mercoledì 9 agosto 2017

FELICI SENZA FERRARI di Koike Ryunosuke

Trama 4/5: Vivere con poco fa bene all'anima.

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Libro molto complicato da recensire, all'interno riporta una serie di concetti che tutti conosciamo ma che abbiamo più o meno volutamente dimenticato.
Inizialmente pensavo che sarebbe stata una lunga serie di consigli inutili votati alla povertà come solo un monaco buddhista potrebbe suggerire.
Invece mi sono ritrovata ad analizzare una filosofia del tutto diversa e un elenco di concetti quanto mai tangibili e reali e al tempo stesso agghiaccianti.
La prima cosa che mi ha fatto riflettere è stata la differenza tra necessità e desiderio.
Il monaco non suggerisce di regalare tutti i propri beni materiali e i soldi, ma di capire nella nostra vita così ci è assolutamente indispensabile e cosa invece è puro sfizio.
Ora, quando dico parlando con amici, che qui crisi non ce n'è, la gente mi guarda male e io spiego: quando la gente non avrà i soldi per vivere probabilmente quella stessa gente non la incontrerò al ristorante, al cinema, o al centro commerciale a prendere l'ultimo smarth phone o tablet. Se non si hanno soldi, si predilige comprare da mangiare o no? Ecco il monaco appunto fa riflettere sulle priorità che diamo quotidianamente alle cose che per noi sono necessità quando invece non lo sono. Quindi facendo un bilancio di tutte le cose che regnano a casa mia mi sono resa conto che almeno la metà le ho comprate mossa da un impulso e non da vera necessità. Quindi provando per un po' a fare "economia" e abbandonando il desiderio che spinge all'acquisto di cose inutili, l'animo è più libero e quindi più felici.
Lo stesso vale per i soldi, c'è chi li accumula come se domani dovesse comprare il mondo, ma alla fine a cosa serve? Una volta c'era il baratto, poi è subentrato il denaro per facilitare lo scambio, ora sperperiamo il denaro per cose che non ci servono e facciamo i taccagni quando ci serve qualcosa e costa un po' di più del nostro budget (che però prima abbiamo sperperato).
Quindi la filosofia dovrebbe essere: compro meno boiate, ho più soldi, non sono taccagna, mi compro senza badare a spese quello che mi serve (in primis dovrebbe esserci il cibo che serve al sostentamento).
Il monaco comunque non ha mai suggerito di vivere al limite della sussistenza, anzi lui stesso dice che per il cibo soprattutto e per quelle due o tre cose che gli sono necessarie non bada a spese, e questo perché ha eliminato il desiderio che ci porta all'accumulo e quindi all'infelicità.
Facendola un po' semplice, da qui si capisce come mai abbiamo tutto e non siamo felici, e guardiamo al passato quando non c'erano troppe cazzate da comprare, non c'era la pubblicità ad ingannarci, e stavamo tutti meglio.
Oramai la nostra società basa il valore di una persona su quanti beni ha, quando grande ha la casa, ha la macchina potente, ha tanti soldi in banca, veste firmato, ha l'ultimo telefono, ha l'ultimo pc ecc.
E il non avere questo ci mette tristezza perché sappiamo che è il metro di misura per essere accettati.
E poi si potrebbe parlare molto di questo libro e di quello che solleva.
Io lo regalerei a praticamente tutti quelli che conosco, fate un po' voi come siamo presi male, me compresa che facendo un rapido inventario ho comprato il pacco famiglia delle limette per unghie perché era in offerta e ho scoperto che sono 2 anni che uso sempre la stessa limetta. Ecco che ho cominciato a capire un meccanismo a me sconosciuto, o sopito in fondo al cassetto, dietro le limette per unghie....
ç_ç ahimè devo rivedere parecchi desideri e parecchie necessità...

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PAG.167
Ciò che dice il buddha è che nel momento in cui avrete annullato i desideri mondani, troverete la pace, e questo è il nirvana. Oltrepassare il desiderio.

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