lunedì 22 aprile 2013

L'INFANZIA DELL'INCANTATORE di Hermann Hesse

4/5 Trama: Hermann Hesse non ha mai scritto un'autobiografia, ma ha affidato la sua visione del mondo a scritti in cui la biografia sconfina nel romanzo. Ne sono esempio i tre testi riuniti in questo volume - "L'infanzia dell'incantatore", "Breve cenno biografico", e "Alla memoria di mio padre" - che restituiscono il ritratto di un "piccolo uomo solitario", un eterno fanciullo capace di guardare le cose con lo stupore intatto dell'infanzia, un "incantato" che vuole farsi incantatore, ricreando dalle rovine del reale un mondo meraviglioso di finzione che si configura come la sola e indiscussa realtà. 

...Ogni volta che intraprendo qualcosa di veramente necessario, di felice e di simpatico, la gente sempre diventa spiacevole. Vorrebbero che uno rimanesse quello che è, che il suo volto non mutasse mai. Ma il mio volto vi si ribella, vuole sempre mutare, è per esso una necessità... 

Per fortuna, come la maggior parte dei bambini, ho imparato già prima della scuola tutto ciò che per la vita è più prezioso e indispensabile; ero stato ammaestrato dai meli, dalla pioggia e dal sole, dal fiume e dai boschi, dalle api e dagli scarabei; ero stato ammaestrato dal dio Pan, l'idolo danzante nella camera dei tesori del nonno. Ne sapevo abbastanza del mondo, m'intrattenevo senza paura con gli animali e con le stelle, mi ritrovavo nei frutteti e nell'acqua coi pesci, e sapevo già cantare un buon numero di canzoni. Sapevo anche fare incantesimi, case che purtroppo disimparai presto e solo in età più avanzata dovetti di nuovo mettermi ad apprendere; e disponevo di tutta la favolosa saggezza dell'età infantile.

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