lunedì 22 aprile 2013

IL VIOLINO NERO di Maxence Fermine

5/5 Trama: È la fine del XVII secolo. Johannes, genio musicale precoce, rimane ferito nel corso della campagna napoleonica in Italia. Accolto e curato dal liutaio Erasmus, il giovane apprende nuove notizie su Carla Farenzi, una misteriosa dama fugacemente incontrata tempo prima. Il liutaio gli rivela poi il segreto di un violino nero, da lui stesso costruito, che canta con la voce suadente e incantatrice della donna. Dopo averlo sentito suonare la vita di Johannes, come uomo e come artista, resterà incatenata a quella di Carla Farenzi. [2° volume]

[...] si vantava di possedere tre cose eccezionali: un violino nero dal suono strano, una scacchiera che definiva magica e una grappa senza età. Il vegliardo aveva altresì tre doti eccezionali: era indiscutibilmente il miglior liutaio di Venezia, a scacchi non perdeva mai una partita, ed era l'artefice della grappa più singolare di tutta l'Italia, che distillava con un alambicco installato in una stanzatta attigua al suo gabinetto musicale. La mattina restaurava o fabbricava violini, il pomeriggio distillava grappa, le sera giocava a scacchi - dedicando così l'intera giornata all'ebbrezza che gli procuravano le sue tre passioni.
Quando era ebbro, che fosse di musica, d'alccol o di gioco, parlava senza posa. Quando non parlava di violini, parlava di grappa. Quando non parlava di grappa, parlava di scacchi. E quando non parlava di musica, non diceva niente...

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