodare i
vincoli delle loro vite, di svelare le radici di tanta inquietudine e di
riconciliare due culture profondamente diverse, Sara segue la madre in
Iran e scopre quale terribile prezzo Maryam ha dovuto pagare per la
libertà.
La collera è senza ritorno. Non si può ritirare uno schiaffo dato. E ci
sono parole che una volta dette non si cancellano più. Si insinuano
dentro, per quanto tu possa rammaricarti e sperare e pregare, finché un
giorno succede qualcosa di terribile.
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