4/5 Trama: Hermann Hesse non ha mai scritto
un'autobiografia, ma ha affidato la sua visione del mondo a scritti in
cui la biografia sconfina nel romanzo. Ne sono esempio i tre testi
riuniti in questo volume - "L'infanzia dell'incantatore", "Breve cenno
biografico", e "Alla memoria di mio padre" - che restituiscono il
ritratto di un "piccolo uomo solitario", un eterno fanciullo capace di
guardare le cose con lo stupore intatto dell'infanzia, un "incantato"
che vuole farsi incantatore, ricreando dalle rovine del reale un mondo
meraviglioso di finzione che si configura come la sola e indiscussa
realtà.
...Ogni volta che intraprendo qualcosa di veramente
necessario, di felice e di simpatico, la gente sempre diventa
spiacevole. Vorrebbero che uno rimanesse quello che è, che il suo volto
non mutasse mai. Ma il mio volto vi si ribella, vuole sempre mutare, è
per esso una necessità...
Per fortuna, come la maggior parte dei
bambini, ho imparato già prima della scuola tutto ciò che per la vita è
più prezioso e indispensabile; ero stato ammaestrato dai meli, dalla
pioggia e dal sole, dal fiume e dai boschi, dalle api e dagli scarabei;
ero stato ammaestrato dal dio Pan, l'idolo danzante nella camera dei
tesori del nonno. Ne sapevo abbastanza del mondo, m'intrattenevo senza
paura con gli animali e con le stelle, mi ritrovavo nei frutteti e
nell'acqua coi pesci, e sapevo già cantare un buon numero di canzoni.
Sapevo anche fare incantesimi, case che purtroppo disimparai presto e
solo in età più avanzata dovetti di nuovo mettermi ad apprendere; e
disponevo di tutta la favolosa saggezza dell'età infantile.
Nessun commento:
Posta un commento