Trama 4/5: Nella Vienna fin de siècle, abbandonato da Lou Salomé, giovane donna dal fascino incantevole con cui ha condiviso un esaltante ménage à trois, Friedrich Nietzsche, schivo, solitario, asociale, è in preda a una disperazione estrema che gli ha fatto tentare più volte il suicidio. Uno stato che si manifesta con una moltitudine impressionante di sintomi: emicrania, parziale cecità, nausea, insonnia, febbri, anoressia. Gli è accanto Joseph Breuer, stimato medico ebreo, futuro padre fondatore della psicanalisi, che sottopone il filosofo alle sue cure, basate sulla convinzione che la guarigione del corpo passi attraverso quella dell'anima. Reduce dal difficile rapporto con un'altra paziente, Anna O., su cui ha sperimentato un trattamento psicologico rivoluzionario, anche Breuer è in preda a una depressione profonda dovuta alla forte attrazione che prova per la donna, a dissapori matrimoniali, al senso di soffocante prigionia causata dai legami e dalle convenzioni della vita borghese. Tra Breuer e Nietzsche, nel corso di numerose sedute successive, si instaura un dialogo serrato e coinvolgente nel corso del quale il primo cerca invano di arrivare alle radici del male oscuro del filosofo e di indurlo ad aprirgli il cuore. Alla fine, il medico ha l'idea risolutiva: vestiti i panni del paziente e confessando tormenti, pene e preoccupazioni a Nietzsche, riesce a infrangerne l'impenetrabile isolamento e a provocare in lui una liberatoria catarsi emotiva.
***
Anch'io ho pianto le mie lacrime...
Ci sono libri che quando inizi a leggerli, poi ad un certo punto rallenti, e ne leggi solo poco per volta, perché sai che finiranno e ti viene già l'ansia al pensiero. Perché accompagnano le tue giornate ma ti entrano anche dentro, ti fanno riflettere, e ti cambiano la vita se sai leggerli veramente.
Io ho fatto studi tecnici quindi di filosofia psicologia e compagnia bella non so nulla.
Di sicuro tra i nomi fatti in questo libro conoscevo (per sentito dire eh) Nietzsche e Freud, degli altri, che poi mi sono documentata e ho scoperto che sono realmente vissuti, non sapevo nemmeno che esistessero.
Tipo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Breuer
https://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud
https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Nietzsche
https://it.wikipedia.org/wiki/Lou_von_Salomé
https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Rée
si insomma, questi personaggi qui hanno cambiato molte cose nella psicanalisi e affini e per chi come me non ha studiato la materia rimangono solamente i nomi più noti.
La storia come fa notare l'autore stesso è finzione, Breuer e Nietzsche non si sono mai incontrati quindi tutto quello che è raccontato in questo libro non è mai successo, anche se appunto tutte le persone nominate sono realmente esistiti e molte hanno avuto realmente delle relazioni (amicizia o amore che fosse, o anche solo professionale).
La storia in sé è molto semplice: Nietzsche sembra disperato e sull'orlo del suicidio, Lou Salomé e Paul Rée sono suoi amici ma l'hanno tradito, così Salomé si rivolge a Breuer per far curare Nietzsche dalla disperazione, e Breuer si consulta spesso con il suo migliore amico Freud. Fine.
Il fatto è che la mente umana è strana e al tempo spesso elementare.
Insomma Breuer per far si che st'altro si confidi con lui, cerca di adottare vari metodi, alla fine finge di essere lui stesso disperato e di invertire i ruoli, quindi chiede a Nietzsche di guarirlo.
Nel momento stesso in cui i due cominciano le sedute e si siedono nelle loro poltrone, ti siedi anche tu con loro, e compi un viaggio di introspezione non da poco.
La disperazione raccontata in questo libro non ha epoca, cambiano gli scenari ma potrebbe tranquillamente essere la stessa disperazione dei giorni nostri. La domanda fondamentale è "ma tu questa vita l'hai scelta, o sei stato scelto? l'hai desiderata o ti sei semplicemente adattato? ma soprattutto la stai vivendo questa vita o è la vita che ti porta verso la vecchiaia e tu stai lì inerme?"
La disperazione più profonda perché non sappiamo staccarci da certi amori o idee che ci logorano dentro, non sappiamo andare oltre, pensiamo di vivere ma alla fine sono solo una serie di gesti e giorni ripetuti in cui ti ci sei trovato dentro e non ricordi nemmeno come ci sei entrato in questo meccanismo, sembra una catena di montaggio che si ripete all'infinito.
Ad un certo punto apri gli occhi e ti guardi attorno, come appena sveglio da un sogno, e vuoi la libertà, intesa sia come libertà da quanto ti accompagna ogni giorno, sia intesa come nuove idee, nuova vita, nuovo scenario. Il fatto è che la maggior parte delle volte non siamo proprio inconsapevoli quando "scegliamo" una vita, solo che la ripetizione a volte ci mette in crisi, non siamo più soddisfatti e quindi ci cominciamo a porre delle domande: "se avessi scelto diversamente, se non mi fossi sposato, se non avessi fatto il medico..." e questi dubbi generano disperazione.
Chi ha coraggio cambia e rischia, qui in questo libro è spiegato come con l'ipnosi Breuer riesce a vedere proiettato il cambiamento ma effettivamente non avviene, ma, e dico ma, il cambiamento avviene dentro perché la prospettiva cambia.
