5/5 Trama: Riavutosi in ospedale dopo un attacco di cuore, un giornalista si
ritrova, come vicino di letto, la più inquietante delle compagnie. Il
conte Antoni Stanislaw Augusto Dunin, nobiluomo polacco. Nei tratti del
volto, nella magrezza, nella ieratica foggia della barba assomiglia a
Tolstoj vecchio, ma la sua caratteristica è un'altra: sa leggere i sogni
di chi gli sta vicino. E così il giornalista si vedrà scrutato fin
nell'intimo più profondo, in ciò che egli stesso ignora o rimuove del
suo passato, dei suoi amori, dei suoi lutti. Una sensazione per nulla
gradevole, ovviamente, ma a tal punto inconsueta e stupefacente da
spingerlo, una volta dimesso, a mettersi sulle tracce dell'elusivo
personaggio che, comunque, ha saputo suscitare la sua curiosità.
… Il conte era seduto a un tavolo; al mio apparire la sua espressione si fece terribile, e levando una mano minacciosa gridò: “qui si celebra lo spettacolo dei vivi e dei morti. Qui si celebrano i sette misteri dell’esistenza. Il primo è il NULLA, il secondo è la VITA, il terzo è la CONSAPEVOLEZZA, il quarto è l’AMORE, il quinto è il SONNO, il sesto la MORTE, e il settimo, il più grande di tutti, è il DOLORE” …

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