Trama 2/5: I Ganimediani, alieni simili a grandi molluschi, hanno conquistato la Terra anche grazie alle loro doti telepatiche. L'umanità è ridotta in schiavitù, ma è molto più ingovernabile e imprevedibile del previsto. Intrighi di potere ganimediani e lotta per la resistenza degli umani ruotano attorno a una pericolosa teoria psichiatrica e a un'altrettanto pericolosa arma che ottiene il controllo emotivo della mente, amplificando le paure inconsce e causando terrificanti allucinazioni. Una nuova esplorazione dei confini tra realtà e illusione e dei rapporti tra manipolazione della mente e potere, tematiche care alla scrittura di Dick, qui affrontate in un romanzo a quattro mani con Ray Nelson.
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C'è una cosa che mi ha sempre affascinato e inquietato nei libri di fantascenza (non in tutti però) ed è il concetto di conquista.
Molti autori li considero dei visionari, concetto riduttivo, ma non saprei come definirli altrimenti. Cioè gente che negli anni 50-60-70 già immaginava macchine volanti, robot, imperi, altri pianeti, ecc... per non parlare di libri di tipo Nuovo Mondo o 1984, mi spaventano da morire, non solo perchè molti concetti si sono già manifestati, ma perchè sono riusciti a vederli con decenni di anticipo senza nemmeno sapere che saremmo arrivati qui e ora. Comunque, al di là di questo, anche la conquista di nuovi pianeti e popolazioni aliene, mi fa sempre un certo che, insomma, perchè quando immaginiamo di trovare altri pianeti abitati pensiamo subito a conquistarli, annientarli e a prendere possesso di quello che è loro?
Anche da piccoli, mi ricordo, che quando si inventavano storie di questo genere, il fine ultimo era la conquista...
Sarà mica che siamo sempre perennemente in delirio di onnipotenza e abbiamo di conseguenza grandi problemi di autostima???
Io sogno la conoscenza, non la conquista... oibò
Molti autori li considero dei visionari, concetto riduttivo, ma non saprei come definirli altrimenti. Cioè gente che negli anni 50-60-70 già immaginava macchine volanti, robot, imperi, altri pianeti, ecc... per non parlare di libri di tipo Nuovo Mondo o 1984, mi spaventano da morire, non solo perchè molti concetti si sono già manifestati, ma perchè sono riusciti a vederli con decenni di anticipo senza nemmeno sapere che saremmo arrivati qui e ora. Comunque, al di là di questo, anche la conquista di nuovi pianeti e popolazioni aliene, mi fa sempre un certo che, insomma, perchè quando immaginiamo di trovare altri pianeti abitati pensiamo subito a conquistarli, annientarli e a prendere possesso di quello che è loro?
Anche da piccoli, mi ricordo, che quando si inventavano storie di questo genere, il fine ultimo era la conquista...
Sarà mica che siamo sempre perennemente in delirio di onnipotenza e abbiamo di conseguenza grandi problemi di autostima???
Io sogno la conoscenza, non la conquista... oibò
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PAG.31
...Il problema centrale dell'uomo è proprio il non trovarsi mai nel posto in cui effettivamente si trova, bensì nel posto in cui sta andando o in quello da cui viene. Pertanto, quando sono solo non sono mai davvero da solo. E quando sono con qualcuno non sono mai davvero con qualcuno...
PAG.86
L'ottusità in quell'individuo sembrava fuori dell'ordinario, un livello di stupidità raggiungibile soltanto grazie a una lunga pratica e a un duro lavoro.
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