5/5 Trama: Un ragazzo e quattro animali alla deriva nell'oceano Pacifico, unici
superstiti di un misterioso naufragio. La loro sfida è la sopravvivenza,
nonostante la sete, la fame, la furia del mare. Tempo pochi giorni e
della zebra, dell'orango e della iena non resta che qualche osso cotto
dal sole. A farne piazza pulita è stata la tigre con cui Pi, giovane
indiano senza più famiglia, è ora costretto a dividere i pochi metri di
una scialuppa. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla.
Con la forza di uno spirito caparbio e visionario, Pi affronta la sua
grande avventura. E' un viaggio straordinario, ispirato e terribile,
ironico e violento, che trascina il lettore fino all'attimo in cui il
sipario si leva sull'ultimo, agghiacciante colpo di scena.
[...] Voglio dire due parole sulla paura. E' lei l'unico vero
avversario. Solo la paura può sconfiggere la vita. E' un'avversaria
intelligente e perfida, io lo so bene. Non ha dignità, non rispetta
leggi né regole, non ha pietà. Cerca i tuoi punti deboli, e li scova con
facilità. Comincia dalla mente, sempre. Fino a un attimo prima sei
calmo, controllato, felice. Poi la paura, travestita da piccolo dubbio
innocente, si intrufola nella tua mente come una spia. Il dubbio
incontra lo scetticismo, che prova a buttarlo fuori. Ma lo scetticismo è
un soldato di fanteria con poche risorse. Il dubbio se ne sbarazza
facilmente. Diventi inquieto. Entra in campo la ragione. Sei assicurato:
la ragione possiede le armi tecnologiche più avanzate. Ma, con tua
grande sorpresa, nonostante la sua superiorità tattica e una serie di
vittorie inconfutabili, la ragione viene messa al tappeto. Ti senti
vulnerabile, impotente. L'angoscia si trasforma in terrore. Poi la paura
invade completamente il corpo, il quale, nel frattempo, ha subodorato
che qualcosa non va. I polmoni volano via come uccelli e il fegato se la
squaglia quatto come un serpente. La lingua stramazza stecchita come un
opossum, le mandibile cominciano a galoppare sul posto. Le orecchie
diventano sorde. I muscoli sono scossi da brividi quasi fossero in preda
alla malaria, e le ginocchia si sciolgono come burro. Il cuore è troppo
teso, lo sfintere troppo rilassato. Solo gli occhi funzionano bene.
Prestano sempre la dovuta attenzione alla paura.
Ti affretti a prendere decisioni avventate. Liquidi i tuoi ultimi alleati: la speranza e la fiducia. Ecco che ti sei sconfitto da solo. La paura - un semplice sentimento - ha trionfato.
E' difficile da spiegare. La paura, la vera paura, quella che ti scuote fino alle ossa, quella che provi quando sei faccia a faccia con la morte, si annida nella tua memoria come una cancrena: minaccia di far marcire tutto, anche le parole per esprimerla. Dunque devi sforzarti di parlarne. Se non lo fai, se la paura diventa un'oscurità inespressa che cerchi di evitare e che forse riesci persino a dimenticare, ti esponi ai suoi attacchi futuri.
Perchè hai lasciato che ti colonizzasse. [...]
Ti affretti a prendere decisioni avventate. Liquidi i tuoi ultimi alleati: la speranza e la fiducia. Ecco che ti sei sconfitto da solo. La paura - un semplice sentimento - ha trionfato.
E' difficile da spiegare. La paura, la vera paura, quella che ti scuote fino alle ossa, quella che provi quando sei faccia a faccia con la morte, si annida nella tua memoria come una cancrena: minaccia di far marcire tutto, anche le parole per esprimerla. Dunque devi sforzarti di parlarne. Se non lo fai, se la paura diventa un'oscurità inespressa che cerchi di evitare e che forse riesci persino a dimenticare, ti esponi ai suoi attacchi futuri.
Perchè hai lasciato che ti colonizzasse. [...]
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