3/5 Trama: Gaarder finge di imbattersi, in una libreria di Buenos Aires, in
un manoscritto latino, intitolato "Codex Floriae", risalente al '500
ma probabilmente copia di un'opera molto più antica. Portandolo alla
Biblioteca Vaticana per ulteriori esami, il manoscritto scompare
misteriosamente. Gaarder però ne ha fatta una copia e comincia a
tradurlo: si tratta di una lettera che Floria Emilia scrive al suo ex
amante (nonché padre di suo figlio) da cui è stata abbandonata per un
matrimonio più conveniente. Matrimonio che non viene celebrato perché
quell'uomo altri non è che sant'Agostino. Una lettera dolente, ironica e
appassionata, che parla dell'amore e della passione, del tradimento e
della fede, di Dio e dell'uomo.
Ti sentivi come un albero avvizzito che d’un tratto torna a
ergersi poiché finalmente è arrivata la pioggia dopo una lunga estate di
siccità.
… il riso e il conversare insieme, e le reciproche
affettuose cortesie, e il fascino dei libri letti insieme, gli scherzi e
nobili svaghi comuni, e il dissentire a volte, ma senza rancore, come
succede con se stessi, e con questi rarissimi dissensi fare più intenso
il gusto dei molti consensi, e l’insegnare e l’imparare a turno, la
nostalgia impaziente per chi manca, le festose accoglienze a chi
ritorna: son questi o simili, i segni che dal cuore di chi ama ed è
riamato giungono tramite il volto, la bocca, gli occhi e mille
graziosissimi gesti, quasi ad alimentare il fuoco che divampa e fonde
molte anime in una…
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