4/5 Trama: Con la consueta passione polemica, senza mai abdicare alla sua
caratteristica soggettività tesa e vibrante, Sepúlveda offre in questo
libro un'altra prova della sua passione politica e umana. Ma non è solo
la denuncia sociale a dare energia alle pagine: alle riflessioni sugli
argomenti più scottanti della politica internazionale, in cui è netta la
presa di posizione contro Blair e Bush e la guerra in Iraq, si alternano i
commossi ricordi di amici scomparsi e storie, semplicemente da
raccontare. E tutto, sembra dirci lo scrittore, tanto la necessità di
raccontare quanto il desiderio di combattere, trovano
ragione semplicemente nella capacità di sognare ancora, di non rinunciare
ai nostri sogni.
…Le giornate di pioggia obbligano persino a parlare, a dire sciocchezza
come “sta piovendo”, a nominare collettivamente la pioggia, con rabbia
chi ha le scarpe rotte, con indifferenza chi possiede un buon
impermeabile, con stupore chi viene dal Nord e porta ancora il deserto
nello sguardo, con sprezzo chi viene dal profondo Sud, là dove piove
davvero. In ogni caso, a forza di nominarla, la pioggia esiste, la
parola stessa si trasforma in qualcosa di umido…
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