Noi siamo preda di questa visione sempre uguale.
Solo vedendo le cose da prospettive diverse potremo apprezzare di nuovo quanto abbiamo quotidianamente. Ma è un lavoro che da soli spesso non si riesce ad affrontare, un aiuto psicologico sarebbe fondamentale in questo percorso.
E nonostante sia opera di finzione, io voglio credere con tutta me stessa che la psicanalisi e la filosofia si siano evolute in quelle due poltrone, in quell'amicizia, in quei tradimenti, in quei chiarimenti, in quell'avventura che Yalom ci ha permesso di vivere in queste pagine.
La mente umana non ha confini, eppure vive in pochissimo spazio, rinchiusa tra pregiudizi e disperazione.
Io ho fatto studi tecnici quindi di filosofia psicologia e compagnia bella non so nulla.
Di sicuro tra i nomi fatti in questo libro conoscevo (per sentito dire eh) Nietzsche e Freud, degli altri, che poi mi sono documentata e ho scoperto che sono realmente vissuti, non sapevo nemmeno che esistessero.
Tipo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Breuer
https://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud
https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Nietzsche
https://it.wikipedia.org/wiki/Lou_von_Salomé
https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Rée
si insomma, questi personaggi qui hanno cambiato molte cose nella psicanalisi e affini e per chi come me non ha studiato la materia rimangono solamente i nomi più noti.
La storia come fa notare l'autore stesso è finzione, Breuer e Nietzsche non si sono mai incontrati quindi tutto quello che è raccontato in questo libro non è mai successo, anche se appunto tutte le persone nominate sono realmente esistiti e molte hanno avuto realmente delle relazioni (amicizia o amore che fosse, o anche solo professionale).
La storia in sé è molto semplice: Nietzsche sembra disperato e sull'orlo del suicidio, Lou Salomé e Paul Rée sono suoi amici ma l'hanno tradito, così Salomé si rivolge a Breuer per far curare Nietzsche dalla disperazione, e Breuer si consulta spesso con il suo migliore amico Freud. Fine.
Il fatto è che la mente umana è strana e al tempo spesso elementare.
Insomma Breuer per far si che st'altro si confidi con lui, cerca di adottare vari metodi, alla fine finge di essere lui stesso disperato e di invertire i ruoli, quindi chiede a Nietzsche di guarirlo.
Nel momento stesso in cui i due cominciano le sedute e si siedono nelle loro poltrone, ti siedi anche tu con loro, e compi un viaggio di introspezione non da poco.
La disperazione raccontata in questo libro non ha epoca, cambiano gli scenari ma potrebbe tranquillamente essere la stessa disperazione dei giorni nostri. La domanda fondamentale è "ma tu questa vita l'hai scelta, o sei stato scelto? l'hai desiderata o ti sei semplicemente adattato? ma soprattutto la stai vivendo questa vita o è la vita che ti porta verso la vecchiaia e tu stai lì inerme?"
La disperazione più profonda perché non sappiamo staccarci da certi amori o idee che ci logorano dentro, non sappiamo andare oltre, pensiamo di vivere ma alla fine sono solo una serie di gesti e giorni ripetuti in cui ti ci sei trovato dentro e non ricordi nemmeno come ci sei entrato in questo meccanismo, sembra una catena di montaggio che si ripete all'infinito.
Ad un certo punto apri gli occhi e ti guardi attorno, come appena sveglio da un sogno, e vuoi la libertà, intesa sia come libertà da quanto ti accompagna ogni giorno, sia intesa come nuove idee, nuova vita, nuovo scenario. Il fatto è che la maggior parte delle volte non siamo proprio inconsapevoli quando "scegliamo" una vita, solo che la ripetizione a volte ci mette in crisi, non siamo più soddisfatti e quindi ci cominciamo a porre delle domande: "se avessi scelto diversamente, se non mi fossi sposato, se non avessi fatto il medico..." e questi dubbi generano disperazione.
Chi ha coraggio cambia e rischia, qui in questo libro è spiegato come con l'ipnosi Breuer riesce a vedere proiettato il cambiamento ma effettivamente non avviene, ma, e dico ma, il cambiamento avviene dentro perché la prospettiva cambia.
Noi siamo preda di questa visione sempre uguale.
Solo vedendo le cose da prospettive diverse potremo apprezzare di nuovo quanto abbiamo quotidianamente. Ma è un lavoro che da soli spesso non si riesce ad affrontare, un aiuto psicologico sarebbe fondamentale in questo percorso.
E nonostante sia opera di finzione, io voglio credere con tutta me stessa che la psicanalisi e la filosofia si siano evolute in quelle due poltrone, in quell'amicizia, in quei tradimenti, in quei chiarimenti, in quell'avventura che Yalom ci ha permesso di vivere in queste pagine.
La mente umana non ha confini, eppure vive in pochissimo spazio, rinchiusa tra pregiudizi e disperazione.
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PAG.346
Credo fino dall'infanzia che la vita sia una scintilla tra due vuoti identici, il buio prima della nascita e quello dopo la morte.
[...] E non vi pare strano che ci preoccupiamo tanto del secondo di questi due vuoti, senza peraltro mai pensare al primo?
[...] E non vi pare strano che ci preoccupiamo tanto del secondo di questi due vuoti, senza peraltro mai pensare al primo?
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