4/5 Trama: Lupo è la storia di Nunzia e Palmira, due giovani donne legate da
qualcosa di molto forte e istintivo, che va oltre il semplice legame di
sangue. Tutte le sere Nunzia "bocca di cowboy", abbandonata da un padre
che ha lascito la famiglia per combattere con gli Hezbollah nel libano
degli anni Ottanta, e Palmira, nata da una madre respingente
ossessionata dal demonio e dall'incesto, si incontrano sopra il terrazzo
e sotto la luna. Le due donne si confidano amori, ricordi, visioni,
paure; ci trascinano in un mondo arcaico e passionale, pieno di racconti
che si intrecciano in una rete fittissima e di piccoli segreti nascosti
in una masseria disabitata. A interrompere il loro esclusivo legame
arriva Istanbul, uno straniero bello come il diavolo, che incanta
Palmira risucchiandola in una storia d'amore animalesca, tormentata a
tratti violenta. Scritto con ritmo fluido e cadenzato, Lupo ha sullo
sfondo il rumore del mare, il suono del tamburello, passioni che
sfiorano il morboso e una ciclicità inevitabile, puntuale come il
destino delle protagoniste.
E' un libro strano, come il precedente che ho letto.
C'è da dire che quando racconta e ricorda la masseria, all'epoca in cui era piccola e ci viveva con la nonna, mi ha fatto sentire quel strano sapore in bocca della nostalgia, quando ti ricordi delle stanze, dei profumi, delle stagioni che si susseguivano accompagnate da certi riti...
E' stato un piacevole crogiolarsi nella nostalgia.
C'è da dire che quando racconta e ricorda la masseria, all'epoca in cui era piccola e ci viveva con la nonna, mi ha fatto sentire quel strano sapore in bocca della nostalgia, quando ti ricordi delle stanze, dei profumi, delle stagioni che si susseguivano accompagnate da certi riti...
E' stato un piacevole crogiolarsi nella nostalgia.
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