3/5 Trama: Krabat, giovane orfano che vaga di villaggio in villaggio all'epoca in
cui quello del viandante era quasi un mestiere, fa uno strano sogno:
undici corvi appollaiati su una stanga lo chiamano con insistenza
invitandolo al mulino della palude di Kosel. Poiché il sogno si ripete
per più notti il ragazzo decide di mettersi alla ricerca di quel luogo,
lo trova davvero, viene ingaggiato dal mugnaio come apprendista e inizia
il suo tirocinio con altri undici garzoni. Ben presto Krabat si rende
conto d'essere finito in una scuola di magia nera, ma allettato
dall'idea di diventare un esperto nell' "arte delle arti", quella che
consente di acquisire un immenso potere, accetta di seguire gli
insegnamenti del mugnaio maestro. Allievo diligente Krabat non sa però
rinunciare al mondo esterno ed è sempre pronto a coglierne i richiami di
vita e d'amore; inoltre troppe sue domande rimangono senza risposta:
chi è il misterioso Compare che giunge al mulino nelle notti di
plenilunio? Quali orribili sostanze tritura quella che viene chiamata la
Macina Morta? Così nel ragazzo matura a poco a poco la decisione di
opporsi al potere del maestro, di trasformarsi da allievo prediletto in
antagonista. Ecco che allora la favola a forti tinte si rivela per
quello che è in realtà: un romanzo il cui fulcro narrativo è costituito
dalla scelta fra potere e amicizia, potere e amore, potere e libertà;
una saga vendica (i personaggi sono per la maggior parte sorabi della
Lusazia) che, dopo aver immerso il lettore nella cupa atmosfera della
magia usata per scopi malvagi, lo fa pian piano riemergere alla
luminosità del sentimento.
Arrivata alla fine del libro mi sono sentita in colpa. Avevo riposto
molte aspettative nella storia e una volta chiuso il libro non mi è
piaciuto poi così tanto come avevo sperato.
C'è da tenere conto che è un racconto di magia nera tra il gotico e l'horror scritto negli anni 80, il che tutto sommato gli rende il merito di essere un gran bel libro, ma letto ora, in questo contesto forse perde un po' di quel sapore gotico che 25 anni fa avrebbe fatto rabbrividire chiunque.
Se poi a questo aggiungiamo una storia d'amore, non particolarmente approfondita e nemmeno sviluppata, il sapore dell'amaro in bocca resta.
Mi trovo d'accordo con altri commenti letti, che in effetti dal libro si trae la grande morale che l'amore arriva dove non arriva l'occhio. Su questo assolutamente non ho nulla da obiettare.
Diciamo quindi che non è un libro che mi ha soddisfatto poi molto...quasi perdibile.
C'è da tenere conto che è un racconto di magia nera tra il gotico e l'horror scritto negli anni 80, il che tutto sommato gli rende il merito di essere un gran bel libro, ma letto ora, in questo contesto forse perde un po' di quel sapore gotico che 25 anni fa avrebbe fatto rabbrividire chiunque.
Se poi a questo aggiungiamo una storia d'amore, non particolarmente approfondita e nemmeno sviluppata, il sapore dell'amaro in bocca resta.
Mi trovo d'accordo con altri commenti letti, che in effetti dal libro si trae la grande morale che l'amore arriva dove non arriva l'occhio. Su questo assolutamente non ho nulla da obiettare.
Diciamo quindi che non è un libro che mi ha soddisfatto poi molto...quasi perdibile.
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