3/5 Trama: Un brivido improvviso nell'aria notturna, una sottile, insinuante
oppressione, un senso indefinibile di disagio accompagnano l'apparizione
del fantasma in queste storie della Wharton: non una manifestazione
clamorosa, eclatante, terribile, ma piuttosto una crepa che si apre
silenziosamente nel muro della realtà. Lo spettro, per la Wharton, è una
violazione della più rigida e immutabile delle convenzioni, quella che
sancisce la separazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Il libro di per sè non è male, scrittura scorrevole, si legge molto
velocemente. Mi aspettavo un po' di più per quanto riguarda i racconti.
La maggior parte finisce, anzi non finisce, perchè si concludono
velocemente e non danno nemmeno una risposta, lasciano libera
interpretazione al lettore... mi aspettavo un po' di più, ecco...
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