giovedì 10 agosto 2017

CANTO DELLA PIANURA di Kent Haruf

Trama 5/5: Con Canto della pianura si torna a Holt, dove Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza.Intanto Victoria Roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un’insegnante della scuola, Maggie Jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli McPheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all’allevamento di mucche e giumente.Come in Benedizione, le vite dei personaggi di Holt si intrecciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d’amore. In particolare, in questo libro Kent Haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.
Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su google maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo. [1° volume]

***
Haruf continua ad incantarmi con la sua parlantina, mi racconta di un passato a Holt, prima di Benedizione, mi racconta di una stagione fredda, e mi racconta in modo più movimentato e allegro di giovani vite... Ragazzini la cui madre depressa se ne va di casa, di una ragazza delle superiori che si ritrova fuori di casa perché incinta, mi racconta di uomini e di donne che nella loro vita non hanno affrontato la coppia ma ne sono scappati o si sono accontentati di assaporarla appena...
Se in Benedizione si tiravano le somme, qui si sta seminando.
I giovani qui stanno cominciando a crescere, stanno gettando le basi per la loro vita futura e dalle piccole scelte di ogni giorno, sebbene semplici e commisurate all'età, ne uscirà una pianta rigogliosa o una pianta misera e stentata.
Pur avendo un ritmo più sostenuto, mi meraviglia che Haruf non sprechi mai una parola in più per le descrizioni, riesce a rendere l'ambiente circostante perfetto e accurato pur non dicendo una parola in più, è assolutamente fantastico!
Di questi personaggi credo di poter affermare con certezza che i fratelli McPheron, anche loro come Haruf non dicono una parola di più di quel che serve, siano sicuramente e indiscutibilmente le persone più amabili e autentiche di questo libro.
Mi hanno affascinato come raramente mi capita, due anziani fratelli che non hanno mai fatto famiglia, rimasti orfani da giovani hanno sempre vissuto insieme, e accolgono Victoria in casa quando la madre la sbatte fuori, si affezionano a lei, la curano e la proteggono.
All'inizio ho pensato che in questo libro le donne non ne escono particolarmente bene, perché una madre è depressa e l'altra insoddisfatta sbatte fuori la figlia solo perché incinta. Però poi ci sono Maggie Jones l'insegnante e Victoria, e allora la questione si è riequilibrata... poi ci sono i ragazzini con il padre Tom che spesso mi da l'impressione di non guardarli poi tanto, però poi li ama, e i fratelli McPheron.
E alla fine, visto che il libro inizia spiegando cos'è il "plainsong" da cui trae il nome, ovvero un canto fermo, un canto gregoriano, mi sembra che abbia un senso, perché quando penso a questo tipo di canto immagino un tono costante, coordinato, la voce di molti che si fonde in un unico tono.
Non mi stancherei mai di leggere Haruf e spero che i nuovi libri vengano pubblicati velocemente per continuare a stare in mezzo a queste persone meravigliose che lui mi ha fatto conoscere.

Nessun commento:

Posta un commento